L’intervento al parlamento europeo

Conte contro il patto franco-tedesco: «No a un’Europa a due velocità»

di Gerardo Pelosi


Conte a Davos: 'L'euro ha creato debito, Europa del popolo'

2' di lettura

STRASBURGO. Doveva essere un discorso sul futuro dell'Europa, uno dei tanti affidati dal presidente dell'Europarlamento, Antonio Tajani, ai premier degli Stati membri all'indomani della Brexit. Ma lo “strappo” con la Francia, le posizioni isolate sul Venezuela e un dialogo sempre più critico con le istituzioni di Bruxelles sta trasformando l'intervento di oggi pomeriggio a Strasburgo di Giuseppe Conte alla plenaria del Parlamento europeo in una sorta di esame finale davanti a tutte le famiglie politiche europee utile a misurare l'effettivo grado di “europeismo” del Governo italiano.

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Dall’Europa dei popoli alle critiche al direttorio
Conte ribadirà la necessità di “un'Europa dei popoli”, che affronti in maniera organica la questione migranti e che avvii un cambio di passo nella governance economica, con l'inclusione della condivisione dei rischi. Dossier che, secondo Conte, «non devono essere divisivi tra gli Stati membri e gli equivoci di questi ultimi giorni rappresentano l'effetto, piuttosto che la causa, dell'incapacità dell'Europa di suggerire soluzioni». Conte insiste poi sulla necessità di creare un'Europa dei popoli, «più vicina alle esigenze delle persone».

Nessuna “sfida” all'Europa, «noi – osserva sempre Conte in un'intervista a Politico.eu - vogliamo scuoterla per ravvivarla. È durante i momenti di crisi che bisogna dare una scossa, fare un passo indietro e ricominciare». Il premier italiano critica anche il direttorio franco-tedesco che esce rafforzato dal Trattato di Aquisgrana. «È una questione di coerenza – avverte Conte - se continuiamo a invocare un forte progetto europeo ma nei fatti ci sono Paesi che consolidano le loro relazioni bilaterali già privilegiate è ovvio che c'è il rischio di alterare il normale processo decisionale tra tutti gli Stati membri. Non possiamo permettere la creazione di un'Europa a geometrie variabili».

A Strasburgo una platea che lo atrende al varco
La gran parte della platea degli europarlamentari che lo attende a Strasburgo è scettica sull'europeismo italiano anche se non manca un certo interesse nei confronti del messaggio che Conte potrà dare sul futuro dell'Europa, sui rapporti tra il nostro Governo e gli altri partner e sul ruolo che l'Italia intende svolgere all'interno dell'Unione. Dopo il suo intervento la parola passerà al rappresentante della Commissione, probabilmente il vice presidente Katainen, il finlandese, mai tenero con l'Italia. Non è escluso che anche nel suo intervento Conte possa affrontare lo strappo con Parigi anche se il tema sarà al centro dei colloqui che il presidente del Consiglio avrà prima del suo intervento con il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, con quello dell'Europarlamento Antonio Tajani e con il capogruppo del Ppe Manfred Weber.

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