crisi di governo

Conte, discorsi a confronto: dal governo del cambiamento al nuovo umanesimo

Sono alcune delle differenze più evidenti che emergono confrontando i due discorsi di accettazione (con riserva) dell’incarico a formare un nuovo governo pronunciati da Giuseppe Conte. La prima volta il 23 maggio 2018 e la seconda oggi

di An.Ga.


La priorità di Conte: un nuovo rapporto con l’Europa

2' di lettura

Cambiano le parole chiave. Escono «contratto», «governo del cambiamento» e «avvocato difensore del popolo italiano». Entrano «governo nel segno della novità» per rendere l’Italia anche «più giusta, equa e solidale», con una chiara «collocazione euro-atlantica», un ancoraggio forte nei «principi scritti nella Costituzione», in un orizzonte di «nuovo umanesimo». Con la parola “popolo” che non viene pronunciata. Sono alcune delle differenze più evidenti che emergono confrontand0 i due discorsi di accettazione (con riserva) dell’incarico a formare un nuovo governo pronunciati da Giuseppe Conte. La prima volta il 23 maggio 2018. La seconda oggi. Cambiano la coalizione (da gialloverde a giallorossa), i temi e anche il discorso. A partire dai tempi: 3 minuti e 24 secondi nel 2018, quasi 9 minuti e mezzo di discorso quindici mesi dopo.

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Un programma da elaborare
Nel maggio del 2018 Conte si presenta quasi come un esecutore di quello che definisce «il contratto su cui si fonda questa esperienza di governo». Il contratto è già pronto, avallato dalla base M5s e leghista: il suo compito sarà quello di presentarlo al Parlamento e di portarlo avanti. Quindici mesi dopo lo scenario è molto diverso. «Oggi stesso avvierò le consultazioni», al termine delle quali «mi dedicherò - scandisce Conte - a elaborare un programma insieme alle forze politiche». Questa volta insomma non c'è niente di preconfezionato: sarà lui a mediare tra i partiti e lui stesso a elaborare il programma con il contributo delle forze che lo sostengono.

Parola chiave: novità
Nel 2018 quello che sta per nascere è «il governo del cambiamento» dice Conte. Ora si parla di «un governo nel segno della novità». Le parole «nuovo/a» e «novità», vengono citate spesso (mai nel 2018) .

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Più forte l’ancoraggio alla Costituzione
La Costituzione nel discorso del 2018 viene citata solo quando si parla del contratto di governo posto al centro dell'azione di governo «nel pieno rispetto delle prerogative che la Costituzione attribuisce al presidente del Consiglio dei ministri». A quindici mesi di distanza il principi della Costituzione diventano «i principi non negoziabili, che non conoscono distinzione di colore politico» con annesso elenco: dal primato della persona, al lavoro all'uguaglianza al rispetto delle Istituzioni, fino al principio di laicità dello Stato e di libertà religiosa.

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La collocazione «euro-atlantica»
Differenze anche sul fronte della collocazione internazionale dell'Italia. Nel 2018 Conte parlava un po’ genericamente della «necessità di confermare la collocazione internazionale ed europea dell'Italia». Ora aggiunge un riferimento più forte alla «collocazione euro-atlantica» e «all'integrazione europea».

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