analisiM5S nel caos

Conte si prepara per l’(ultima?) arringa

Dopo aver letto i giornali in cui venivano riportate le frasi di Grillo ai deputati l’ex premier ha lasciato filtrare di essere pronto al passo indietro

di Barbara Fiammeri

(LAPRESSE)

I punti chiave

  • Adesso tra i pentastellati a prevalere è la paura
  • Grillo ha lasciato Roma, attesa per la risposta di Conte
  • Il ruolo di Di Maio: dopo i complimenti del Garante invita all’unità e va in Slovenia
  • Gli ortodossi rialzano la testa: da Napoli l’appello a Grillo per rompere conl Pd

2' di lettura

«Sta venendo giù tutto»: l’allarme tra i parlamentari M5S è altissimo. A prevalere è una sorta di paura per quel che potrebbe avvenire di qui a qualche ora. Beppe Grillo ha lasciato già Roma. I rapporti con Giuseppe Conte sono tenuti da un filo sottilissimo che alcuni big stanno tentando di rinforzare. Ma è una strada difficilissima. Conte, dopo aver letto stamane i giornali in cui venivano riportate le frasi di Grillo ai deputati («non sono un coglione», «è lui ad avere bisogno di me non io di lui», «mi ha presentato uno statuto scritto in avvocatese», eccetera), ha lasciato filtrare di essere pronto al passo indietro, a mollare il M5S.

Per Conte impegni annullati

L’ex premier ha fatto sapere che a breve renderà pubblica la sua posizione. Probabilmente lascerà passare il weekend. Un modo per dar tempo ai pontieri di lavorare. Nel frattempo Conte ha annullato i suoi impegni (doveva partecipare a un webinar con Di Maio e Laura Castelli rinviato a data da destinarsi) e si è confrontato nella sua casa romana con alcuni big a lui vicini come il capogruppo al Senato Ettore Licheri, il ministro Stefano Patuanelli e la senatrice Paola Taverna.

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Le richieste di merito del fondatore

Nessuno è in grado al momento di fare previsioni. Poche anche le dichirazioni pubbliche ma sotto la copertura dell’anonimato qualcosa esce fuori. I fan di Conte lo descrivono «amareggiato», convinto che allo stato «non ci siano più le condizioni per andare avanti». Non solo per le sgradevoli espressioni usate da Grillo nei suoi confronti, che hanno compromesso il rapporto personale, ma per le richieste di merito del fondatore che di fatto vuole mantenere l’ultima parola. Luigi Di Maio, presente all’assemblea dei deputati con Grillo nella quale ha ricevuto dal comico un pubblico apprezzamento per come si sta muovendo alla Farnesina, esorta all’unità. «Mai come adesso serve compattezza all’interno del Movimento. Dialoghiamo con il massimo impegno e lavoriamo per unire», è il ragionamento che ha trasmesso a chi gli ha parlato prima volare in Slovenia per celebrare il 30mo Anniversario della sua indipendenza. È lui il vero pontiere. Anche se c’è chi ritiene che, se Conte uscirà di scena, l’unico a poter guidare il Movimento con il placet di Grillo sarebbe proprio l’attuale ministro degli Esteri.

L’ala dura in fermento

Intanto, a soffiare sul fuoco arriva anche Davide Casaleggio: «Credo ci siano due visioni diverse del Movimento che stanno emergendo», dice il figlio del cofondatore scomparso, che chiede perché «tengono segreto lo statuto?». Ma lo scontro tra Conte e Grillo sta anche rilanciando l’ala dura M5S. Da Napoli alcuni ortodossi, hanno scritto al Garante chiedendogli di acconsentire all’uso del simbolo M5s per presentare un candidato pentastellato rompendo l’alleanza con il Pd e il sostegno a Gaetano Manfredi.

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