dopo la lettera sui conti pubblici

Conte replica a Mattarella: «Con la Ue dialogo proficuo e costante»

di Lina Palmerini


Manovra, la lettera di Mattarella a Conte: porre l’Italia al riparo dall’instabilità

2' di lettura

Al Quirinale non era mai stata messa in discussione la firma alla legge di bilancio, che infatti ieri è arrivata poco dopo l'arrivo del testo definitivo. Ma Sergio Mattarella ha voluto accompagnarla con poche righe di una lettera mandata a Conte «nel comune intento di tutelare gli interessi fondamentali dell'Italia».

E torna a citare quelle norme costituzionali (art.97, 81 e 117) che aveva già ricordato in altri suoi interventi e che adesso acquistano un senso più preciso dopo la bocciatura dell'Europa alla manovra e i rischi una procedura di infrazione accelerata.

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Poche righe la cui sostanza è un richiamo al Governo a un «dialogo costruttivo» con Bruxelles che però non è di maniera ma ha una declinazione molto precisa. Innanzitutto è suo «dovere» - scrive - sottolineare che secondo la Costituzione l'Esecutivo deve assicurare l'equilibrio di bilancio e la sostenibilità del debito pubblico in conformità con le regole europee.

Non è insomma un richiamo “ideale” ma scritto a chiare lettere nella Carta dove, in ciascuna di queste norme, si parla di “coerenza” con l'ordinamento e i vincoli europei.

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Una condizione, oggi, per la tutela dei valori del risparmio e della fiducia di imprese e famiglie, espressamente richiamate nella sua lettera al premier, sta proprio nella condivisione di un percorso sottoscritto con l'Europa che è diventato' lo “scudo” contro l'instabilità. Questo sembra consigliare Mattarella al Governo in quelle righe.

E in effetti le ultime settimane raccontano di uno scontro con Bruxelles che ha trascinato le fibrillazioni sui mercati e portato a uno spread che non schioda da quota 300, come è successo anche ieri.

Un livello preoccupante per le banche (cioè il risparmio) e per l'equilibrio della finanza pubblica che ieri il Governatore della Banca d'Italia Visco ha calcolato porterà 5 miliardi di aggravio sul costo del debito. È in linea con queste preoccupazioni che vanno lette le parole che Mattarella ha voluto scrivere a Conte.

«In un'ottica di ordinaria e collaborativa dialettica per il bene dell'Italia», tengono a sottolineare al Quirinale smentendo tensioni e clima di scontro con il Governo.

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Nel pomeriggio con una nota di palazzo Chigi il premier Giuseppe Conte ha sottolineato che «l'interlocuzione tra il Governo italiano e la Commissione europea avviene nel contesto di un dialogo proficuo e costante. Come ricordato dal Presidente Mattarella, c'è senz'altro il comune intento di lavorare alla stabilità dei conti pubblici e alla tutela del risparmio». E ha assicurato che «il Governo intende rilanciare la crescita e l'occupazione, con una particolare attenzione agli investimenti pubblici, alla creazione di un ambiente normativo e istituzionale favorevole agli investimenti privati e al contrasto della povertà e delle disuguaglianze». Obiettivo un'Italia deburocratizzata e digitalizzata, attenta ai bisogni dei cittadini.

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