sesta edizione Med in formato digitale

Conte: la presidenza Biden non sia alibi per un disimpegno europeo

Alla sesta edizione di Med, Mediterranean Dialogues, tutti i paesi concordano: servono politiche attive di dialogo e partneriato con la sponda Sud che garantiscano crescita economica e stabilità del Mediterraneo

di Gerardo Pelosi

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(ANSA)

Alla sesta edizione di Med, Mediterranean Dialogues, tutti i paesi concordano: servono politiche attive di dialogo e partneriato con la sponda Sud che garantiscano crescita economica e stabilità del Mediterraneo


3' di lettura

La nuova presidenza Biden negli Usa non può costituire un alibi utilizzato dall'Europa per non svolgere il tradizionale ruolo di dialogo e stabilità nel Mediterraneo allargato. Può riassumersi così il messaggio politico conclusivo della sesta edizione di Med, Mediterranean Dialogues tenutasi quest'anno in versione digitale web «versione non meno seguita ed ambiziosa nelle proposte» come ha ricordato Giampiero Massolo, presidente dell'Ispi, l'Istituto di studi di politica internazionale che, insieme alla Farnesina, ne ha curato l'organizzazione.
Un concetto espresso da quasi tutti i partecipanti a cominciare dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio e riassunto dallo stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte nel suo intervento conclusivo. «L'approccio multilaterale della nuova amministrazione americana – ha detto Conte - non esime l'Unione europea e l'Italia nel perseguire politiche attive di dialogo e partneriato con la sponda Sud che garantiscano crescita economica e stabilità del Mediterraneo».

Conte: Patto Ue per immigrazione ancora insufficiente
L'Italia, ha insistito Conte, «sostiene una politica di vicinato efficace con la sponda Sud», persegue una «gestione condivisa delle risorse comuni materiali e immateriali dalla sicurezza ai flussi migratori allo sfruttamento delle risorse energetiche». Vecchie crisi e nuovi scenari conflittuali (a cominciare dalle ambizioni egemoniche turche) che richiedono una politica di vicinato della Ue e della Nato. L'Italia, ha affermato Conte, guida la missione Unifil in Libano, è in Iraq il maggiore contributore di forze anti Isis e comanda la missione europea Irini per l'embargo di armi alla Libia. L'Europa deve avere una voce unitaria sui migranti dove il recente Patto Ue per l'immigrazione è «una buona partenza ma insufficiente».

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Borrell: con Biden riprenderà processo di pace in Israele
Sui riflessi della presidenza Biden per le politiche nel Mediterraneo si sono espressi in molti alla conferenza Med. Per il ministro di Stato degli Esteri tedesco, Niels Annen «il cambio del potere politico a Washington mi fa credere che ci sarà più dialogo e più cooperazione nella relazione transatlantica, e cercheremo di rafforzare la nostra famiglia euroatlantica. Vediamo spazio per una maggiore cooperazione efficace tra Ue e Usa nel vicinato europeo, compreso il Mediterraneo allargato». Anche l'Alto rappresentante per la politica estera e di Difesa europea, Josep Borrell ha detto che la nuova amministrazione Usa «avrà un approccio più bilanciato sul processo di pace in Medio oriente e questo ci darà la possibilità per la ripresa dei negoziati tra palestinesi e israeliani. Credo che la pace sia possibile e dobbiamo impegnarci per questo».

Gentiloni: minore coinvolgimento Usa durerà ancora molto
Più realista il commissario Ue Paolo Gentiloni secondo il quale «alcune tendenze come il minore coinvolgimento degli Stati Uniti nel Mediterraneo erano già presenti prima dell'amministrazione Trump, sono consolidate e non cambieranno; l'amministrazione Trump è stata un campanello d'allarme affinché l'Ue assuma un ruolo più forte». Sul fronte geopolitico, secondo Gentiloni «il minore coinvolgimento degli Usa è un trend di lunga durata e non è destinato a cambiare».

Le Drian: la Turchia deve rispettare sovranità europea
Come europei, ha aggiunto il capo della diplomazia francese Jean-Yves Le Drian «non abbiamo ancora trovato la capacità di forgiare un'area del bacino mediterraneo». Nel Mediterraneo orientale, ha aggiunto le Drian, «ci sono voci in merito a una sorta di ossessione francese di protestare contro l'intervento della Turchia in questa area, ma non è così». La politica lanciata dalla Turchia «è stata decisa senza dialogo con i Paesi vicini, senza considerare che quello spazio non appartiene a loro e vogliamo che la sovranità europea e lo stato di diritto siano rispettati». E per la ministra degli Esteri spagnola Arancha Gonzales Laya “il Mediterraneo è un test sul desiderio dell'Unione europea per divenire davvero più strategicamente autonoma”.

Libia: per Conte e Di Maio non disperdere risultati raggiunti
Sulla Libia sia Conte che il ministro degli Esteri Di Maio hanno invitato tutti a non disperdere il risultati positivi fin qui raggiunti per garantire la stabilità e il processo democratico evitando interferenze esterne di altri Paesi. Di Maio ha ricordato che «c'è un cessate il fuoco, c'è una roadmap che possiamo seguire in questo momento, c'è una data delle elezioni in Libia a cui dobbiamo guardare, e dobbiamo proteggere questo prezioso percorso perché è frutto di anni e anni di mediazione che hanno visto Italia, Francia, Germania, Spagna protagoniste».

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