Lo scontro

Conte sancisce il divorzio tra M5S e Rousseau: «Trasferisca dati iscritti, il Movimento onorerà i debiti»

Con un lungo post su Facebook, il capo politico in pectore dei pentastellati decreta la fine del rapporto tra l’associazione di Davide Casaleggio e i Cinquestelle

Giuseppe Conte: la sfida è rifondare il M5S, non è un restyling

2' di lettura

È ufficiale la frattura tra il Movimento 5 Stelle e Rousseau, l’associazione di Davide Casaleggio. A sancirla è il capo politico in pectore dei pentastellati, l’ex premier Giuseppe Conte che, con un lungo post su Facebook, annuncia il divorzio definitivo. «Le strade del Movimento 5 Stelle e di Rousseau si sono divise. Questo mi dispiace, come immagino dispiaccia a tanti nella grande famiglia del Movimento. Personalmente auspicavo che si potesse trovare il modo di continuare ad andare avanti insieme, con la volontà comune di collaborare, ma nel segno della massima trasparenza e con una più chiara e netta distinzione di ruoli. Questo era il vero tema in gioco, e nessuno può far finta di ridurlo a una mera partita contabile, perché questo significherebbe ingannare se stessi prima ancora che tutti coloro che sono stati sin qui coinvolti nelle varie attività della “piattaforma”».

L’ex premier: La tecnologia non è mai neutra

Gli strumenti digitali applicati alla democrazia diretta, prosegue l'ex premier, «hanno grandi potenzialità di sviluppo e offrono a una forza politica ampie ed efficaci forme di coinvolgimento e di partecipazione degli iscritti nei processi decisionali. Ma la tecnologia non è mai “neutra”: una forza politica che ha un ruolo di primo piano nello scenario della vita democratica del Paese, che è la più consistente in Parlamento e si assume la responsabilità di funzioni di governo, deve garantire ai propri iscritti e a tutti i cittadini che la 'gestione tecnica' della piattaforma digitale e di tutti i servizi connessi sia assolutamente distinta dalla “direzione politica”».

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Conte: la direzione politica compete a soggetti interni

La gestione tecnica, si legge ancora nel post di Conte, «può essere tranquillamente affidata a soggetti esterni. Le funzioni di “direzione politica” devono necessariamente competere a soggetti interni alla forza politica, eletti attraverso procedure democratiche chiare e trasparenti, in modo da scongiurare il rischio di condizionamenti e di ingerenze esterne incompatibili con il principio democratico. Sono questi i presupposti indispensabili per ripartire con il piede giusto. Preso atto che questo non è stato possibile, bisogna ora guardare avanti».

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