il premier: no alla lega all’infinito

Conte: Renzi? Sorpreso dai tempi, ma il governo resta sostenibile

Il premier intervistato da Enrico Mentana alla festa di Articolo1: «Se avessi saputo che la scissione sarebbe arrivata di lì a poco avrei pretesto un’interlocuzione diretta con Renzi». «No all’infinito» a un possibile nuovo incrocio con la Lega


La conta in Parlamento: dopo Renxit i nuovi equilibri al Senato

2' di lettura

«Non dico che la percorribilità e la sostenibilità sia venuta meno» ma «non ho sottovalutato» la portata dell'uscita di Matteo Renzi dal Pd, con la creazione di un nuovo movimento. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel suo intervento alla festa di Articolo Uno, intervistato da Enrico Mentana, che ha ribadito il suo “no all’infinito” a un nuovo possibile incrocio con la Lega e sul fronte del programma di governo ha assicurato che «non calerà l’attenzione sul reddito di cittadinanza».

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«Renzi? Sorpreso dai tempi»
La decisione di Renzi, ha osservato Conte, «era nell'aria, se ne era un po’ parlato. Mi hanno sorpreso i tempi questo sì e l'ho detto a Matteo Renzi: nel momento in cui un presidente incaricato deve sciogliere la riserva deve avere piena contezza di come si dispongono le forze politiche». «Se avessi saputo che la decisione si sarebbe manifesta di lì a poco - ha continuato - avrei preteso un'interlocuzione diretta» con il movimento di Renzi e «ne avrei tenuto conto per lo scioglimento della riserva. Perché quando si scioglie la riserva, a quel punto ci si presenta di fronte al Paese».

«Nel governo no a personalismi»
Parlando del nuovo esecutivo Conte ha detto che «c’è un ottimo clima di lavoro», «abbiamo preso un grande impegno con il Paese, per portarlo a termine bisogna essere consapevoli che non esistono personalismi» e «se si riesce a conservare questo spirito di squadra - io lo auspico e lo pretenderò - noi potremo fare belle cose per i cittadini». E su Alessandro Di Battista che mette in guardia M5S dal Pd - «Non fidatevi, è pericoloso», scrive su Fb - Conte minimizza: « Io mi fido del Pd perché è una forza che responsabilmente ha deciso di sostenere questa esperienza del governo».

«Ora a Ue non serve chiedere cortesie personali»
In Ue «i rapporti personali sono sempre stati buoni, prima chiedevo cortesie personali mentre l'Italia chiedeva solo per sé», ha detto Conte, spiegando che dopo l’addio di Matteo Salvini «oggi si mette tutto in discussione secondo l'approccio Ue. C'è un approccio sistemico, più coerente» . «Oggi la redistribuzione europea ci viene assicurata subito. Prima passavo le mie giornate a fare telefonate a chiedere cortesie personali, oggi chiedo quello che deve essere fatto per l'Italia».

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