M5S nel caos

Grillo: «Stiamo uniti, scelte diverse in coscienza». Conte: avanti con il mio progetto

Dopo la rottura sancita da Grillo, possibile la costituzione di gruppi parlamentari che fanno riferimento a Conte

Grillo: «Non sono un padre-padrone, ho agito con il cuore»

7' di lettura

La parola ora è ai “pontieri”. Obiettivo: un’ultima, difficile mediazione tra Grillo e Conte per evitare una scissione in M5s. Questa mattina il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha raggiunto l'abitazione dell’ex premier. Il colloquio è durato oltre un’ora.

Un incontro che è giunto dopo una giornata di aspro confronto. È un botta a risposta a distanza quello tra il Garante e l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che si sviluppa nel tardo pomeriggio di mercoledì 30 giugno, pochi minuti prima che inizi l’assemblea dei deputati Cinque Stelle. Grillo pubblica un video sul blog. Conte non è la persona più adatta a quello che serve al MoVimento oggi, sottolinea. A stretto giro arriva la replica dell’ex premier.

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Dalla sua abitazione romana fa sapere che il suo progetto politico non resterà nel cassetto (parole che a questo punto testimoniano la volontà di costruire una sua forza politica), che «non può essere la contrarietà di Grillo a fermare mia proposta politica. Se resto in campo? C’è tanto sostegno dei cittadini». «Il mio statuto secentesco? Da Grillo proposta medievale», rincara Conte. Lo scenario è quello di una guerra di nervi e di posizione, e l’ipoptesi di una scissione si fa sempre più realistica. Ma la divisione delle strade lascia i parlamentari nel caos più totale.

L’assemblea dei deputati M5s

Dopo la pubblicazione del video da parte di Grillo e le parole di Conte, si è svolta in serata alla Camera l’assemblea dei deputati M5s. La settimana scorsa i deputati grillini avevano chiesto che Conte intervenisse, perché l’ex premier aveva incontrato il solo direttivo di Montecitorio. Poi la rottura con Grillo, oggi al centro delle assemblee di Camera e Senato. L’ex presidente del Consiglio, eccetto sorprese dell’ultimo minuto, non dovrebbe prendere parte alle due riunioni.

D’Incà, «egole condivise, rimettere insieme le parti»

Servono regole condivise, bisogna di rimettere insieme le parti. È il ragionamento espresso dal ministro Federico D’Incà nell’assemblea dei deputati M5S. Serve uno statuto, «le regole fatte prima non andavano bene».

Azzolina, «stimiamo Conte, non possiamo rottamare persone come fa Renzi»

«C’è smarrimento, preoccupazione, ma siamo chiamati a dare risposte, innanzitutto a chi ci ha votato. Dobbiamo essere coerenti con il lavoro fatto. Conte lo abbiamo scelto noi, due volte. Lo stimavamo e lo stimiamo. Lui ha portato i 209 miliardi in Italia. Nel Conte 2 abbiamo lavorato tutti moltissimo. Penso a Luigi Di Maio e penso tutti gli altri«. Così Lucia Azzolina nel corso dell’assemblea. «Che facciamo? Rottamiamo le persone come fa Renzi? Sappiamo di aver bisogno di una nuova organizzazione per crescere. Oggi cos’è il M5S? Non può essere più solo quello delle origini. Ci chiedono soluzioni, non solo proteste”» ha detto l’ex ministra dell’Istruzione, che ha aggiunto: «Dobbiamo essere decisi nel metodo, chiari e credibili nel merito. Credo sarebbe opportuno vedere lo statuto per avere consapevolezza e poi decidere».

Buffagni, serve responsabilità anche per Quirinale

«Per una volta chiediamo noi a Beppe e Giuseppe responsabilità. Vediamoci e capiamo come difendere un sogno comune», avrebbe detto, a quanto si apprende, nel corso dell’assemblea dei deputati M5s, l’ex viceministro Stefano Buffagni . «Qualsiasi cosa si deciderà, dobbiamo garantire che ci sarà agibilità coordinata in vista del Quirinale», avrebbe aggiunto. «La nostra nemesi non può finire con Berlusconi al Quirinale perché divisi».

