dopo l'incontro con mattarella

Conte riceve l’incarico da Mattarella: «Governo del cambiamento, confermata collocazione europea dell’Italia»

di Nicola Barone e Alessia Tripodi

Conte: “Sarò avvocato difensore del popolo italiano”

5' di lettura

Mattarella ha dato a Giuseppe Conte l'incarico di formare il governo, incarico che il professore si è riservato di accettare. «Sono consapevole della necessità di confermare la collocazione europea dell'Italia», ha detto Conte parlando con i giornalisti subito dopo l'incontro con il presidente. «Quello che si appresta a nascere sarà il governo del cambiamento», ha aggiunto il premier incaricato,«un governo dalla parte dei cittadini, che tuteli i loro interessi».

«Mi propongo di essere l'avvocato difensore del popolo italiano» ha continuato Conte, e «se riuscirò a portare a compimento l'incarico, esporrò alle Camere un programma basato sulle intese intercorse tra le forze politiche di maggioranza», ha aggiunto. «Nei prossimi giorni tornerò dal presidente della Repubblica per sciogliere la riserva - ha concluso Conte - e, in caso di esito positivo, per sottoporgli le proposte sui ministri». Dalle 8 di domani alla Camera inizieranno le consultazioni del premier incaricato.

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Ministri, Salvini: niente veti. Di Maio: Mise e Lavoro unico ministero, a M5s
Mentre si rincorrono le voci sulla squadra di governo, il leader della Lega Matteo Salvini e i 5 stelle insistono per Paolo Savona all'Economia. «Savona è una
garanzia per gli italiani», ha detto Salvini lasciando Montecitorio. «Non mi risulta che ci siano veti su nessuno, se è una colpa aver detto che alcune scelte dell'Ue sono contro l'interesse nazionale quello è un merito», aveva detto oggi il leader della Lega rispondendo a chi gli chiedeva conto dei dubbi del Colle su Savona. E fonti della Lega avevano escluso una candidatura alternativa di Giancarlo Giorgetti al ministero del Tesoro. Su Facebook Di Maio esulta per l'incarico a Giuseppe Conte: «Non sarà facile, abbiamo resistito e Mattarella è stato pienamente rispettoso della nostra Costituzione, per questo lo ringraziamo», dice il capo politico dei Cinquestelle. Che torna a rivendicare per M5s «il ministero dello Sviluppo economico con dentro il Lavoro», anche per «mettere in campo norme che impediscano allo Stato di aiutare le imprese a delocalizzare all'estero».

«Quello che si appresta a nascere sarà il governo del cambiamento», «un governo dalla parte dei cittadini, che tuteli i loro interessi»

Quasi due ore di colloquio
Quello tra Conte e Mattarella è stato un incontro lungo, durato quasi due ore, nel quale il professore ha fornito al capo dello Stato garanzie sull’indirizzo politico esulla squadra di governo del candidato premier di Cinque Stelle e Lega. Nel corso della mattinata i leader del M5S Luigi Di Maio e della Lega Matteo Salvini, su espressa domanda della presidenza della Repubblica, hanno confermato la proposta di conferimento dell'incarico per la formazione del governo a Conte.

Scontro nel centrodestra
«Soddisfazione e voglia di cominciare a lavorare, con la speranza che nessuno metta altri ostacoli alla nascita di un governo che gli italiani stanno aspettando» ha dichiarato il leader della Lega Salvini subito dopo il conferimento dell'incarico a Conte. Mentre da Fi Mariastella Gelmini conferma il no degli azzurri al nuovo esecutivo: « Sta per nascere un esecutivo a forte trazione grillina, con un presidente del Consiglio tecnico», ha detto la capogruppo, «siamo preoccupati per il contratto di governo lontano dalle esigenze degli italiani» e dunque « Forza Italia voterà contro la fiducia e farà un'opposizione severa e senza sconti».

Pd: governo di estrema destra
«Sta per nascere un governo di estrema destra, composto da forze politiche di estrema destra, con un programma di estrema destra» e «grazie ai voti di Berlusconi» scrive su Facebook il presidente del Pd, Matteo Orfini. E su Twitter Matteo Renzi fa gli auguri di buon lavoro al presidente incaricato: «Egli si è proposto come l'avvocato difensore del popolo italiano: noi ci costituiamo parte civile. Parte civile per verificare se realizzeranno le promesse della campagna elettorale».

Il Nyt: in Italia grande passo dei populisti
L'annuncio dell'incarico a Conte preoccupa anche il New York Times, secondo il quale «In Italia i populisti hanno fatto un grande passo verso il potere» e il nascente governo è definito «una minaccia per l'Europa».

