il viaggio del premier

Conte invita Putin in Italia: «Manca da troppo tempo»

di Nicola Barone


(REUTERS)

2' di lettura

L’augurio è che «possa venire in Italia al più presto, manca da troppo tempo. Non vorrei che il popolo italiano pensasse che lei non gli presta attenzione». Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso dei saluti di rito prima dell'inizio dei negoziati con il presidente russo Vladimir Putin. «Malgrado il contesto internazionale delicato siamo riusciti a confermare l'alta qualità dei nostri rapporti. È stata confermata l'amicizia solida malgrado la difficoltà del momento», aggiunge il premier convinto di voler esplorare «tutte le potenzialità della nostra cooperazione bilaterale».

Il gruppo dei presenti al tavolo comprende anche il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov, il ministro dell'Industria e del commercio russo Denis Manturov, il consigliere del Cremlino per la politica estera Iuri Ushakov, l'ambasciatore italiano Pasquale Terracciano e il consigliere diplomatico della presidenza del Consiglio Pietro Benassi. Secondo il Cremlino le discussioni riguardano anche le prospettive di partecipazione del nostro Paese nei progetti delle forniture del gas russo in Europa attraverso la rotta Sud. «Noi contiamo che l'Italia anche in futuro sfrutti le opportunità che la Russia può offrire: noi contiamo sul vostro lavoro attivo per sviluppare gli investimenti», sottolinea dal canto suo il presidente russo Vladimir Putin sedendo accanto al presidente Conte nel corso dell'incontro con gli imprenditori italiani delle più grandi aziende attive in Russia come Pirelli, Enel, Tecnimont, Codest e altre.

Nel complesso la missione cade in un momento assai sensibile, per molte e rilevanti ragioni. Donald Trump ha appena lanciato l'idea di stracciare il trattato Inf, architrave della sicurezza europea che dal 1987 vieta l'uso di missili balistici a raggio intermedio. E la Commissione Ue ha deciso di bocciare la manovra presentata dal governo gialloverde spingendo nuovamente lo spread al rialzo. Dunque la tensione fra Est e Ovest è ai massimi e l’Italia, partner tradizionale della Russia in Europa, è al contempo sotto pressione.

Stamani, deposta una corona di fiori al milite ignoto ai giardini di Alessandro, il premier Conte ha dato inizio alla sua giornata di incontri nella capitale russa culminata nel faccia a faccia con Putin. «Voglio dimostrare i sentimenti veri degli italiani, la simpatia e l’attenzione particolare verso il popolo russo. È un sentimento comune degli italiani malgrado le difficoltà della congiuntura attuale» annota il presidente del Consiglio nel suo scambio di vedute con il premier russo Dmitri Medvedev. Ribadendo che le tensioni tra l'Occidente e l'Oriente complicano la possibilità che «i rapporti rimangano così diretti e ampi».

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Non è fatto nuovo che Roma, sulle sanzioni, chieda un alleggerimento per dare un segnale distensivo alla Russia e fiato alla cooperazione economica bilaterale (le sanzioni come ha ricordato Conte «per noi costituiscono un fine e non un mezzo»). Sull’altro fronte il presidente del Consiglio, appena arrivato ieri a Mosca, ha spiegato che la manovra non è «improvvisata» e che è pronto al confronto con Bruxelles nel merito.

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