Spadafora: Conte uomo di governo, non vedo attitudine a leadership

Il lavoro di Conte «è stato apprezzato in Italia e all’estero da tutti, in maniera inequivocabile. E penso anche che non sia vero che Conte non abbia visione politica, perché nella sua azione di governo, nel governare, ha dimostrato di averla. Questo è ciò che penso di Conte come uomo di governo. Allo stesso tempo, a differenza di molti colleghi, non vedo sinceramente tutta quella attitudine alla leadership di un movimento anche complesso, come il nostro, nella stessa persona. Sono due mestieri completamente diversi: un conto è fare il presidente di un governo, un altro è fare il leader politico. E soprattutto di una forza particolare come la nostra». Lo avrebbe detto, secondo quanto si apprende, l’ex ministro dello Sport Vincenzo Spadafora durante la riunione dei deputati M5S.

Grillo: non sono un padre-padrone

Insomma i toni tra Grillo e Conte sono sempre incandescenti. «Io ho solo chiesto la garanzia di avere la struttura del garante identica allo statuto che c’è ora - sottolinea Grillo nel video -. Non ho chiesto altro: ridammi, dammi questa possibilità di essere il visionario, il custode dei valori. Custode non significa entrare nella dinamica tua che sei un uomo straordinario, ma lasciami vedere un attimo...». «Fino all’ultimo ho cercato di arrivare in fondo», ha aggiunto. «Non sono un padre-padrone, ho agito con il cuore». «La carta dei valori io non l’ho mai vista, se non una bozza, poi nient’altro. Del codice etico non abbiamo mai parlato, la transizione al 2050 forze Conte se l’era pure dimenticata», afferma ancora nel video.

Il Garante: ho fatto cose straordinarie, non rinnego nulla

«Io sono il papà del Movimento -aggiunge -: ho fatto delle cose straordinarie, con chi oggi mi sta disprezzando, che non rinnego». Il Garante cita anche la nuotata nello Stetto di Messina. «Il Movimento - sottolinea ancora o - cambia e doveva cambiare con lui, forse era la persona più adatta e forse, magari, non lo è. Vi abbraccio tutti. Stiamo uniti se possiamo e se poi qualcuno vuol fare una scelta diversa la farà in tutta coscienza».

E ora che cosa accadrà al MoVimento?

A questo punto del braccio di ferro tra Grillo e l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è lecito porsi la domanda: cosa accadrà al Movimento 5 Stelle dopo il post con cui Grillo ha “licenziato” Giuseppe Conte nel ruolo di nuovo capo della creatura politica fondata dal comico genovese?

Conte: quella del Garante è stata una svolta autarchica

L’ex premier, messa da parte la speranza di avere a che fare con un «genitore generoso» e non un «padre padrone», ha detto infatti in mattinata di esserci rimasto male - come riporta l’agenzia LaPresse - «ma non tanto per me. Questa svolta autarchica credo sia una mortificazione per una intera comunità che io ho conosciuto bene e apprezzato di ragazze e ragazzi, persone adulte che hanno creduto in certi ideali. È una grande mortificazione per tutti loro».

La scissione o la sfiducia del garante

Ora bisognerà attendere le decisioni di Conte che ha finora negato di pensare a un proprio partito personale. Intanto all’interno del Movimento la confusione è massima: telefonate, capannelli di parlamentari, indiscrezioni che si rincorrono. Nelle chat interne, secondo quanto riportato dall’agenzia Adnkronos, c’è chi cita l’articolo 8 dello statuto del M5S attualmente in vigore, dove è prevista la procedura per la sfiducia del garante, vale a dire Grillo. .

Voto su Rousseau: lite Grillo-Crimi

Intanto lo scontro si è concentrato sul voto proposto da Grillo che si dovrebbe tenere nei prossimi giorni per il Comitato direttivo previsto dall’attuale Statuto. Per il garante deve essere sulla piattaforma Rousseau. Scelta contestata da Vito Crimi, reggente vicino a Conte: il voto, ha detto, «non potrà avvenire sulla piattaforma Rousseau, poiché questa è inibita al trattamento dei dati degli iscritti al MoVimento. Inoltre, consentire ciò violerebbe quanto disposto dal Garante della Privacy».

