«L’EURO HA CREATO PIÙ DEBITO»

Conte: progetto Ue messo in discussione dai popoli. Su Fincantieri Francia ambigua


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Da sinistra, Giuseppe Conte con il presidente del Brasile Jair Bolsonaro, con cui ha avuto un bilaterale a Davos (Ansa)

3' di lettura

Non si spengono le polemiche tra Governo italiano e francese. I dossier sul tavolo sono numerosi, dall’Europa al ruolo di Parigi in Africa a Fincantieri, fino alla questione del seggio permanente nel Consiglio di sicurezza Onu.

«Se la Francia vuole mettere a disposizione il proprio seggio nel Consiglio di sicurezza dell'Onu parliamone e facciamolo nel contesto europeo, se davvero vogliamo dare importanza a tale contesto». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte a margine del Forum economico mondiale, aggiungendo che «il nostro obiettivo non può essere quello di dare un seggio permanente in più a un singolo Paese europeo».

DOCUMENTO / Il discorso di Conte a Davos

Il premier è poi tornato sulla vicenda di Fincantieri-Stx, la fusione nei cantieri navali sotto esame da parte dell’Antitrust europeo. «È paradossale - ha detto - che proprio mentre si crea un campione europeo della cantieristica per competere più efficacemente sui mercati mondiali come il gruppo Fincantieri-Stx, da parte della Francia si coinvolga la Commissione europea in modo così ambiguo. La logica di questo atteggiamento appare davvero poco comprensibile», ha aggiunto Conte.

Arriva subito la replica di Parigi. «Non vogliamo giocare al concorso di chi è più stupido. Con l'Italia abbiamo molte cose da fare e vogliamo continuare a farle. Mi recherò in Italia quando il clima si sarà calmato”: la ministra per gli Affari europei, Nathalie Loiseau, al termine del consiglio dei ministri a Parigi, ha risposto così a chi chiedeva se la Francia fosse pronta ad adottare eventuali ritorsioni contro l'Italia, ad esempio, sul caso Stx-Fincantieri o sul dossier Alitalia.

Istruttoria Ue su Fincantieri-Stx
All’inizio di gennaio la Commissione europea ha avviato un'istruttoria sull'operazione accogliendo la domanda presentata dallle Autorità Antitrust di Francia e Germania, che la invitavano a esaminare il dossier alla luce del regolamento sulle concentrazioni. Il governo francese ha precisato che l’iniziativa è partita dalle Authority e che non c’è nessuna regìa politica.

Il nodo migranti
Altro tema sempre caldo è quello dei migranti. Sull'immigrazione l'Italia sta facendo da sola, in assenza di un meccanismo europeo, ha detto Conte. «Sull'immigrazione non riusciamo a costruire, nonostante gli sforzi che stiamo facendo da mesi, un meccanismo europeo. Benissimo, diciamocelo: da quel punto lì ognuno persegue gli interessi nazionali. L'Italia sta facendo da sola», ha dichiarato Conte. Sugli sbarchi - ha aggiunto - «sono stati raggiunti risultati». È evidente che «il problema immigrazione va affrontato alla radice, dai paesi di origine e di transito. Delle cause si può discutere, anche di questioni antiche che non sono mai state risolte ed affrontate», ha concluso il premier.

Conte: serve un’Europa del popolo per il popolo
Conte a Davos ha tratteggiato la sua idea di integrazione europea. «Abbiamo bisogno di un nuovo umanesimo», una visione «radicalmente nuova» della politica che «metta al centro gli esseri umani, le famiglie, le comunità. Questa l'Europa che sogniamo. Un'Europa del popolo, fatta dal popolo e per il popolo».
«L'opinione pubblica europea per anni ha considerato il “progetto europeo” come lo strumento per affrontare queste sfide e proteggere dal loro impatto negativo», ma oggi «sta mettendo in dubbio la sua validità e credibilità».

A dispetto delle aspettative dei cittadini europei, la reale implementazione dell'euro è stata «molto diversa», ha aggiunto Conte: il prezzo della stabilità è stato «un crescente debito pubblico» e «la frugalità di bilancio ha frenato la crescita del Pil».

«Crescita del Pil può arrivare all’1,5%»
Parlando di economia in un’intervista a Bloomberg Tv, Conte ha detto che la crescita dell'Italia potrebbe arrivare fino all'1,5% quest'anno. Stime che non coincidono né con quelle dello stesso governo italiano - che nella manovra di bilancio le ha ridotte dall’1,5 all’1% - né tantomeno con quelle di organismi indipendenti come Bankitalia e Fmi, che stimano una crescita dello 0,6 per cento.

Più vendite militari in Brasile
Conte ha avuto un incontro bilaterale con il presidente brasiliano Jair Bolsonaro. Come hanno indicato fonti diplomatiche brasiliane, la bilaterale ha contribuito a fare sì che le fregate Fremm e i veicoli blindati Iveco prodotti in Italia saranno venduti in Brasile. Nel corso della riunione Conte ha ringraziato Bolsonaro per la vicenda Battisti e il presidente brasiliano ha chiesto al premier italiano di dare una mano per favorire il commercio brasiliano in Europa.

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