la lettera di bruxelles

Conti Italia, Ue chiede 0,2 punti Pil di aggiustamento. «Risposte chiare entro il 1° febbraio»

(LaPresse)

3' di lettura

La lettera della Commissione Ue con la richiesta di aggiustamento dei conti pubblici italiani è stata ricevuta dal ministero dell'Economia, che in queste ore la sta valutando. Secondo fonti del Mef «lo scostamento che secondo la Commissione andrebbe corretto è stimato in due decimi di punto di Pil», pari a circa 3,2 miliardi di euro: «Siamo in contatto con la Commissione e nei prossimi giorni faremo le valutazioni del caso. Se, come e quando intervenire verrà deciso dal Governo nei prossimi giorni».

Dopo l’arrivo della missiva prende posizione il Capo dello Stato Sergio Mattarella, oggi in visita ad Atene. « È giusto che l'Ue chieda agli Stati membri di avere conti in ordine e finanze a posto - ha sottolineato Mattarella nel corso di un colloquio con il presidente Prokopis Pavlopoulos - ma lo stesso rigore deve essere utilizzato anche quando gli Stati sono inadempienti sull'immigrazione e altri dossier. Lo stesso impegno ci sia per favorire la crescita e l'occupazione».

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Italia sotto osservazione dal novembre scorso
Le stesse fonti del Mef ricordano che da novembre 2016 «la Commissione europea ritiene che il bilancio dell'Italia per il 2017 possa farci deviare dal percorso pluriennale di riduzione del rapporto debito/pil e ci ha trasmesso una richiesta di intervento per assicurare la conformità del nostro bilancio». La risposta dell’Italia dovrà comunque arrivare in tempi stretti: la lettera evidenzia infatti la necessità di fornire alla commisisone Ue le richieste valutazioni per una possibile manovra di bilancio aggiuntiva entro il 1° febbraio (quando saranno pubblicate le nuove previsioni sull'andamento dei conti dei Paesi dell'Eurozona). La risposta « pubblica» del Governo italiano ai rilevi di Bruxelles dovrà altresi contenere un quadro di risposte «sufficientemente dettagliate» alle osservazioni ricevute e un «chiaro calendario» dei tempi necessari per l’adozione di contromisure.

Sulla manovra-bis il Governo prende tempo. Trattative in corso tra Roma e Bruxelles

Le trattative per evitare una manovra bis
Il documento segue alla trattativa intercorsa nei giorni scorsi tra Bruxelles e Roma sulle cifre e sui tempi per l’aggiustamento del deficit strutturale, con il Governo italiano deciso ad evitare la richiesta di presentare misure di bilancio integrative entro il primo febbraio, quando saranno pubblicate le nuove previsioni sull'andamento dei conti dei Paesi dell'Eurozona.

La lettera giunta da Bruxelles

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Se da parte italiana non sarà presentata alcuna garanzia di aggiustamento del deficit strutturale, parametro a cui è legato l'andamento del debito, non lascerebbe altra scelta che l'apertura di una procedura di infrazione Ue per debito eccessivo, che costringerebbe l'Italia ad un pesante percorso di aggiustamento dei conti.

Mef, debito stabilizzato, risultato straordinario
«Nel contesto dell'usuale interlocuzione con la Commissione, il Governo esprimerà la propria posizione, rispondendo alla lettera ed inviando il rapporto sui fattori rilevanti che giustificano la dinamica del rapporto debito pubblico/Pil» scrive il Mef commentando la lettera Ue. Il Mef tra l'altro sottolinea che il rapporto tra debito pubblico e Pil si è sostanzialmente stabilizzato. È un risultato straordinario alla luce della recessione che si è rivelata più severa di quella degli anni trenta e confrontandolo con la dinamica del debito degli altri paesi dell'Eurozona».

Nella lettera dell'Ue che il Mef pubblica sul sito «si ricorda la valutazione positiva espressa nel 2016 dalla Commissione europea e dall'Eurogruppo sul rispetto della regola del debito, - spiega il Tesoro - anche alla luce dei cosiddetti fattori rilevanti, cioè gli eventi che spiegano e giustificano l'evoluzione del debito pubblico. Come già annunciato più volte dalla Commissione, nel 2017 verrà
redatto un nuovo rapporto sul debito. La lettera di Dombrovskis e Moscovici sottolinea come, secondo le previsioni della Commissione pubblicate il 16 novembre 2016, sia necessario un consolidamento pari allo 0,2 per cento del Pil nel 2017 al fine di rispettare il percorso di conseguimento dell'obiettivo di riduzione del rapporto tra debito pubblico e Pil.

Nel contesto dell'usuale interlocuzione con la Commissione Europea, «il Governo esprimerà la propria posizione, rispondendo alla lettera ed inviando il rapporto sui fattori rilevanti che giustificano la dinamica del rapporto debito pubblico/Pil. Gli argomenti utilizzati dal Governo in passato sono almeno altrettanto validi oggi, in un contesto di perdurante e, per certi versi, accresciuta incertezza a livello europeo ed internazionale e di inflazione che persiste da troppo tempo a livelli eccessivamente bassi. Peraltro, grazie ad una strategia di politica economica volta a consolidare gradualmente le finanze pubbliche e, al contempo, a rilanciare la crescita, il rapporto tra debito pubblico e Pil si è sostanzialmente stabilizzato. È un risultato straordinario alla luce della recessione che si è rivelata più severa di quella degli anni trenta e confrontandolo con la dinamica del debito degli altri paesi dell'Eurozona».

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