UNIONE EUROPEA

Conti pubblici, oggi la pagella della Commissione Ue sull’Italia: «Discesa debito troppo lenta»

di Redazione online

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2' di lettura

È il giorno della pagella della Commissione Ue sui conti pubblici italiani. È attesa per oggi l’opinione di Bruxelles sulla legge di Bilancio 2018 che sottolinea il rischio di non rispetto delle regole del Patto di stabilità. L’opinione sarà accompagnata da una lettera di richiamo dell’Italia, nella quale dovrebbero essere messi in evidenza due elementi: il debito pubblico del paese è troppo alto e il deficit strutturale migliora solo marginalmente come indicato già nelle previsioni economiche. «Il debito italiano può essere fonte di stabilità», ha sottolineato ieri il vicepresidente della Commmissione Valdis Dombrovskis.

«Discesa troppo lenta del debito pubblico»
La Commissione ribadirà i messaggi già lanciati dai commissari nelle scorse settimane: il Governo italiano deve fare di più per abbattere il debito, e deve farlo entro la primavera perché ci sarà un nuovo esame su questo parametro. Con il rischio, come l’anno scorso, che si apra una procedura d’infrazione se la deviazione dei conti continuerà a essere giudicata eccessiva. L’esecutivo comunitario dovrebbe posticipare a maggio il parere sulla manovra.

L’ipotesi: posticipare a maggio il parere sulla legge di Bilancio
Quest’anno il nuovo esame a maggio può anche essere letto come un messaggio di Bruxelles alle forze politiche che si avviano alla campagna elettorale: il nuovo Governo, qualunque esso sia, ha già degli impegni di risanamento da rispettare. Il giudizio Ue ricorderà le cifre dello scostamento.

Il deficit strutturale migliora solo marginalmente
Si guarda al saldo strutturale, che nel 2017 peggiora di 0,4 punti di pil, e nel 2018 migliora soltanto di uno 0,1. Lo 0,3 promesso dal Governo, non compare nell’orizzonte della Commissione, che per una diversa metodologia di calcolo lo valuta soltanto in 0,1. In sostanza, tra il peggioramento del 2017 e il piccolo miglioramento del 2018, mancherebbe ancora uno 0,3. Da trovare entro il nuovo esame di maggio, altrimenti il rapporto sul debito (126.3) dovrà certificare la deviazione eccessiva, con apertura della procedura. Ma l’intenzione di Bruxelles non è punitiva, in tutti questi anni ha sempre dimostrato di privilegiare il dialogo. Quindi, nella lettera che accompagnerà l’opinione, incalzerà il Governo su quello che esso stesso ha promesso, ma senza quantificare nuove misure aggiuntive.

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