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Ferrari, riviste al rialzo le stime sul 2019. Accordo con Armani

Il Cavallino chiude il trimestre con utili netti a 169 milioni, in calo del 41% sullo stesso periodo del 2018 ma migliore delle aspettative. Con la casa di Re Giorgio intesa «a lungo termine» per «alzare gli standard» dei prodotti del Cavallino. Dalla diversificazione del brand il 10% della redditività in 7-10 anni

di Al.An.


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La Ferrari Portofino

6' di lettura

Titolo su fino al 7% al Nyse e a Milano, dove è stato ritoccato il record storico con 155,15 euro ad azione. Lo sprint è arrivato in scia alla conference call in cui il ceo di Ferrari, Louis Camilleri, presentando i conti del terzo trimestre 2019, ha confermato che la casa di Maranello ha «alzato la guidance», riflettendo «il buon momento del core business». Camilleri ha anche annunciato una strategia molto forte sul piano del marketing e di diversificazione del brand svelando, tra l'altro, un accordo con Armani.

Diversificazione, si riparte da Armani e Bottura
Con il gruppo italiano più noto del Fashion l’intesa è «a lungo termine» e ha alla base l'intenzione di «alzare gli standard di tutti nostri prodotti» con una concentrazione sul “Made in Italy”. La diversificazione del marchio Ferrari si basa su tre pilastri: una gamma di prodotti «con il Dna Ferrari» per gli amanti del marchio; divertimento per i tifosi; prodotti e servizi esclusivi per i proprietari di auto Ferrari. In questa ottica ci sarà una revisione dei negozi in franchising e dell'attuale gamma di prodotti offerti.

Gli accordi di licenza saranno ridotti di circa il 50% e Camilleri ha specificato che il 20% già è stato concluso o non sarà rinnovato. Ci sarà anche un taglio del 30% dei prodotti a marchio Ferrari, cui la Casa di Maranello partecipa al 50%. Ovvero, si troveranno un numero minore di prodotti collaterali a marchio Ferrari ma saranno Made in Italy e più esclusivi. Inoltre, Ferrari punta anche ad allargare le attrazioni (musei, parchi a tema) su licenza.

«Dalla brand extension stimo il 10% della redditività totale in 7-10 anni», ha detto Camilleri. Tra l’altro Ferrari aprirà «a breve» un ufficio a Milano per seguire lo sviluppo del marchio. «Per assicurare la perfetta e coerente esecuzione» della diversificazione del brand «abbiamo messo insieme un team con esperienza e dedicato» a questo.

E tornando a Maranello, Camilleri ha anche annunciato che Ferrari aprirà un ristorante con lo chef stellato Michelin Massimo Bottura. L'apertura è prevista a fine 2020. Il ristorante sarà nella sede storica, negli stessi locali dell'attuale “Cavallino”, che quindi cambierà gestione.

I dati del trimestre
Ferrari chiude il Q3 con utili netti a 169 milioni. Il dato è in calo del 41% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso ma è migliore delle attese degli analisti (il consensus degli analisti S&P Market Intelligence indicava 163 milioni di utile). Bene anche sul fronte dei ricavi: il trimestre si è chiuso con 915 milioni di fatturato (+9%). Oltre le attese di consensus a 889 milioni.

La società, come si diceva, ha annunciato una revisione al rialzo delle previsioni sul 2019: la stima sui ricavi netti passa così da 3,5 a 3,7 miliardi; quella sull’Ebitda Adjusted da 1,2-1,25 miliardi a 1,27 miliardi; quella sull’Ebit (risultato operativo) da 0,85-0,9 miliardi a 0,92 miliardi; l’utile diluito adjusted per azione (EPS) passa da da 3,50-3,70 a una forchetta compresa tra i 3,70 e 3,75 euro per azione. Rivista al rialzo anche la previsione sul free cash flow industriale che passa da 0,55 miliardi a 0,6 miliardi.

Ferrari F8 Spider

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Un nuovo modello a Roma la prossima settimana
Il terzo trimestre del 2019 è stato «un altro forte trimestre» con «gli ordini che restano alti», ha commentato Camilleri, sottolineando che «abbiamo alzato la guidance» che riflette «il buon momento del nostro core business». Infatti, ha ricordato il ceo del Cavallino, nel 2019 sono previsti 5 lanci di nuove vetture, quattro già svelate, mentre il quinto sarà presentato la prossima settimana in un evento a Roma. «Siamo molto eccitati per le caratteristiche di questo nuovo modello», ha detto Camilleri.

