tensioni nella maggioranza

Conte convoca il Consiglio dei ministri. La Lega: «Senza Salvini non ci andiamo». Lui: «Se serve ci sarò»

di Andrea Gagliardi

Decreto fiscale, dalla rottamazione-ter allo stralcio dei debiti fino a mille euro

7' di lettura

Sul decreto fiscale è ancora scontro nel governo tra M5s e Lega, con il premier Conte obbligato a fare da paciere ma anche a smentire le voci di sue imminenti dimissioni. Dopo l’accusa del vicepremier Luigi Di Maio, che a Porta a Porta mercoledì ha parlato di manipolazione del testo sulla pace fiscale, evocando «una manina politica o una manina tecnica» a proposito dello scudo fiscale per i capitali all'estero, il”giovedì nero” del Governo M5S è partito con la presa di posizione del vice ministro dell'Economia, Massimo Garavaglia. A chi gli chiedeva se era a conoscenza delle presenza nel Dl fiscale delle norme sulla pace fiscale contestate dal M5s, quest’ultimo ha risposto: «Ma è evidente, tutti lo sapevano».

Scontro anche sull’Rc auto
«Una norma mai vista, né condivisa. Quindi, il problema non esiste». Così invece, in una nota, sempre il vice ministro all'Economia, Massimo Garavaglia, a proposito della notizia sui presunti aumenti delle assicurazioni Rc auto al Nord per effetto della manovra. Ma fonti del Movimento 5 Stelle hanno fatto notare che il tema e la misura sull'Rc auto è stata discussa nella riunione sulla manovra la settimana scorsa ed è stata inviata agli alleati della Lega martedì mattina.

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Scudo fiscale nel mirino del M5s
Intanto è circolata l’ipotesi di un “Cdm bis” venerdì, per mettere definitivamente a punto il testo del decreto fiscale prima di inviarlo al Quirinale. Un’ipotesi avanzata da fonti di governo del Movimento 5 Stelle, dopo che il vicepremier Luigi Di Maio ha denunciato l’esistenza di una bozza in circolazione diversa da quella concordata. Nel mirino del leader M5S è finito in particolare «lo scudo fiscale per i capitali all’estero» che nel testo non appare tale in realtà perché permette di sanare due specifiche imposte su proprietà e conti all’estero già dichiarate anche se in maniera non completa. Ma a non andare giù a Di Maio, «c'è anche la non punibilità per chi evade. Noi non scudiamo capitali di corrotti e di mafiosi. E non era questo il testo uscito dal Cdm. Io questo non lo firmo - ha dichiarato - e non andrà al Parlamento». Il vicepremier è tornato sull’argomento anche intervenendo a ”W l'Italia” (Rete4). Il M5S, ha ribadito, «non puo' votare in Parlamento un testo che preveda scudi fiscali per gli evasori. Io salvo chi è nelle grinfie di Equitalia non chi fa autoriciclaggio e credo che neanche gli elettori della Lega si vogliano impelagare con la difesa degli evasori».

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Salvini: il decreto non cambia, domani nessun Cdm
«Il decreto fiscale non cambia. Quello che abbiamo discusso per ore e ore poi ho ritrovato scritto nel testo, con l’accordo di tutti, lo abbiamo firmato tutti. Ognuno si prenda le sue responsabilità» ha detto però il vicepremier Matteo Salvini arrivando alla fiera “Hotel 2018” a Bolzano. «Non si può costruire di giorno e smontare di notte - ha aggiunto - .Non ci sono regie occulte, invasioni degli alieni oppure scie chimiche. È un governo che non ha complotti contro. Basta lavorare». Salvini ha ribadito più volte che domani non ci sarà nessuna riunione del consiglio dei ministri. E ha chiosato: «In consiglio dei ministri c’erano tutti, non c'ero solo io. Se qualcuno ha idee diverse lo dica, peró su questo, come su altri decreti, si discute, si trova la quadra e poi si va avanti. Non possiamo rifare il consiglio dei ministri ogni quarto d’ora». A chi gli chiedeva se lo scontro sul Dl fiscale posso aprire una crisi di governo, il leader del Carroccio ha risposto: «No, penso che sia solo un equivoco»

Conte: sabato mattina Cdm dopo rilettura decreto
«Sabato mattina ci sarà un consiglio dei ministri perché porterò il risultato della rilettura» del decreto e «avremo quindi la possibilità di confermare» il testo o, «nel caso dirimere qualche dubbio politico che è sorto». Così il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa dopo il vertice europeo ha provato a chiudere la vicenda. E a chi gli faceva notare come Salvini, qualche ora fa, abbia detto che non ci sarà nessun Cdm, ha replicato: «Se ci sarà Salvini al Cdm di
sabato non lo so, perché c'è anche la campagna elettorale al Nord. Il Cdm si svolgerà, l’ho convocato io. Il premier sono io, decido io che si svolga un Cdm». Poi ha escluso una crisi di governo, definita «una prospettiva futuribile e improbabile». Anche perché «se ci fosse una crisi» dal caso del dl fiscale «in questa vicenda non dimostreremmo né passione né responsabilità».

Conte: mai parlato di dimissioni
Le rassicurazioni del premier però non sono bastate a calmare le acque, e Conte è stato costretto a ribadire in serata di non aver mai minacciato le dimissioni. Ma solo, fanno sapere fonti di palazzo Chigi, di avere «espresso in maniera risoluta» negli scambi teleffonici con i vicepremier «la necessità di trovare una soluzione politica ai problemi emersi con il dl fiscale», e ribadendo la necessità «di convocare un nuovo Cdm per giungere ad una soluzione» allo scontro sul Dl fiscale.