La replica di Grillo in un post su Facebook che ha preceduto il video sul blog: «Ti invito ad autorizzare, entro e non oltre le prossime 24 ore, la piattaforma Rousseau al trattamento dei dati, come espressamente consentito dal provvedimento del garante della privacy e come rientrante nei poteri del titolare del trattamento. Nel caso, invece, in cui decidessi di utilizzare subito la nuova piattaforma, sarai ritenuto direttamente e personalmente responsabile per ogni conseguenza dannosa dovesse occorrere al MoVimento (azioni di annullamento voto, azioni risarcitorie…) per le scelte contrarie allo statuto che dovessi operare».

I contiani

Conte può contare sull’appoggio di una pattuglia di parlamentari a lui vicini concentrati al Senato. È un’ulteriore anima del MS5, la cui galassia comporendeva finora la spartizione tradizionale tra ortodossi e governisti. Ora ci sono i contiani, oltre ai fedeli a Grillo. In mezzo hanno agito negli ultimi giorni i pontieri, incapaci di evitare la rottura.

Al Senato (dove M5S conta complessivamente 75 senatori) sono i “contiani” la maggioranza e molti potrebbero seguire l’ex premier se strappasse con il M5S costituendo un proprio gruppo parlamentare. Tra i membri del governo, vicino a Conte ci sono il capodelegazione Stefano Patuanelli («Penso che Conte è una risorsa per il M5S e continuo a pensarlo. Conte è stato premier del Movimento per due governi»), il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà i sottosegretari Alessandra Todde (Mise) Giancarlo Cancelleri (Trasporti) tra i più espliciti a prendere le parti di Conte: «Non sono assolutamente d’accordo con quello che Grillo ha messo in campo - ha chiarito -. Secondo me stiamo perdendo una grandissima occasione e questo mi induce a fare un’ulteriore riflessione, su quello che è il mio ruolo all’interno del Comitato di Garanzia. E se penso che non ci sia la possibilità di proseguire per il Movimento a questo punto mi sto interrogando anche sul fatto che io possa farne parte».

La vicepresidente del Senato Paola Taverna, il capogruppo a Palazzo Madama Ettore Licheri, il senatore ed ex sottosegretario Mario Turco sono anche loro vicini all’ex premier. Contiani sono pure il reggente Crimi e l’ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. A Strasburgo, a guidare gli europarlamentari “contiani”, c’è Fabio Massimo Castaldo.

Anche alla Camera Conte può comunque fare perno su un consistente gruppo di potenziali “fedelissimi”: da Michele Gubitosa a Davide Serritella fino a Luigi Iovino. Contiana è considerata anche l’ex ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.

I difensori di Grillo

Gli esponenti della vecchia guardia sono i “neo-ortodossi”, intenzionati a non stravolgere in maniera eccessiva, lo scheletro fondante del Movimento. Non sono (almeno in apparenza) contro Conte ma reputano la permanenza dell’ex comico un punto da cui non si può prescindere. Al Senato possono contare su Danilo Toninelli, alla Camera su Carla Ruocco, sul capogruppo Davide Crippa, sul presidente della commisisone Politiche Ue Sergio Battelli o sull’ex ministro Vincenzo Spadafora. A loro si aggiungono diversi deputati al primo mandato, critici sulla possibilità della deroga al limite dei due mandati (un «pilastro fisso» per Grillo). Molti di loro (da L uca Carabetta a Giovanni Currò fino a Maria Pallini) pochi mesi fa hanno dato vita alla corrente “Innovare”.

I pontieri

Luigi Di Maio e Roberto Fico sono i due “big” dell’area (ci sono anche Stefano Buffagni, Laura Bottici o Giuseppe Brescia) che ha lavorato in mezzo ai duellanti per far coesistere un M5S che ha un solo “padrone”, Grillo, e un ex premier che ha dalla sua un consenso altissimo. Ma l’operazione è fallita.

Di Maio lavora per unità M5s, staff smentisce retroscena

«Smentiamo i retroscena - chiarisce lo staff del ministro degli Affari esteri -, le fantasiose ricostruzioni e le presunte prese di posizione del ministro Di Maio che rimbalzano su agenzie e giornali in queste ore. Il ministro Di Maio sta lavorando come sempre per l’unità. Dopo aver presieduto l’anti-Daesh a Roma lunedì scorso, ieri e oggi è stato impegnato al G20 Esteri e Sviluppo che si è svolto a Matera e Brindisi. Di Maio ha più volte ribadito che è necessario agire pensando al bene degli italiani».

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