«Nei nove mesi gennaio-settembre 2019 le consegne di Ferrari sono state di 7.755 unità - si legge nel comunicato - in rialzo del 13% rispetto ai primi nove mesi del 2018. I ricavi sono saliti del 10% a 2,839 miliardi di euro, l'ebitda dell'11% a 936 milioni (+11% adjusted) con il margine adjusted al 33%, in aumento di 40 punti base. L'ebit è salito dell'11% a 698 milioni (+11% l'adjusted), con il margine adjusted a 24,6%, in crescita di 10 punti base. L'utile netto dei nove mesi è sceso dell'11% a 533 milioni di euro (+17% adjusted), con l'eps pari a 2,82 euro (-10%), e l'eps diluito adjusted pari a 2,81 euro (+18%)».

Portofino e 812 Superfast le più richieste
Per quanto riguarda il terzo trimestre «l'aumento delle consegne (+9,4%) di vetture è stato trainato dall'aumento pari al 9,5% delle vendite dei nostri modelli a 8 cilindri (V8) e dall'aumento pari all'8,9% dei nostri modelli a 12 cilindri (V12). La performance dei modelli è stata guidata in particolare dai solidi livelli delle consegne della Ferrari Portofino e della 812 Superfast. Ciò è stato in parte compensato dai minori volumi della famiglia 488, con la fine produzione della 488 GTB e della 488 Spider in parte controbilanciata dalla 488 Pista e dal progressivo aumento delle consegne della 488 Pista Spider. Verso la fine di settembre sono iniziate anche le prime consegne delle Ferrari Monza SP1 e SP2».

Nella regione Emea «le consegne sono salite del 14% a 1.143 unità, nelle Americhe sono state stabili a 772 unità, mentre nell'area Cina Continentale, Hong Kong e Taiwan sono scese del 2% a 159 unità, per effetto della decisione di concentrare le consegne ai clienti nella prima parte dell'anno prima dell'introduzione anticipata di nuove normative sulle emissioni. La regione Resto dell'Apac ha registrato un aumento del 23,1% a 400 unità».

Ferrari 812 Gts, il ritorno della spider a 12 cilindri

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Per quanto riguarda i ricavi del terzo trimestre «nel dettaglio, per la parte Automobili e parti di ricambio la crescita dei ricavi è stata del 14,8% a 708 milioni di euro, grazie alla crescita della Ferrari Portofino, della 812 Superfast, della 488 Pista e all'accelerazione delle consegne della 488 Pista Spider, in parte compensato dal calo delle vendite della 488 GTB e della 488 Spider, giunte a fine produzione, e dalle consegne dell'edizione strettamente limitata Ferrari J50 nel 2018. Un contributo positivo alla crescita dei ricavi è stato apportato anche dai programmi di personalizzazione. I ricavi dei motori (46 milioni, -34,3%) hanno continuato a riflettere la diminuzione delle consegne a Maserati. I ricavi da sponsorizzazioni, proventi commerciali e relativi al marchio (135 milioni, +5,8% a cambi correnti o +3,9% a cambi costanti) hanno evidenziato una lieve crescita per effetto dell'aumento dei ricavi generati dalle attività di Formula 1. I cambi, inclusi quelli di transazione, di conversione e comprensivi delle operazioni di copertura, hanno avuto un impatto positivo per 17 milioni di dollari».

Free cash flow trascinato dall’ebitda adjusted
Nel trimestre chiuso al 30 settembre 2019 «il free cash flow industriale è stato pari a 138 milioni di euro ed è stato trainato principalmente dall'ebitda adjusted, compensato in parte da investimenti pari a 145 milioni di euro. Dopo il riacquisto di azioni proprie per 303 milioni di euro completato nei primi nove mesi del 2019 e la distribuzione di dividendi pari a 195 milioni di euro, l'indebitamento industriale netto al 30 settembre 2019 è pari a 369 milioni di euro, rispetto a 370 milioni al 31 dicembre 2018. Le passività per leasing derivanti dall'adozione dell'IFRS 16 al 30 settembre 2019 sono rimaste praticamente invariate a 63 milioni di euro. Dopo la chiusura del terzo trimestre, nell'ambito del programma di riacquisto di azioni ordinarie, dal 1 ottobre 2019 al 25 ottobre 2019, la società ha acquistato altre 316.283 azioni ordinarie per un esborso complessivo di 43,3 milioni di euro. Come risultato, al 25 ottobre 2019, la società deteneva in tesoreria un totale di 8.373.857 azioni ordinarie. Alla stessa data la società deteneva il 3,26% del capitale sociale totale emesso includendo le azioni ordinarie e le azioni speciali e al netto delle azioni assegnate ai sensi del piano di incentivazione azionaria». (Al.An.)

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