prima l’incontro con il papa 

Conte-Putin, l’Italia punta su Mosca per riportare Haftar al tavolo del dialogo

La Russia è tra i sostenitori dell’uomo forte della Cirenaica. Haftar ad aprile ha lanciato l’offensiva su Tripoli. Ad oggi la capitale è ancora sotto il controllo delle forze che sostengono il governo di accordo nazionale guidato da Fayez al Sarraj. L’iniziativa del generale ha influito in maniera negativa sul percorso delineato dall’Onu per la stabilizzazione del paese

di Andrea Carli


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L’incontro tra il presidente della Federazione russa Vladimir Putin e il premier Giuseppe Conte lo scorso ottobre a Mosca (foto Ap)

3' di lettura

Formalmente il faccia a faccia tra il presidente della Federazione russa Vladimir Putin e il premier Giuseppe Conte, che si è tenuto a Palazzo Chigi nel contesto della visita lampo del leader del Cremlino in Italia (Putin ha già incontrato il Papa e il capo dello Stato Sergio Mattarella), e che verte anche sul dossier libico, è un colloquio a due.

Nella sostanza, tuttavia, nel bilaterale a Palazzo Chigi non sono mancati i riferimenti a una terza persona: Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, sostenuto da Mosca, che ad aprile ha dato ordine ai suoi uomini, l’Esercito nazionale libico (Lna), di conquistare la capitale, Tripoli, sede del governo di accordo nazionale guidato da Fayez al Sarraj, a sua volta riconosciuto dalle Nazioni Unite e, soprattutto, interlocutore dell’Italia (che tuttavia ha avviato un dialogo anche con il generale).

L’incontro tra Putin e Mattarella: su Libia preoccupazione comune
I rischi connessi alla crescente instabilità politica della Libia, a cominciare dagli effetti che potrebbe avere sul piano della pressione migratoria dall’Africa verso l’Europa, non sfuggono alle principali istituzioni italiane. Lo scenario di un aumento degli arrivi di migranti nei prossimi mesi - che peraltro potrebbe trovare nella decisione dell’esecutivo di Tripoli di rilasciare le persone detenute nei centri di detenzione un’ulteriore spinta -, avrebbe delle ripercussioni anche sul piano della sicurezza. Al termine del colloquio tra Mattarella e Putin, fonti del Colle hanno posto l’accento in particolare sulla «preoccupazione comune per la guerra civile in Libia e il conseguente ritorno del terrorismo islamico battuto in Siria». È stata anche evidenziata, hanno aggiunto le stesso fonti, l’importanza della stabilità libica per l’Italia e per l’Europa. Da parte russa si è sottolineata la diversa posizione dei Paesi vicini sulla soluzione politica.

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Lo stallo in Libia
A quattro mesi di distanza, la situazione in Libia è di stallo. Dopo una fase iniziale in cui sembrava che il generale potesse conquistare la capitale, le milizie che sostengono il Governo di accordo nazionale si sono riorganizzate e, anche grazie all’appoggio determinante delle forze di Misurata, hanno stoppato l’avanzata delle truppe di Haftar.

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Il massacro nel centro di detenzione di Tajoura
Il risultato è una guerra civile che si sta prolungando, e che colpisce la popolazione locale. L’ultimo episodio, martedì, la tragedia dei profughi somali ed etiopi ammassati in un centro di detenzione a Tajoura, periferia di Tripoli, finiti sotto le bombe sganciate durante un’incursione aerea promossa dalle forze di Haftar: le vittime del raid, tra cui donne e bambini, sarebbero quasi 50 e oltre 130 i feriti, secondo cifre accreditate dall’Onu.Dopo questa tragedia,il governo di accordo nazionale sta discutendo della chiusura di tutti i centri di detenzione.

L’influenza della Russia sul leader della Cirenaica
Haftar può contare suo sostegno militare russo (in passato anche di quello francese). Dietro al leader della Cirenaica ci sono anche Emirati arabi uniti, dell’Egitto e dell’Arabia Saudita (Sarraj è invece spalleggiato da Turchia e Qatar). Conte chiederà pertanto a Putin di promuovere una mediazione/moral suasion sul generale affinché riprenda la strada del dialogo, sotto la regia delle Nazioni Unite, che hanno proposto una road map per la stabilizzazione del Paese. La Russia ha partecipato alla conferenza sulla Libia organizzata dal governo giallo verde a Palermo a novembre, quella della foto che ritrae la stretta di mano tra Haftar e Sarraj, alla presenza di Conte. Un momento di dialogo che cinque mesi dopo è stato superato dall’offensiva su Tripoli di quell’Haftar che è sostenuto dai russi. E che oggi sarà al centro del colloquio tra Putin e il presidente del Consiglio italiano. Obiettivo: spingere il leader del Cremlino a convincere l’uomo forte della Cirenaica a ridare un’opportunità alla mediazione promossa dalle Nazioni Unite, tramite l’inviato per la Libia Ghassan Salamé.

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