Dal caso moto d’acqua al tavolo con le parti

Conte e Di Maio smussano gli angoli per allontanare il fantasma della crisi

Il vicepremier Luigi di Maio e il premier Giuseppe Conte hanno cercato in questi giorni di smussare i toni e nascondere la loro irritazione per le uscite “opinabili” dell’alleato leghista pur di allontanare i fantasmi di una crisi.

di An.Ga.

3' di lettura

Dal caso della moto d’acqua della polizia con a bordo il figlio 16enne di Matteo Salvini al tavolo con le parti sociali convocato per la seconda volta dal leader della Lega, il vicepremier Luigi di Maio e il premier Giuseppe Conte hanno cercato in questi giorni di smussare i toni e nascondere la loro irritazione per le uscite “opinabili” dell’alleato leghista, pur di allontanare i fantasmi di una crisi. «Ognuno può ricevere chi vuole, ma
qui riceviamo ogni giorno le parti sociali, dialoghiamo con loro
e lavoriamo per risolvere problemi» ha commentato funambolico
Di Maio lo svolgimento al Viminale di un tavolo fra il ministro Salvini e le parti sociali.

PER APPROFONDIRE / Salvini vede le parti sociali. «Per gli investimenti bisogna rivedere i vincoli Ue»

Loading...

Crisi più lontana con l’ok al fiducia bis
Il low profile caratterizza soprattutto il presidente del consiglio e si tiene lontano sia dai travagli interni al M5s sia dai “penultimatum” di Salvini, che oggi a Radi0 24 non ha mancato di lanciare attacchi come quando ha attaccato: «Toninelli non mi sembra all'altezza di gestire le infrastrutture di un Paese bello ma difficile come l'Italia». Del resto con l’ok alla fiducia sul decreto bis la crisi sembra più lontana e Conte può permettersi di annunciare la fase due” del governo giallo-verde e si prepara ad una settimana che lo vedrà probabilmente già impegnato nei cinque tavoli tecnici sulla manovra.

PER SAPERNE DI PIÙ / Tav sì, Tav no: ecco le sei mozioni a confronto

Lo scontro sulla Tav
Certo poi c’è la spaccatura gialloverde sulla Tav, con le mozioni che saranno illustrate e votate domani, tra cui quella per il No dei grillini. Conte è schierato per il sì («Alla luce dei nuovi finanziamenti comunitari non realizzare il Tav costerebbe molto di più che completarlo»), ma è difficile che il premier parli del dossier Tav da qui a mercoledì. Ne parlerà, di certo, nella conferenza stampa di saluto di giovedì, dove il premier farà un punto sull’agenda di governo e non mancherà di dire la sua sulle fibrillazioni M5S e Lega. Anche perché, se Conte tira dritto, i due alleati di governo sembrano bloccati.

PER APPROFONDIRE / Il paradosso di Salvini: vuole la crisi di governo ma non stacca la spina

Salvini indeciso sui tempi dello strappo
Salvini continua nella sua strategia di tenere sulle spine il Movimento con l'obiettivo di farlo implodere catturando, con la sua campagna estiva, il suo elettorato del Sud. Ma, al momento, lo stesso Salvini non ha deciso se e quando strappare. «Tutti i ministri vogliono rompere. Tranne Salvini», ammette un esponente digoverno leghista descrivendo l’ultimo Cdm, sulla riforma della giustizia, come un susseguirsi di scontri durante i quali, più
volte ci si è mandati a quel Paese».

LEGGI ANCHE / Tour agostano di Salvini in sette Regioni del Centro Sud per strappare consenso a M5S

Il low profile del M5s
Nel Movimento, invece, la strategia sembra soprattutto una: «tenere la testa sotto la sabbia, fino al 7 agosto» (voto delle mozioni sulla Tav, ndr). Né va dimenticato il passo di lato del potente Massimo Bugani da vice-caposegreteria di Di Maio. Una decisione che, visto il rilievo e il potere di Bugani (vicinissmo a Casaleggio fa parte del direttivo dell’associazione Rousseau) sembra indebolire la posizione del leader M5s Di Maio.


Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti