conferenza stampa di fine anno

Conte: «Più tasse? No, pressione alleggerita su cittadini»

di Vittorio Nuti

Rush finale per la manovra, governo porrà la fiducia

4' di lettura

«Non è il governo delle lobby o dei gruppi di potere e dei comitati d’affari, la nostra agenda di lavoro è segnata dalle esigenze e dai bisogni dei cittadini». Più volte rinviata per la corsa a ostacoli parlamentare (tutt’ora in corso) imposta dall'approvazione del ddl di bilancio, va in scena nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio, la tradizionale conferenza stampa di fine anno del premier, la prima di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi. In apertura, parole positive per «l’esperienza di governo innovativa», del governo giallo-verde, che «segna un cambio di passo per la politica italiana», grazie a due forze politiche, «che hanno prima proposto riforme e impegni di Governo, e poi siglato un contratto per realizzarle. «Se i sondaggi a distanza di mesi ci dannoi ancora molto apprezzati dai cittadini è forser per la cerenza della nostra esperienza di governo», garantisce il premier.

L’impegno del premier a impedire aumento Iva nel 2020-2021
Ma il tema forte della conferenza stampa organizzata dall’Ordine di giornalisti è inevitabilmente la manovra. il presidente del Consiglio risponde alle domande mentre in Aula alla Camera è in corso la discussione generale in terza lettura della legge di bilancio 2019 e si attende l'apposizione della questione di fiducia da parte del Governo. «Non vorrei che fosse trascurato il fatto che in pochi mesi abbiamo dovuto recuperare 12,5 miliardi di euro per neutralizzare l'incremento dell'Iva. Continueremo nel 2020 e 2021 con questa modalità e ci impegniamo a impedire l'incremento dell'Iva», spiega Conte parlando delle clausole di salvaguardia che potrebbero portare all’aumento dell'Iva nei prossimi anni.

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«Deficit? Creato sistema che garantirà crescita»
La manovra, aggiunge Conte, « si svilupperà nel segno di una crescita che, accodandoci alle stime delle fonti internazionali e interne abbiamo rivisto all'1%. Ma questo non significa che confidiamo in una crescita bassa. Abbiamo creato tutte le premesse per crescere, c'è un robusto, poderoso piano di investimenti che possono essere una leva incredibile». A sostegno della sua lettura tutto sommato positiva per il futuro dell’economia italiana il premier ricorda che «i fondamentali del sistema economico sono solidissimi», anche se « abbiamo un debito che incute un certo timore, ma è sotto controllo e non così spaventoso, siamo la settima economia del mondo e abbiamo un forte risparmio privato». Per rafforzare le prospettive di crescita il presidente del Consiglio cita misure come il «poderoso piano di investimenti» denominato ”Investitalia”, che «prevede 400 milioni per i comuni da impegnare entro maggio». «Abbiamo dovuto rivedere la crescita all'1% perché ci siamo accodati» agli organismi
internazionali «ma ciò non significa che siamo rassegnati a una crescita bassa», spiega poi Conte, che scommette su una «crescita robusta» per il futuro.

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Pressione fiscale in aumento ma solo per banche e assicurazioni
A una domanda sull’aumento della pressione fiscale appena certificato dall’Upb, Conte risponde di non avere «il dato finale», ma «se anche avessimo la conferma che oggi la pressione fiscale è passata dal 42% al 42,4%, questo non significa che l’andamento sia riconducibile a un aumento di tasse dei cittadini», ma più probabilmente all’incremento della tassazione per banche e assicurazioni, che viaggia insieme all'introduzione della webtax sui “giganti” della Rete e l'aumento del prelievo sul gioco d'azzardo. «Abbiamo alleggerito la pressione fiscale per i cittadini», rivendica il premier, sottolineando soprattutto lo spirito redistributivo delle misure previste dal ddl di Bilancio.

«Manovra scritta in Italia, non a Bruxelles»
Respinta al mittente anche l’accusa che la manovra sia stata scritta dai burocrati di Bruxelles. «Tutte le volte che mi sono seduto con Bruxelles non ho mai consentito che mettessero in discussione i punti qualificanti della manovra - si accalora Conte - e devo dare atto loro che non hanno mai cercato di valutare nel merito tali punti». L'interlocuzione «ha riguardato i saldi finali, un problema di sistema ma mai di impostazione delle misure. Questa idea che la manovra sia stata scritta a Bruxelles non è affatto vero, è stata scritta in Italia». «Quello che ci è stato suggerito da Bruxelles - concede Conte - è stata la clausola di congelamento finale» che prevede un accantonamento di circa 2 miliardi, «addirittura meno -conclude Conte - di quanto ipotizzato dal Governo in un primo momento».

Tav, istruttoria in corso: «Risultati prima delle Europee»
In conferenza stampa, Conte risponde anche sulla Tav Torino-Lione, da tempo tema caldo del dibattito politico. Il via libera o meno all’infrastruttura «è ancora nell'ambito di una procedura istruttoria». conferma Conte, e «a fine dicembre la commissione dei tecnici consegnerà i risultati» della valutazione aggiornata dei costi-benefici dell’opera: a seguire, annuncia il premier, «andremo sul territorio e prima delle elezioni Europee il Governo comunicherà in modo trasparente la decisione». In corso anche la «valutazione tecnica» del ministro della Difesa Elisabetta Trenta, sull’acquisto degli F35, «dopo la quale si interverrà e si trarranno le conclusioni», chiarisce Conte. «Qello che posso dire è che allo stato questo Governo non ha speso un euro per gli F35», aggiunge poi, rivendicando anche il taglio di mezzo miliardo di alcuni finanziamenti militari e la sospensione «del progetto da un miliardo e mezzo del cosiddetto Pentagono italiano ritenendolo non strategico».

Reddito cittadinanza, allo studio gli incentivi per le imprese
Conte risponde anche dul Reddito di cittadinanza, bandiera del M5S e del vicepremier Di Maio. «Il progetto che ho visionato da ultimo prevede la possibilità di agevolare direttamente le imprese che assumeranno i beneficiari» del reddito di cittadinanza, spiega il premier, sostenendo a spada tratta «un meccanismo incentivante che può funzionare», anche se «dobbiamo vedere quante mensilità attribuire» alle imprese. «Non vogliamo che le persone stiano sul divano - ironizza poi Conte - perché l'obiettivo è recuperare al circuito lavorativo le persone. In questo senso è un reddito di dignità, perché è un meccanismo inclusivo». Sempre sul tema Reddito di cittadinanza, il presidente del Consiglio conferma l’istruttoria in corso per il decreto legge che dovrà attuarlo: allo studio, in particolare, «il meccanismo delle offerte lavorative, dosando i meccanismi e le distanze delle offerte di lavoro, perché uno non
può pretendere di avere tre offerte nel paese in cui vive».

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