Salvini: sabato Cdm? Ho già impegni, chiamerò Conte
«Io sabato ho l'appuntamento con la Coldiretti e soprattutto con i miei figli. Il Paese è importante ma sono importanti anche i figli. Chiamerò Conte perché apprezzo il lavoro che sta facendo». Così il vicepremier Matteo Salvini ha messo le mani avanti, a margine di un comizio elettorale della Lega a Bolzano, rispondendo a chi gli chiedeva un commento sull'intenzione del premier di convocare il consiglio dei ministri per sabato prossimo dopo il “caso” del Dl fiscale. Ma poi ha assicurato: «Non mi risulta nessun rilievo del Quirinale. Invito la maggioranza ad essere compatta e a non litigare perchè già attaccano dall'Europa e da tutte le parti. Dobbiamo essere uniti noi e marciare compatti. Questo governo va avanti e va avanti per 5 anni». E più tardi: «Ancora non è stato convocato il Consiglio, ma se serve che Salvini ci sia, Salvini ci sarà». Il leader leghista ha comunque ricordato i suoi impegni in campagna elettorale e il desiderio di passare qualche ora in famiglia.

Bitonci: non è condono, emergono piccole somme
«Abbiamo cercato di costruire una pace fiscale che non assomigliasse assolutamente a un condono, al concordato del 2002 che era un tombale, e questo perché dal punto di vista politico sia gli M5s che noi della Lega pensiamo che il momento dei condoni tombali debba finire» ha fatto eco a Salvini il sottosegretario all'Economia Massimo Bitonci , che rispondendo a un’interrogazione in commissione Finanza ha spiegato: la pace fiscale è «un'emersione di piccole somme relative a soggetti che hanno già pagato la dichiarazione».

Di Maio: serve chiarimento politico, in Cdm o vertice Eppure in casa M5s è forte il malumore. «Adesso il tema è politico e se è un tema politico ha bisogno di un chiarimento politico. La sede giusta è il Cdm ma possiamo anche fare un vertice prima» ha detto il vicepremier Luigi Di Maio in diretta Facebook da Figline Valdarno. «Lo spread è a 327 - ha aggiunto - perché i mercati pensano che il governo non sia più compatto». A conferma cheè in corso la prima vera crisi politica del Governo giallo verde arriva però l’arrocco dei ministri del Carroccio, compatti pronti a disertare il Cdm del week end se il leader della Lega non sarà della partita.

Fraccaro: norme mai concordate in Cdm, rifaremo decreto
«La verità è che è uscito dal Consiglio dei ministri un testo con delle norme che non erano concordate. Adesso torneremo indietro e lo rifaremo. Se qualche nostalgico del passato pensa di fermare il cambiamento si sbaglia, quelle norme spariranno. Alle Camere invierò solo un testo pulito: con noi niente scudi né condoni» ha inistito il ministro per i rapporti con il parlamento Riccardo Fraccaro, intervenendo in campagna elettorale a Bolzano. E ha aggiunto: «Sappiamo che i ministeri e gli uffici sono spesso legati a partiti che hanno governato negli ultimi anni ed abbiamo dei problemi, perché a volte ci troviamo delle norme infilate nei testi senza che Lega e 5 Stelle le avessero concordate».

Castelli: intesa era diversa, problema politico
«Lunedì prima del Consiglio dei ministri c'è stato un tavolo politico in cui l’accordo raggiunto prevedeva nessun condono penale e niente scudo fiscale sui capitali esteri. Adesso Garavaglia e la Lega ci dicono che approvano una norma che introduce condoni penali e scudi fiscali per capitali all'estero? Allora c'è un problema politico» ha rincarato la dose la sottosegretaria all’Economia M5s Laura Castelli, interpellata alla Camera.

Fico: contrario a scudo fiscale, norma va cancellata
«Al di là dell'interlocuzione all'interno del Consiglio dei ministri, io sono fermamente contrario a che ci sia questo articolo» ha detto anche il presidente della Camera, Roberto Fico, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano un commento sulla presenza di uno 'scudo fiscale' nel Dl fiscale. Alla domanda se sia contrario anche alla “pace fiscale” nella sua interezza ha risposto: «Questo è un discorso lungo....».

Cantone: condoni non aiutano fiducia
Il presidente di Anac Raffaele Cantone ha invece rimarcato che i condoni «non aiutano la fiducia», in particolare, non c'è «un segnale che aiuta la fiducia quando ogni anno» i condoni «vengono più o meno ripetuti cambiando i nomi, come se bastasse questo a nasconderli». Dal canto suo, il procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho, alla presentazione del Rapporto Liberaidee su mafie e corruzione, ha accusato la politica di distrazione su questi temi. «La politica pospone questi problemi a tanti altri - ha detto - ma quando ci sono corruzione e mafia l’economia va a fondo: la nostra zavorra sono mafia e corruzione, quest'ultima dilaga. Ma nel Paese non vi è attenzione per questi fenomeni emergenziali».

Boccia: noi non amiamo i condoni
«Noi non amiamo i condoni, ci interessa di più l’idea di una pace fiscale con la rateizzazione, che è una parte che il governo ha previsto» ha evidenziato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine dell'assemblea di Assolombarda. «Questo significa - ha aggiunto - pagare tutte le tasse da parte delle imprese che hanno criticità oggettive, però significa nessuno sconto perché noi i condoni non li amiamo».

Camusso: un gigantesco condono pro-evasori
«Della manovra conosciamo al momento il comunicato di Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri che elenca molte cose ma mancano i dettagli ed è anche difficile commentare gli annunci. Colpisce che la prima e fondamentale ipotesi che c'è dentro il decreto fiscale è un gigantesco condono» ha commentato invece la leader della Cgil Susanna Camusso a margine della presentazione a Palermo di un libro su Pio La Torre.

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