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Nasce il Conte bis: ecco la squadra dei ministri


Dallo stop all’Iva a Roma Capitale: il programma giallorosso

3' di lettura

Dopo una notte di trattative, si definisce la squadra del nuovo governo Cinque stelle-Pd. Il premier Giuseppe Conte ha portato nel pomeriggio di mercoledì la lista dei ministri al presidente della Repubblica Sergio Mattarella con l’obiettivo di giurare per poi presentarsi alle Camere nel weekend o all’inizio della prossima settimana.

Si definisce intanto la lista dei 9 ministri del Partito democratico. Roberto Gualtieri, presidente della Commissione affari economici dell’Europarlamento, va all’Economia al posto di Giovanni Tria; Lorenzo Guerini alla difesa; Giuseppe Provenzano al Mezzogiorno; Vincenzo Amendola agli Affari Europei; Francesco Boccia agli Affari regionali; Dario Franceschini alla Cultura; Paola De Micheli alle Infrastrutture; Teresa Bellanova all’Agricoltura; Elena Bonetti alla Famiglia.

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La strada è dunque in discesa. Al bis, Conte avrà un ruolo più forte a Palazzo Chigi, senza vicepremier e con un sottosegretario di sua fiducia ad affiancarlo. Ai vertici di governo, quando dovrà mediare tra i partiti, troverà Luigi Di Maio da capo politico del M5s e Dario Franceschini, «capo delegazione» del Pd, in conseguenza della scelta del segretario Nicola Zingaretti e del passo indietro di Andrea Orlando.

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Si è andati avanti «a oltranza» nella notte, a quanto riferiscono a Palazzo Chigi, con il lavoro per comporre la squadra di governo. Ancora tanto è in discussione, incluse alcune caselle che nella serata dio martedì venivano considerate chiuse. Secondo fonti parlamentari sarebbe aperta la partita anche per l’incarico delicato di sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

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Il premier incaricato è consapevole dell’attenzione con cui il presidente della Repubblica esaminerà la lista dei suoi ministri, soprattutto nelle caselle cruciali per l’economia e le relazioni internazionali: Tesoro, Viminale, Difesa, Esteri. All’Interno, in particolare, sarebbe auspicio comune indicare un tecnico di alto livello, anche per evitare che i prossimi mesi di legislatura si trasformino in una battaglia continua con Matteo Salvini sulla gestione dell’ordine pubblico e dell’immigrazione. Altro snodo l’Economia: la prima «emergenza» del governo è infatti scrivere Def e legge di bilancio, senza avere neanche il tempo di carburare. Serve perciò una personalità in grado di dialogare da subito con l’Europa, in stretto contatto con Farnesina e Palazzo Chigi, per ottenere i possibili spazi di bilancio tenendo in ordine i conti.

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Continuano a susseguirsi riunioni, contatti tra diplomazie, tavoli politici convocati e sconvocati. Il lavoro è incessante, Conte si assenta da Palazzo Chigi solo un’ora, probabilmente per andare dal barbiere. Anche Di Maio vede i suoi e conferma loro che resterà nel governo, con altri due ministri già gialloverdi, Alfonso Bonafede (che dovrebbe restare alla Giustizia) e Riccardo Fraccaro. Più complicata la partita in casa Pd, dove le correnti vogliono rappresentanza. Grande attenzione c’è poi alle mosse di Matteo Renzi, che storce il naso all'idea di Di Maio alla Farnesina e va ripetendo che se il governo non sarà «di qualità» i suoi daranno una mano da fuori «secondo una formula del governo amico». La richiesta dei renziani è, su una delegazione di otto, avere tre ministeri (Guerini, Rosato, Bellanova, Ascani, i nomi in partita). Ma l’ex premier sarebbe pronto fino all’ultimo alle mani libere.

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Per quanto riguarda il Viminale si fa strada l’ipotesi dell’ex prefetto di Milano Luciana Lamorgese, o in alternativa dell’attuale capo della polizia Franco Gabrielli. La delicatissima casella di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio potrebbe essere occupata da un uomo di fiducia di Conte: in pole position viene dato ora Riccardo Fraccaro e non, come sembrava in un primo momento, l’attuale segretario generale di Palazzo Chigi Roberto Chieppa. Vincenzo Spadafora potrebbe restare a Palazzo Chigi anche lui come sottosegretario con una delega specifica. Per la Farnesina in queste ore viene fatto con insistenza il nome di Di Maio. Discontinuità alle Infrastrutture con Stefano Patuanelli o soprattutto la dem Paola De Micheli, continuità alla Giustizia con Alfonso Bonafede. All’Istruzione prende quota la candidatura di Nicola Morra, vicino al presidente della Camera Roberto Fico, o in alternativa Spadafora.

Per la Difesa è ormai socntata la nomina di Lorenzo Guerini; al Mise si fanno i nomi di De Micheli con Castelli e Buffagni, alla Cultura di Anna Ascani, mentre Graziano Delrio ha fatto sapere che non farà parte del nuovo Esecutivo. Sanità: conferma di Giulia Grillo oppure un nome Pd. Mentre un ministero dovrebbe finire a Leu: in pole ci sono Rossella Muroni e Vasco Errani per l’Ambiente o gli Affari Regionali. Infine Giuseppe Provenzano, membro della segreteria di Nicola Zingaretti , è destinato al ministero del Sud.

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