Ministri, Salvini: niente veti
Dopo la svolta per la nascita dell’esecutivo giallo-verde, si rincorrono le ipotesi sulla possibile squadra di ministri. Alle voci di un possibile "no" del Colle a Paolo Savona ministro dell'Economia, risponde Salvini: «Non mi risulta che ci siano veti su nessuno, se è una colpa aver detto che alcune scelte dell'Ue sono contro l'interesse nazionale quello è un merito». Sui nomi «aspettiamo, ma ciò che mi interessa è che non ci possono essere veti su persone che mettono al centro gli interessi degli italiani», ha aggiunto il leader della Lega. Fonti del Carroccio smentiscono poi che Giancarlo Giorgetti sia candidato al ministero del Tesoro al posto di Paolo Savona. E Salvini spazza via qualsiasi ipotesi di fine dell'alleanza di centrodestra: «Se sto facendo quello che sto facendo è perché gli alleati mi hanno detto "vai"».

Di Maio: oggi comincia la Terza Repubblica
Sul nome prescelto per il premier c'è stata anche una prova di fermezza del capo politico pentastellato («Conte è e resta assolutamente il candidato premier del Movimento 5 stelle e della Lega») mentre ancora si attendevano le decisioni del Quirinale sulla guida del prossimo esecutivo. La cui difficile formazione è stata al centro dell'attenzione di Bruxelles e dei mercati con gli effetti su Borsa e titoli di Stato. In casa Lega c’è «soddisfazione» e ora i vertici si dicono «pronti a partire». Come promesso «o ggi comincia la terza Repubblica», annota raggiante Di Maio, ribadendo che Conte «sarà un presidente del Consiglio incaricato politico». E il capogruppo M5s al Senato, Danilo Toninelli, afferma che «A differenza di altre volte la mozione di fiducia al governo non sarà una cambiale in bianco ma sarà motivata con una serie di tematiche pertinenti e presenti anche nel contratto».

Il nervosismo di ieri, poi la convocazione
Ieri al termine di una giornata in cui la candidatura del giurista era apparsa fortemente in bilico per i dubbi emersi sul suo curriculum, sia Luigi Di Maio sia Matteo Salvini hanno tenuto il punto. Mentre sotto giudizio finiva anche il nome di Paolo Savona per il ministero dell’Economia, considerato a rischio per le sue posizioni anti-euro.

Quello che doveva essere il momento chiave prima della stretta conclusiva si è trasformato nell’ennesimo, difficile, travaglio. Ma oggi, finalmente, la novità attesa da settimane. Una nota meritano le polemiche suscitate da Alessandro Di Battista con un post in cui ha chiamato esplicitamente in causa al Capo dello Stato. «Il presidente Mattarella per giorni ha insistito sull'urgenza di formare un governo nella pienezza delle sue funzioni. Ebbene, finalmente, una maggioranza si è formata». E per «un governo capace di ristabilire un principio sacrosanto in democrazia: il primato della politica sulla finanza. Mi rendo conto che ristabilire questo principio possa far paura a qualcuno, ma non dovrebbe intimorire chi ha l'onore di rappresentare l'unità nazionale».

La difesa di Grillo, «su Conte maligno gossip»
«Il maligno gossip-check-up sul professor Conte imperversa, futile, a partire dal minuto esatto in cui si è fatto il suo nome». Beppe Grillo sul suo blog prende di mira «il brulicame di microscopici colpi di coda, davvero un brutto spettacolo, inscenato senza alcuna regia preordinata. È la casta che decade, che si agita per puro istinto di sopravvivenza». Nessuno sconto. «Sarà pur vero - scrive Grillo - che tutto ha uno scopo nell'equilibrio dei grandi network dell'umanità, ma quello che abbiamo di fronte è un pozzo nero intasato di coscienze da sempre asservite e mai servite a nulla. Anche quello ha uno scopo: digerire la sconfitta e non tracimare. Ma cosa possono fare di meglio pur sconfinati eserciti di Yes Man? Ancora lividi in volto per la stangata di marzo, cui va aggiunta la recente tornata elettorale in Val d'Aosta, che hanno schiacciato al livello della Bonino i partiti di plastica (non mi sento neppure di nominarli oramai, è una questione di igiene personale). Gente incapace di leccarsi le ferite, preferiscono lasciarsi travolgere dalla gelosa invidia: quel mostro dagli occhi verdi disgustato proprio da ciò che lo nutre (quella che Iago scaglia contro Otello)».

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