GOVERNO

Conte prova a ricompattare la maggioranza, dal Pd stop alla riforma Iva: meglio tagliare il costo del lavoro

Il premier riunisce i capidelegazione: sul tavolo i provvedimenti per l’economia (decreto semplificazioni e nuovo scostamento di bilancio) e il dossier Autostrade

Conte: ora reinventiamo l'Italia. E si valuta il taglio dell'Iva

Il premier riunisce i capidelegazione: sul tavolo i provvedimenti per l’economia (decreto semplificazioni e nuovo scostamento di bilancio) e il dossier Autostrade


2' di lettura

Un lungo Consiglio dei ministri, poi un vertice con i capi delegazione. Obiettivo: dare una svolta all’azione del governo ora che rischia di ritrovarsi bloccata. Il premier Giuseppe Conte “chiama” la maggioranza ad un cambio di passo. Che al momento non si vede.

Pd: meglio tagliare le tasse sul lavoro

La prima metà di luglio vedrà tre temi sul tavolo: economia, fondi Ue, concessioni ad Autostrade. È sul primo e sul terzo dossier che il premier convoca la riunione con i capi delegazione e i responsabili economici dei partiti a Palazzo Chigi. Il premier vuole accelerare sia sul dl semplificazioni sia sulla “manovrina” che comporterà un nuovo scostamento di bilancio. Ma la strada è in salita. Innanzitutto sul taglio dell’Iva, sul quale i dubbi nella maggioranza permangono. «Il premier ci deve fare proposte concrete e con un cronoprogramma preciso. Serve che ci spieghino perché l'Iva è diventata la nuova priorità. Noi abbiamo costruito un programma di Governo su un’altra priorità», è lo stop che arriva dal capogruppo Dem alla Camera Graziano Delrio che dà voce a chi, nella maggioranza, preferirebbe interventi sul costo del lavoro. Più variegata la posizione del M5S mentre Italia Viva punta tutto su un intervento sull'Irpef.

Nodi, questi, che Conte e il ministro Roberto Gualtieri sono chiamati a risolvere prima della costruzione del decreto economico che comporterà un ulteriore extradeficit che va, nelle previsioni attuali, dai 10 ai 20 miliardi. va, nelle previsioni attuali, dai 10 ai 20 miliardi. Sarà un intervento corposo e emergenziale, chiamato a venire incontro alle richieste dei Comuni, del comparto del turismo, dei piccoli imprenditori rimasti fuori dalle misure varate finora. Più di ampio respiro, invece, la riforma del fisco e quella Cassa integrazione, alla quale il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo è al lavoro in questi giorni.

I ritardi della Cig hanno colpito il premier, convintosi che interventi che abbiano le stesse modalità non sono più percorribili. «C’è piena fiducia nel presidente dell’Inps Pasquale Tridico» ma «c’è la consapevolezza che il meccanismo della cassa integrazione che abbiamo ereditato è troppo articolato e farraginoso», spiegano fonti di Palazzo Chigi.

Il nodo delle alleanze nelle Regioni

Le divisioni tra Pd, M5S e Iv sulle Regionali non agevolano il compito del governo. In particolare in Liguria e Puglia dove l’alleanza di governo rischia di andare in ordine sparso. In Puglia Iv, senza un passo indietro di Michele Emiliano, non ritirerà la candidatura di Ivan Scalfarotto. In Liguria l'accordo tra Pd e M5S langue. Il Movimento lamenta il “no” arrivato dai Dem a Ferruccio Sansa e attende un “quarto nome”, per ora coperto, che potrebbe sbloccare l’impasse. Movimento che, nel frattempo, sembra esser riuscito a frenare la nuova slavina di fuoriusciti al Senato. Vito Crimi, raccontano fonti parlamentari, avrebbe chiamato in prima persona i senatori “a rischio”. Tiziana Drago e Marinella Pacifico, due tra i sospettati, per ora non annunciano alcun passo d’addio. I numeri, mai come in questo luglio, conteranno: in arrivo, prima del Consiglio Ue del 17-18, ci sarà il primo voto sul Mes in parlamento.

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