il nuovo esecutivo

Mattarella: ora la parola spetta al Parlamento. Domani il giuramento

A Palazzo Chigi si terrà poi la cerimonia di insediamento del nuovo esecutivo con la prima riunione del Consiglio dei ministri. «Forti di un programma che guarda al futuro dedicheremo le nostre migliori energie, le nostre competenze la nostra passione a rendere l'Italia migliore nell' interesse di tutti i cittadini», annuncia il premier Giuseppe Conte

di Nicola Barone


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3' di lettura

«C'è una maggioranza parlamentare e si è formato un governo e la parola compete al Parlamento e al governo che nei prossimi giorni si presenterà alle Camere per chiedere la fiducia e presentare il programma». Con poche, essenziali parole il Capo dello Stato Sergio Mattarella chiude la fase seguìta alla rottura dell'alleanza gialloverde. Come annunciato dal segretario generale della Presidenza della Repubblica Ugo Zampetti, primo passo è il giuramento dei nuovi ministri avverrà domani alle 10. Poi il neonato esecutivo è atteso alla prova della fiducia, in agenda la mattina di lunedì 9 settembre alla Camera mentre a Palazzo Madama il dibattito e il voto dovrebbero svolgersi il giorno successivo.

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Conte: energie, competenze e passione per un Italia migliore
«Forti di un programma che guarda al futuro dedicheremo le nostre migliori energie, le nostre competenze la nostra passione a rendere l'Italia migliore nell' interesse di tutti i cittadini». È il premier Giuseppe Conte a dire così dopo aver annunciato al Quirinale la lista dei ministri. Ventuno in totale, dieci al Movimento, 9 al Partito democratico, 1 a Liberi e Uguali. Sette le donne, un terzo sul totale. «Dopo la votazione degli iscritti su Rousseau abbiamo chiuso oggi l'assetto della nuova squadra di governo. Sarà e dovrà essere un governo coraggioso e ambizioso, in grado di portare avanti importanti provvedimenti per la crescita e lo sviluppo dell'Italia» scrive a commento su Facebook il nuovo ministro degli Esteri Luigi Di Maio. «C'è tanta voglia di fare e ripartiremo da dove ci siamo lasciati, con il taglio di 345 parlamentari e un risparmio di circa mezzo miliardo di euro da indirizzare a scuole, infrastrutture, ospedali», aggiunge il leader pentastellato.

Zingaretti: è di svolta anche generazionale
«Bene questa svolta, ora è tempo di cambiare l'Italia. Il governo nasce nel Parlamento come il governo precedente, abbiamo fermato Salvini e il solo annuncio di questa fase sta facendo tornare l'Italia protagonista in Europa». Per il segretario dem Nicola Zingaretti «il calo incredibile dello spread che si è già determinato significa soldi in più nelle tasche degli italiani. Noi siamo stati uniti e responsabili. Ora c'è un programma unico, di tutti, chiaro, e una squadra nuova. Il governo è di forte cambiamento anche generazionale».

L'esecutivo, sostiene il segretario, «deve partire e lavorare per il bene del paese, produrre fatti e risultati sui temi che abbiamo indicato dal taglio delle tasse, allo sviluppo fondato sulla green economy, gli investimenti e le infrastrutture, un piano per la casa, la ripresa degli investimenti nelle periferie, il lavoro, la scuola, l'università». Un governo «per essere vicino all'Italia che soffre e all'Italia che cresce. Dobbiamo rilanciare l'economia italiana in un periodo che rischia di essere difficile per lo sviluppo e la crescita in Europa. E dobbiamo farlo insieme, una nuova maggioranza non litigiosa ma plurale, unita per il bene dell'Italia».

Salvini: tempo galantuomo, alla fine vinceremo
«Un governo nato tra Parigi e Berlino e dalla paura di mollare la poltrona, senza dignità e senza ideali, con persone sbagliate al posto sbagliato». A caldo il leader della Lega Matteo Salvini spara ad alzo zero. «Lavoriamo come e più di prima, non potranno scappare dal giudizio degli italiani troppo a lungo: siamo pronti, il tempo è galantuomo, alla fine vinceremo noi», dichiara il capo del Carroccio secondo cui al Viminale hanno messo un tecnico, non hanno voluto nemmeno metterci la faccia. Io sono a disposizione del nuovo ministro per dare qualche consiglio, ma se dovessi vedere che i porti si riaprono faremo una battaglia in Parlamento e nelle piazze. E tutti i sindaci della Lega diranno no». Con una ulteriore assicurazione ai suoi simpatizzanti. «In Parlamento non passerà mai una
nuova legge Fornero, come si sta ventilando, vi do la mia parola».

Per Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, «dopo le politiche scellerate di Di Maio, i ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro restano comunque al Movimento 5 Stelle. Cambiano i nomi, ma non la politica della decrescita felice. Ma il Pd esattamente di quale "discontinuità" parlava?».

Dura come già nei giudizi della vigilia Giorgia Meloni. «Da un anno e mezzo la destra vince tutte le elezioni ma oggi ci ritroviamo il governo più a sinistra della storia repubblicana». Per il presidente di Fratelli d'Italia il governo Conte bis «è il perfetto prodotto di un'orrenda spartizione di poltrone, e di una tragica, consapevole sottomissione ai diktat dell'Unione Europea e della Bce».

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