fase 2

Conte: riaprire tutto subito sarebbe irresponsabile. Decreto aprile da almeno 50 miliardi

«Questo Governo ha messo al primo posto la tutela della salute dei cittadini, ma certo non è affatto insensibile all’obiettivo di preservare l’efficienza del sistema produttivo» dice il premier

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(REUTERS)

«Questo Governo ha messo al primo posto la tutela della salute dei cittadini, ma certo non è affatto insensibile all’obiettivo di preservare l’efficienza del sistema produttivo» dice il premier


5' di lettura

Un programma di ripartenza «ben strutturato», riaperture omogenee su base nazionale ma fino a quando non ci saranno «terapia e vaccino» contro il Covid-19 il Governo promuoverà «utilizzo diffuso di dispositivi di protezione individuale». Lo spiega Giuseppe Conte nella sua informativa al Parlamento (prima al Senato, poi alla Camera), in vista del Consiglio europeo straordinario di giovedì (che però «non sarà risolutivo ma dovrà dare un indirizzo chiaro» sugli strumenti per combattere «lo shock generato dal Coronavirus»). Il presidente del Consiglio ha annunciato che il “decreto aprile” avrà un valore di 50 miliardi e, rivolgendosi ai partiti di minoranza, ha assicurato: «Un’opposizione responsabile troverà sempre apertura e considerazione».

Conte: su attivazione Mes ultima parola a Parlamento
In merito al Mes, ha detto Conte, «chi esprime dubbi su questa linea di credito contribuisce a un dibattito democratico e costruttivo. Ritengo che questa discussione debba avvenire in modo pubblico, trasparente, in Parlamento, al quale spetterà l’ultima parola». «Ci sono Paesi in Ue che hanno dimostrato interesse» al Mes senza condizioni. «La Spagna ha dimostrato di essere interessata purché non abbia le condizionalità» previste prima dell’emergenza. «Rifiutare questa nuova linea di credito significherebbe fare un torto a questi Paesi che ci affiancano nella battaglia» in Ue.

In ogni modo «per capire se il Pandemic crisis support (la nuova linea di credito che fa riferimento al Mes, ndr) sarà effettivamente» senza condizionalità «bisogna attendere l’elaborazione dei documenti predisposti per erogare questa linea di credito. Solo allora potremo discutere se il relativo regolamento può essere o meno opportuno agli interessi nazionali».

Subito il «Recovery fund»
L’Italia sostiene una risposta coordinata, ambiziosa in relazione allo shock da Covid con l’idea che il Recovery fund «dovrà essere conforme ai trattati
perché non abbiamo tempo per modificarli. Va gestito a livello europeo - ha spiegato il presidente del Consiglio - senza carattere bilaterale, deve essere ben più consistente degli strumenti attuali, mirato a far fronte a tutte le conseguenze economiche sociali, immediatamente disponibile e se dovrà ricadere nel quadro finanziario pluriennale dovrà essere messo a disposizione subito attraverso garanzie che ne anticipino l’applicazione».

Scelte decisive per il futuro europeo. «L’Ue e l'Eurozona non possono permettersi di ripetere gli errori commessi nella crisi finanziaria del 2008, quando non si riuscì a dare una risposta comune. È un rischio che non ci possiamo permettere di correre perché il fallimento nel produrre una risposta adeguata e coraggiosa provocherebbe un grave danno allo stesso progetto europeo».

Sostegno a imprese e famiglie
Quanto agli interventi del Governo Conte ha sottolineato prima come «questa emergenza incide sulle fasce più fragili, rischia di creare nuove povertà e lacerare un tessuto sociale già provato». Poi ha ricordato : «Abbiamo già compiuto alcuni passi. Il governo però è consapevole che questi interventi non sono sufficienti: occorre un sostegno alle famiglie e alle imprese prolungato nel tempo ancora più incisivo». Il nuovo decreto avrà un valore non inferiore a 50 miliardi che, sommati con le precedenti misure, porta a un importo complessivo di 75 miliardi.

