l’informativa alla camera

Conte: non è tempo di party e movida. Fate le vacanze in Italia. Sistema bancario deve fare di più

Nel definire la strategia per far ripartire il Paese, il presidente del Consiglio ha detto che «il primo tassello non può che essere una drastica semplificazione burocratica». A tal proposito il governo sta lavorando «a un decreto che introdurrà molti elementi di novità per offrire all'Italia uno shock, in particolare sul tema delle infrastrutture».

di Andrea Gagliardi

Conte: "Non e' ancora il momento dei party e della movida"

Nel definire la strategia per far ripartire il Paese, il presidente del Consiglio ha detto che «il primo tassello non può che essere una drastica semplificazione burocratica». A tal proposito il governo sta lavorando «a un decreto che introdurrà molti elementi di novità per offrire all'Italia uno shock, in particolare sul tema delle infrastrutture».


3' di lettura

«Se il peggio è alle spalle lo dobbiamo ai cittadini che hanno modificato i loro stili di vita, ma in questa fase più che mai resta fondamentale il rispetto delle distanze di sicurezza e ove necessario l'uso delle mascherine. Non è il tempo dei party, delle movide, e degli assembramenti» ». Così il premier Giuseppe Conte in un’informativa alla Camera sulla nuova fase della gestione dell'emergenza sanitaria. Ora, si tratta di «riavviare il motore economico e produttivo dopo aver superato la fase più acuta dell'emergenza. Siamo nella condizione di affrontare la fase 2 con fiducia e responsabilità». Poi un monito al mondo bancario: «Il sistema bancario può e deve fare di più per erogare i prestiti». E un appello ai cittadini: «Fate le vacanze in Italia, scopriamo le bellezze che ancora non conosciamo».

Conte: iter semplificato su pacchetto opere strategiche

A seguire Conte ha definito la strategia per far ripartire il Paese. «Il primo tassello non può che essere una drastica semplificazione burocratica. A tal proposito stiamo lavorando a un dl che introdurrà molti elementi di novità per offrire all'Italia uno shock, in particolare sul tema delle infrastrutture». Nel decreto ci sarà «un iter semplificato su un elenco di opere strategiche con poteri derogatori ma senza che ciò faccia venir meno i controlli più rigorosi che assicurino piena trasparenza ed evitino infiltrazioni mafiose». Quanto ai tempi «confido di avere un articolato nel giro di un paio di settimane».

Conte: oggi possiamo dire scelte in fase 1 sono state giuste

Il premier ha rivendicato le scelte fatte dal governo sin dall’inizio del lockdown. «Forse non tutti avrebbero allora (all'emergere dei contagi, ndr) assunto decisioni così sofferte - ha detto - suscettibili di incidere su alcuni diritti fondamentali, tuttavia dopo tre mesi esatti dal primo caso possiamo affermare in coscienza di aver compiuto la scelta giusta».

«Italia al primo posto per numero tamponi/abitanti»

Il presidente del Consiglio ha sintetizzato la strategia del governo per fronteggiare l’epidemia: «Non confidiamo - ha detto - solo nell'autodisciplina dei singoli, abbiamo definito un articolato sistema di controllo degli andamenti epidemiologici. Stiamo potenziando i controlli tramite i test molecolari e sierologici. L'Italia è primo posto per numero di tamponi per abitanti», che sono stati pari «fino a oggi a 3, 17 milioni».

«Dal 25 maggio test sierologici gratuiti per 150mila»

Ma anche se in questa fase sono importanti test molecolari, il 25 maggio partiranno anche «i test sierologici gratuiti per 150mila cittadini per esclusiva finalità di ricerca scientifica». Per farli «occorrerà uno sforzo che si basa sul lavoro di volontari sul territorio» e ci sarà «una struttura nazionale di coordinamento».

«In prossimi giorni via sperimentazione su App»

Il Contact tracing è “il secondo pilastro” per il controllo epidemiologico nella fase 2 e «il governo ha introdotto una disciplina per realizzare la app Immuni nel pieno rispetto della privacy e della sicurezza nazionale». Nei prossimi giorni «partirà - ha annunciato Conte - la sperimentazione su questa nuova applicazione, i dati verranno usati solo per la tracciabilità del virus».

«Rischio calcolato ma non possiamo permetterci stop fino a vaccino»

Di fronte alla fine del lockdown, «siamo consapevoli che l'avvio della nuova fase potrebbe favorire, in alcune zone, l'aumento della curva del contagio», ma «è un rischio però che abbiamo calcolato, che terremo sotto osservazione» ha spiegato il premier, che ha aggiunto: «Dobbiamo accettare questo rischio, non possiamo fermarci in attesa di un vaccino, altrimenti non saremo mai nella condizione di ripartire, ci troveremo con un settore produttivo e sociale irrimediabilmente compromesso».

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