l’incontro Conte-Juncker

Conti, immigrati, risparmio: tutte le partite aperte Roma-Bruxelles

di Andrea Carli

Juncker: Italia a crescita zero, problemi aumenteranno


3' di lettura

Ci sarà quel Pil dell’Italia che si accinge a chiudere a zero o lì intorno i primi tre mesi del 2019. Ci saranno quei livelli del debito pubblico che ha già definito «pericolosamente alti». Ma sul tavolo dell’incontro di martedì 2 aprile tra il numero uno della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il capo del governo giallo verde Giuseppe Conte ci saranno anche altri dossier, tutti delicati: l’immigrazione, il provvedimento per gli indennizzi dei risparmiatori, fino al futuro della Tav, l’Alta velocità Torino Lione.

La crescita zero dell’economia italiana
Il primo punto all’ordine del giorno, sicuramente quello più di attualità, a partire dalla predisposizione di due provvedimenti, Crescita e Sblocca cantieri, che questa settimana dovrebbero ottenere il via libera del Consiglio dei ministri, è quello della crescita dell’economia italiana. Una crescita che, ha messo in evidenza Juncker, «arriverà solo allo 0,2 per cento», che «è in ritardo rispetto a quella europea da vent’anni a questa parte». Nessuno, ha chiarito nelle ultime ore il ministro dell’Economia Giovanni Tria, ci chiede una manovra correttiva. È convinzione comune a Via XX Settembre che nessuna indicazione nella direzione di una manovra-bis arriverà da Bruxelles prima delle elezioni europee di fine maggio. Il giudizio della Commissione è atteso il 6 giugno, dopo la presentazione del Def nella seconda metà di aprile e dopo la tornata elettorale europea. Bruxelles potrebbe sospendere il giudizio fino alla fine di settembre, quando saranno disponibili le previsioni aggiornate su Pil, debito e deficit, per poi esprimersi nel merito in novembre, un mese dopo la presentazione della nuova manovra dal parte della maggioranza. Ma il dossier “crescita zero” è già all’ordine del giorno: avrà un ruolo di primo piano nel faccia a faccia di oggi (è di oggi l’indice Pmi Italia di marzo : nuovo minimo da maggio 2013).

Il pressing dell’Italia per cambiare le regole del diritti d’asilo Ue
Un altro dossier sul tavolo dell’incontro Conte - Juncker è un nodo “storico”, che ha rappresentato una priorità dell’esecutivo M5S-Lega fin dai suoi primi passi. È il dossier migranti, con l’Italia a premere per una gestione il più possibile condivisa a livello europeo degli sforzi sostenuti, a cominciare da una revisione del regolamento di Dublino, e L’Ue che stenta a trovare una posizione condivisa per il superamento dell’attuale sistema, che impone l’esame delle richieste d’asilo dei migranti al primo paese di sbarco (l’Italia, per la sua collocazione geografica, è in prima fila). E se il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini ha più volte puntato l’indice contro Bruxelles, Juncker ha ricordato che «noi della Commissione abbiamo aiutato molto l’Italia. A noi non piace tanto che l’Italia dica “quelli parlano e non fanno nulla”. In termini finanziari - ha aggiunto - abbiamo appoggiato ampiamente l’Italia per almeno un miliardo di euro, non di lire».

Le perplessità Ue sul decreto per gli indennizzi dei risparmiatori
Un altro tema è il decreto per gli indennizzi dei risparmiatori, su cui l’Europa ha sciolto le ultime perplessità. Si tratta di definire i criteri per erogare le somme a chi ha perso i risparmi nei casi Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara, CariChieti, Popolare di Vicenza e Veneto Banca (300mila persone coinvolte). Il decreto attuativo del Mef è più volte salvato. Nelle ultime ore è aumentato il pressing M5S e Lega su Tria affinché firmi il provvedimento. Per quanto riguarda il fondo risparmiatori, la strada è quella che passa attraverso correttivi definiti dal ministero dell’Economia al decreto crescita. L’obiettivo di questa soluzione è evitare di incappare in un nuovo braccio di ferro con l’Unione europea. L’accordo potrebbe essere trovato in tempo per il consiglio dei ministri di giovedì. Al momento la soluzione è quella di indennizzi automatici per chi non raggiunge i 35mila euro di Isee e i 10mila di patrimonio mobiliare, più un esame in commissione per gli altri.

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L’assist di Juncker per la Tav: «Ne vale la pena»
Infine - ma altri temi potrebbero entrare nel corso del confronto - sul tavolo dell’incontro di oggi tra Conte e Juncker ci sarà la Tav. Intervenuto domenica sera alla trasmissione “Che tempo che fa”, Juncker ha delineato la posizione dell’attuale Commissione su questo nodo che ha registrato non poche divergenze e scontri all’interno della maggioranza. «L’Ue - ha ricordato l’ex premier lussemburghese - concede circa 888 milioni di euro per cofinanziare il progetto della Torino-Lione. Sono stati già impegnati alcuni crediti e io desidererei che la Tav si facesse. È importante per ragioni economiche, sociali e ambientali. Ne vale la pena». Un messaggio che, a due mesi dalle Europee, è destinato a mantenere alta l’attenzione delle forze politiche di maggioranza su questa infrastruttura. A cominciare dalla manifestazione per il Sì, con imprese e sindacati, che si terrà a Torino sabato.

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