verso il consiglio europeo

Conte: fondamentale ridurre il gap di crescita con l’Ue

di Nicola Barone

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3' di lettura

È «fondamentale per il nostro Paese ridurre il gap di crescita con l'Ue orientando la spesa verso equilibrio e stabilità». Così il premier Giuseppe Conte, intervenendo nell’Aula del Senato in relazione al Consiglio europeo di domani. Archiviata la fase di confronto interno alla maggioranza con Bruxelles l’auspicio formulato è adesso nel senso del dialogo, un confronto sperabilmente «senza pregiudizi».

«Siamo convinti che quella dell'austerity sia una strada non più percorribile. Tutte le misure al centro della manovra economica su cui il governo è impegnato e certamente avrò modo di illustrare in modo esaustiva anche alle istituzioni europee e ai nostri partner, sono improntate a favorire la crescita, l’occupazione e a contrastare la povertà nel segno della stabilità sociale. Su questo posso garantirvi che il governo tutto sta lavorando con consapevolezza e responsabilità, senza sosta. L'architrave della nostra manovra è costituito dagli investimenti», spiega il presidente del Consiglio. L'appartenenza all'Europa è in ogni caso «parte irrinunciabile del programma di miglioramento della condizione socio-economica dei cittadini italiani ed europei».

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Sempre in ambito economico sarà sostenuta la necessità «di creare un vero meccanismo europeo dei depositi bancari, ovvero il terzo pilastro a compimento dell'Unione bancaria». L’Italia, «il sistema Paese nel suo complesso si è adoperato per adottare importanti ed efficaci misure di riduzione del rischio del sistema bancario» e tra i vari progressi conseguiti si segnala che «le sofferenze nette, cioè al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche con le proprie risorse, a luglio 2018 erano pari a 40,1 miliardi, quindi quasi 26 miliardi in meno dei valori osservati un anno prima. Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015, pari a 88,8 miliardi, la riduzione è stata quindi significativa, di 48,7 miliardi. Oggi il rapporto tra sofferenze nette e impieghi totali si è ridotto al 2,3 per cento; era il 4,9 alla fine del 2016.

Passando al dossier migranti, qui «serve una equa condivisione delle responsabilità e dobbiamo consolidare quel cambio di paradigma sancito all'ultimo Consiglio. Sino a quando non avremo garanzie su questo punto non accetteremo a scatola chiusa soluzioni sui movimenti secondari, che stanno a cuore ad altri Paesi». Sulla Libia «non abbiamo una soluzione per tutti i problemi ma sicuramente l'Italia com'è nelle sue corde è disponibile a farsi promotrice di un processo di stabilizzazione anche nell'interesse del popolo libico».

Brexit, Ue "intensifica" preparativi in caso di mancato accordo

La riunione la riunione dei capi di Stato e di governo europeo arriva in un momento «in cui i cittadini attendono dall'Ue risposte concrete», secondo il premier. «Le elezioni dell’anno prossimo porteranno a una nuova Commissione dovremo lavorare per una gestione condivisa flussi migratori». Questo mentre è conto alla rovescia intanto in vista di un accordo capace di regolare senza eccessivi contraccolpi l’uscita del Regno Unito dall'Unione europea. I negoziati non potranno proseguire oltre il prossimo mese di novembre, perché l'eventuale intesa dovrà essere sottoposta alle ratifiche parlamentari in tempo utile 6prima della Brexit, che avrà effetto dal 29 marzo 2019. «I 27 valuteranno lo stato dell'arte del negoziato: i tempi sono strettissimi, dovremo lavorare con buon senso, evitando reazioni istintive, evitando salti nel vuoto. Il nostro dovere è andare verso un processo ordinato». Per Conte in ogni caso l'accordo «dovrà assicurare i diritti degli italiani nel Regno Unito».

Infine questione Russia. «Le sanzioni fini a se stesse non fanno che danneggiare le nostre imprese, che invece il governo intende invece tutelare e sostenere, e la stessa società civile russa». Viene ribadito l'approccio del doppio binario ossia «fermezza ma coniugata al dialogo nei confronti di Mosca che resta un attore ineludibile per la soluzione delle principali crisi internazionali». Il prossimo 24 ottobre il premier avrà un incontro a Mosca con il presidente della Federazione russa Vladimir Putin.

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