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Conte torna ad agitare lo spettro revoca, vendite su Atlantia

Il tira e molla politico pesa sul titolo, entro il 30 giugno va trovata una soluzione ma le posizioni appaiono distanti

di Cheo Condina

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(ANSA)

Il tira e molla politico pesa sul titolo, entro il 30 giugno va trovata una soluzione ma le posizioni appaiono distanti


2' di lettura

Battuta d'arresto per Atlantia in Borsa dopo le dichiarazioni del premier Giuseppe Conte che nella serata di mercoledì 3 giugno è tornato ad agitare lo spettro della revoca per la concessione autostradale di Aspi. Il capo del Governo ha sottolineato che ci sono gli estremi per procedere alla revoca ma anche che la vicenda non è conclusa e una decisione sarà presa presto, senza escludere tuttavia un possibile accordo.

Attesa decisione del Governo a breve

"Ci sono conclamati inadempimenti del concessionario quindi per me ci sono tutti gli estremi per la revoca. - ha detto Conte - Come sapete sono state avanzate delle proposte di transazione ma non sono compatibili con l'interesse generale. In ogni caso a breve il Governo deciderà". Parole che fanno seguito a quelle del Ministro del Tesoro Roberto Gualtieri, che ha legato un possibile accordo con Atlantia all'accettazione del nuovo regime tariffario.

Il tira e molla politico - nella giornata di mercoledì 3 giugno in realtà era previsto un maxi vertice di Governo sulla concessione che è stato rinviato a data da destinarsi - così come le posizioni discordanti all'interno della maggioranza sul dossier non aiutano certo a risolvere una partita di per sè complicata e il titolo ne paga lo scotto. Anche perché il fattore tempo è cruciale: entro il 30 giugno va trovata un'intesa poiché quella è la data ultima per Aspi per esercitare la risoluzione del contratto secondo l'articolo 9bis per le modifiche introdotte dall'articolo 35 del decreto Milleproroghe e chiedere un indennizzo superiore ai 20 miliardi di euro. Uno scenario, quest'ultimo, che come la possibile revoca aprirebbe un lungo confronto legale con effetti negativi su Atlantia, su Aspi e su tutto il sistema autostradale italiano. Una prospettiva che oggi, per quanto remota, favorisce la vendite sul titolo della holding controllata dai Benetton.

(Il Sole 24 ore Radiocor)

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