App Immuni volontaria
Ma Conte ha parlato anche della app Immuni. «L’applicazione - ha chiarito - sarà offerta su base volontaria, non obbligatoria, faremo in modo che chi non vorrà scaricarla non subirà limitazioni o pregiudizi». E «i capigruppo di maggioranza e minoranza saranno costantemente informati e io
stesso mi riservo di riferire alle Camere.

Cig, le Regioni in ritardo inviino le richieste
In un passaggio della sua informativa alla Camera ha affermato che «la Cig in deroga, come sapete, passa attraverso le Regioni. Mi permetto di sollecitare le Regioni che non hanno fatto pervenire i flussi (di richieste, ndr) a farli pervenire quanto prima altrimenti non potremo erogare la Cig».

In settimana i dettagli del piano
In mattinata Conte aveva pubblicato un post su Facebook in cui aveva annunciato: «Prima della fine di questa settimana confido di comunicarvi questo piano e di illustrarvi i dettagli di questo articolato programma. Una previsione ragionevole è che lo applicheremo a partire dal prossimo 4 maggio». «Mi piacerebbe poter dire: riapriamo tutto. Subito. Ripartiamo domattina. Questo Governo ha messo al primo posto la tutela della salute dei cittadini, ma certo non è affatto insensibile all'obiettivo di preservare l'efficienza del sistema produttivo. Ma una decisione del genere sarebbe irresponsabile. Farebbe risalire la curva del contagio in modo incontrollato e vanificherebbe tutti gli sforzi che abbiamo fatto sin qui. Tutti insieme».

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Non insensibili alle esigenze delle imprese

«In queste ore - sottolinea Conte - continua senza sosta il lavoro del Governo, coadiuvato dall'équipe di esperti, al fine di coordinare la gestione della “fase due”, quella della convivenza con il virus. Come già sapete, le attuali misure restrittive sono state prorogate sino al 3 maggio. Molti cittadini sono stanchi degli sforzi sin qui compiuti e vorrebbero un significativo allentamento di queste misure o, addirittura, la loro totale abolizione». Senza dimenticare, rimarca il capo del Governo che «vi sono poi le esigenze delle imprese e delle attività commerciali di ripartire al più presto».

Allentamento con piano ben strutturato e articolato

« Non possiamo affidarci a decisioni estemporanee pur di assecondare una parte dell'opinione pubblica o di soddisfare le richieste di alcune categorie produttive, di singole aziende o di specifiche Regioni. L'allentamento delle misure deve avvenire sulla base di un piano ben strutturato e articolato. Dobbiamo riaprire sulla base di un programma che prenda in considerazione tutti i dettagli e incroci tutti i dati. Un programma serio, scientifico». Il presidente del Consiglio fa un esempio. «Non possiamo limitarci a pretendere, da parte della singola impresa, il rispetto del protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro che pure abbiamo predisposto per questa epidemia. Dobbiamo valutare anche i flussi dei lavoratori che la riapertura di questa impresa genera. Le percentuali di chi usa i mezzi pubblici, i mezzi privati, in quali orari, con quale densità. Come possiamo garantire all'interno dei mezzi di trasporto la distanza sociale? Come possiamo evitare che si creino sovraffollamenti, le famose “ore di punta”? Come favorire il ricorso a modalità di trasporto alternative e decongestionanti?

Programma dall’impronta nazionale

«Questo programma - spiega ancora il capo del Governo - deve avere un'impronta nazionale, perché deve offrire una riorganizzazione delle modalità di espletamento delle prestazioni lavorative, un ripensamento delle modalità di trasporto, nuove regole per le attività commerciali. Dobbiamo agire sulla base di un programma nazionale, che tenga però conto delle peculiarità territoriali. Perché le caratteristiche e le modalità del trasporto in Basilicata non solo le stesse che in Lombardia. Come pure la recettività delle strutture ospedaliere cambia da Regione a Regione e deve essere costantemente commisurata al numero dei contagiati e dei pazienti di Covid-19».

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