contro il dissesto idrogeologico

Conte lancia il piano «Proteggi Italia». Pronti 3 miliardi per opere cantierabili

di Nicola Barone


Conte al Sole 24 Ore: «L’Italia deve correre»

3' di lettura

Risorse per 10,853 miliardi per il triennio 2019-2021 a disposizione di Regioni ed enti locali. Questa la dotazione del Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico e per la sicurezza del territorio presentato oggi dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il programma denominato "Proteggi Italia" e che vale da Nord a Sud si basa sui quattro pilastri «emergenza, prevenzione, manutenzione e semplificazione». Quella che il capo dell'esecutivo chiama «terapia del territorio». Delle risorse di cui è dotato il piano, 3 miliardi sono immediatamente disponibili per l'anno 2019.

Si tratta in particolare di opere che devono andare subito in moto e perciò, «e ntro fine aprile, da parte delle competenti amministrazioni saranno sottoposti alla cabina Strategia Italia e al Cipe i progetti urgenti e immediatamente cantierabili. I piani saranno il risultato della collaborazione e delle proposte degli enti locali interessati», sottolinea il premier secondo cui sul dissesto «urge un cambio di passo». In passato sono state adottate infatti «politiche frammentarie» ed è invece un preciso dovere «proteggere i cittadini, intervenire subito e non agire solo sull'emergenza».

Palazzo Chigi vuole spingere sull'acceleratore dopo le richieste arrivate ripetutamente dal mondo produttivo in allarme a causa del ristagno economico. «Preannuncio che prima del Consiglio dei ministri con Toninelli abbiamo avuto modo di parlare a lungo e abbiamo concordato che nelle settimane e mesi a venire saremo cantiere su cantiere, batteremo palmo a palmo il territorio italiano per riunire tutti gli stakeholders e andare a individuare, presidente del Consiglio e ministro, le ragioni del perché ciascun cantiere non procede celermente». Qualcosa già è stato fatto come ad esempio in Sardegna. «Stiamo noi stimolando i progetti dove c'è deficienza progettuale, affiancheremo i soggetti in difficoltà. Il governo lavorerà per tutti, su tutto il territorio del Paese: l'obiettivo è ben chiaro».

La situazione, questo il messaggio che ha per destinatari Ue e mercati, è sotto controllo malgrado le oggettive difficoltà. «Stiamo pagando il peso di una contrazione dello scenario internazionale, c'è qualche debolezza anche della domanda interna ma la solidità del Paese rimane integra. C'è basso livello di debito privato, ampio surplus commerciale ed export forte perché diversificato dal punto di vista merceologico e c'è un sistema bancario che a dicembre ha fatto grandi passi avanti per mettersi in sicurezza. I fondamenti del nostro sistema economico sono saldi. Questo è un dato reale». Annunciato ieri da Di Maio un decreto sulla crescita. «Siamo concentrati sui provvedimenti normativi, è un po' la mia materia, sono anche un giurista. Ma sono pienamente consapevole che l'aspetto tecnico-politico-normativo è fondamentale ma non si deve perdere di vista la prospettiva: il governo ha una feroce determinazione a operare, non si accontenta di adottare provvedimenti», annota il premier.

Tornando agli elementi del Piano per le 17 regioni che tra ottobre e novembre dell'anno scorso sono state colpite da diverse ondate di maltempo, il governo stanzia 3,1 miliardi per il prossimo triennio (una parte degli 11 miliardi complessivi contenuti nel programma). Di questi 2,6 previsti nella legge di Bilancio sono già stati ripartiti tra 16 regioni e le province autonome di Trento e Bolzano mentre altri 524 milioni sono stati recuperati dal decreto fiscale e dovranno essere successivamente assegnati. In particolare, lo stanziamento già ripartito prevede 800 milioni per il 2019 e 900 milioni per il 2020 e 2021. La maggior parte dei fondi, quasi 756 milioni in totale nei 3 anni, andranno al Veneto, seguito da Liguria (333 milioni), Friuli Venezia Giulia (277 milioni), Abruzzo (202 milioni), Emilia Romagna (135 milioni) e provincia autonoma di Trento (133 milioni).

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