la crisi in medio oriente e libia

Sabato Sarraj a palazzo Chigi. E lunedì Conte vola in Turchia da Erdogan

Il presidente incontrerà il premier turco. In gioco la strategia diplomatica italiana già avviata: un’azione dell’Unione europea per la de-escalation della crisi in Medio Oriente e in Libia

di Marco Ludovico


Libia, Di Maio: mettere tutti attorno a un tavolo per soluzione

2' di lettura

Il premier libico Fayez al-Sarraj sarà ricevuto sabato pomeriggio a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, secondo quanto riferito dall’ambasciatore libico presso l’Unione europea Hafed Gaddur. E lunedì Conte sarà in visita in Turchia dal presidente Recep Tayyip Erdogan.
Il presidente del Consiglio ha un programma a breve scadenza molto serrato di visite internazionali. Alcune destinazioni sono ancora da confermare ma l’obiettivo strategico è chiaro: restituire all’Italia un ruolo centrale nel Mediterraneo. Con l’emergenza in Libia tuttora ad alto rischio. Ma anche i teatri in Medio Oriente a partire dall’Iraq, dove sono schierati i nostri contingenti militari in piena fibrillazione.

La partita in gioco
Il 7 gennaio a Istanbul il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, è stato ricevuto dal collega turco Mevlut Cavusoglu. La carta italiana, al di là delle soluzioni specifiche, è la stessa da sempre: a differenza di altri Paesi possiamo parlare con tutti, vogliamo dunque il dialogo. La pressione sul governo turco, tuttavia, non può allentarsi. Il sostegno di Ankara al governo libico di al Serraj è esplicito, ma Roma ha consolidato il dialogo con il generale Haftar – ricevuto proprio l’8 gennaio a palazzo Chigi – e gli equilibri sono ancora fragili, precari. Serraj per questo ha disdetto la visita a Roma in programma giovedì scorso. Ma il dialogo con gli italiani non è stato mai interrotto. E la probabilità di un suo arrivo in visita da Conte si sta facendo di nuovo concreta. Non è escluso che sia prossima settimana.

I rischi in Libia, il ruolo di Erdogan
Il parlamento turco ha approvato l’invio di militari in Libia: è un fattore di recrudescenza delle tensioni. Del resto proprio a Misurata, dove si trova la missione italiana “Ippocrate” con l’ospedale da campo dei nostri militari, circa 350 unità, c’è anche una nutrita comunità turca. Compresi contractor e altri soggetti potenziali obiettivi di un’offensiva di Haftar. Il ministero della Difesa, guidato da Lorenzo Guerini, monitora “H 24” il teatro operativo. Il rischio è crescente ed è indispensabile, dunque, una de-escalation.

La scommessa di Conte
Il presidente del Consiglio, dunque, rafforza e alza il livello dell’azione diplomatica verso la Turchia visto il protagonismo a tutto campo di Erdogan. E non potrà che apprezzare nell’incontro di lunedì il favore già espresso dal premier turco, ma anche dal suo alleato russo Vladimir Putin, a favore di un cessate il ricorso alle armi. Più complesso sarà ottenere il riconoscimento a un’iniziativa dell’Unione europea, cavallo di battaglia del governo italiano. Ma è scontato il nostro esecutivo debba portarla avanti. Tuttavia lo strumento non è un obiettivo, il risultato finale è invece urgente più che mai: raffreddare il conflitto libico. Il rischio terrorismo e sbarchi è dietro l’angolo. Come ha sottolineato Di Maio e sa bene la titolare dell’Interno, Luciana Lamorgese.

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