Colloquio tra i due ex premier

Conte incontra Letta: «Confronto Pd-M5S sulle comunali, soli siamo meno efficaci»

L’incontro dei due ex premier sancisce un’alleanza forte tra i rosso-gialli sia all’interno del governo Draghi che nelle trattativa per la scelta dei candidati per le amministrative di ottobre

di M. Se.

Aggiornato il 24 marzo alle ore 19.25

I punti chiave

  • Pd interlocutore privilegiato di M5s
  • Verso un’alleanza per le amministrative di ottobre
  • La partita della Capitale

2' di lettura

“Chi va da solo è meno efficace e, a partire dalle prossime amministrative c’è la volontà di confrontarci per trovare soluzioni più efficaci». Lo dice l'ex premier Giuseppe Conte dopo l'incontro con il segretario Pd Enrico Letta aggiungendo che “Il Pd sarà interlocutore privilegiato del nuovo M5S”.

Pd interlocutore privilegiato di M5s

L’incontro tra i due leader ha sancito in modo ufficiale che i due partiti seguiranno una linea politica che li vedrà interloquire in modo privilegiato per usare le parole di Conte. Viene dunque confermata la strategia lanciata da Nicola Zingaretti. Una strategia che serve anche a rafforzare l’alleanza a sostegno del governo Draghi. Se infatti Pd e M5s imboccano la strada della collaborazione sarà più facile per il governo il lavoro di integrazione fra le istanze di una maggioranza molto variegata. “Abbiamo parlato delle urgenze attuali, delle emergenze, del Piano vaccinale, della necessita' di sostenere famiglie imprese e lavoratori. Siamo entrambi molto preoccupati per le prospettive future rispetto alle difficolta' economiche e sociali. E' importante completare il Recovery plan” ha argomentato Conte.

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Verso un’alleanza per le amministrative di ottobre

Conte ha poi riconosciuti che Pd e M5S devono dialogare in vista delle elezioni comunali di ottobre. «Sulle amministrative c'è la volontà di confrontarsi e trovare soluzioni efficaci. Chi va da solo è meno efficace» ha precisato l’ex premier. Non sarà una partita facile perché gli appuntamenti di ottobre riguardano città grandi nelle quali ogni partito ha già dei pretendenti. Si va da Roma a Torino a Napoli. Ma è quello della capitale il nodo più difficile da sviogliere.

La partita della Capitale

Questa rappresenta la prova del nove per il futuro dell’alleanza Pd-M5S. Il Pd era pronto a mettere in campo l’ex ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Ma il neo segretario Enrico Letta ha bloccato tutto. La partita è complicata dal fatto che l’attua sindaca pentastellata Virginia Raggi si è ricandidata già da qualche mese e sta conducendo una battaglia vigorisissima puntando alla rielezione. Il Pd, tuttavia, ha tenacemente avversato Raggi durante tutto il suo mandato e non può accettarla come candidata comune di un’alleanza Pd-M5S. Una possibile soluzione per uscire dall’impasse potrebbe essere quella di candidare l’ex segretario Pd e governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Un grande sostenitore dell’alleanza con il M5s potrebbe essere un candidato forte e rappresentativo del patto Letta-Conte. Ma le trattative sono solo all’inizio.

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