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Contingentamento in Aula, ma si valuta il dibattito a distanza in commissione

Mentre in Aula i deputati si mettono in fila per votare, la Giunta per il regolamento valuta il dibattito a distanza per le commissioni

di Emilia Patta

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(ANSA)

Mentre in Aula i deputati si mettono in fila per votare, la Giunta per il regolamento valuta il dibattito a distanza per le commissioni


3' di lettura

Discussione generale a ranghi ridotti, con soli 5 deputati per gruppo oltre a quelli iscritti a parlare. Nessun voto sugli emendamenti, alla cui presentazione tutti i gruppi hanno rinunciato, ma solo illustrazione degli ordini del giorno. Infine ingresso scaglionato per ordine alfabetico per il voto finale: anche i deputati saranno in fila, come al supermercato.

Fico stabilisce il «contingentamento»
L'Aula della Camera si riunisce per dare il via libera alla conversione del decreto sulla riduzione della pressione fiscale del lavoro dipendente già approvato dal Senato e risalente al periodo precedente all'emergenza coronavirus. Le modalità di voto sono state comunicate nelle scorse ore ai deputati dal presidente della Camera Roberto Fico, e le disposizioni risentono della drammaticità del momento che sta vivendo il Paese. Escluso per ora il voto a distanza come già avviene in Spagna e nel Parlamento europeo (bisognerebbe cambiare i regolamenti parlamentari e secondo alcuni ci sono comunque impedimenti costituzionali), si va avanti con il “contingentamento” già sperimentato per il via libera allo scostamento dal deficit l’11 marzo.

In Aula il 55% dei componenti
«Secondo le intese intercorse tra tutti i Gruppi è stato convenuto di limitare - secondo modalità analoghe a quelle già sperimentate lo scorso 11 marzo - le presenze dei deputati (in particolare, per ciascun Gruppo dovrebbe essere presente un numero di deputati pari a circa il 55% della consistenza numerica del Gruppo stesso), in modo da rispettare la proporzionalità nel rapporto tra i presenti tra deputati di maggioranza e di opposizione, nel contempo assicurando il requisito del numero legale ai fini della validità della votazione», si legge nella lettera di Fico ai deputati.

Deputati in fila: la «chiamata» in ordine alfabetico
«Inoltre, allo specifico fine di evitare assembramenti anche all’esterno dell'Aula (Transatlantico, Cortile d'onore) - prosegue la lettera di Fico ai deputati - sono state stabilite le seguenti fasce orarie per l’accesso in Aula sulla base dell'ordine alfabetico dei cognomi dei deputati: «ore 14.45 : lettere A -B; ore 15.00 : lettera C; ore 15.15 : lettere D-E-F; ore 15.35 : lettere G-I-L; ore 15.50 : lettere M-N-O; ore 16.05 : lettere P-Q-R; ore 16.20 : lettere S-T-U; ore 16.35: lettere V-Z».

E intanto la Giunta valuta il lavoro a distanza per le Commissioni
Tuttavia, anche per il pressing di molti parlamentari (sono arrivate a 89 le firme dei deputati per introdurre l'innovazione di lavori «agili»), la Giunta per il regolamento si riunirà nelle prossime ore, su proposta di Fico, per valutare la possibilità di alleggerire almeno i lavori delle commissioni. Lo stesso presidente della Camera ha chiarito di non avere preclusioni ideologiche contro il voto a distanza: «Io sono convinto che è giusto dibatterne, domani ho riunito la Giunta per il regolamento e si inizierà a parlare di qualche innovazione nel lavoro delle Camere. Ma è un dibattito che deve rimanere nel perimetro costituzionale e regolamentare». Già, perché mentre le audizioni in commissione possono essere fatte a distanza, per poter effettuare on line anche il dibattito e la presentazione degli emendamenti occorre una modifica dei regolamenti: se ci sarà l'unanimità un parere in tal senso potrà essere votato subito. Per il voto, invece, prevale l’ipotesi della presenza fisica anche per le commissioni, da riunire direttamente nell'Aula (o nell’auletta dei gruppi) per assicurare la distanza di sicurezza.

Il pressing del Pd (e non solo) per il voto a distanza. E una proposta
«Se il tempo dell'Aula è così contingentato - commenta la deputata dem Lia Quartapelle – è ancora più urgente che si facciano lavorare da remoto almeno le commissioni». Tra gli 89 firmatari dell'appello a Fico ci sono deputati di tutti i gruppi parlamentari, ma è soprattutto dal Pd – con Stefano Ceccanti ed Emanuele Fiano – che viene il pressing. «Mi auguro che la Giunta per il regolamento trovi nelle prossime ore modalità innovatrice di lavoro decisamente più convincenti di quelle che, sia pure con consenso unanime e con grande buona volontà, ci sono state proposte finora», commenta Ceccanti. E per il futuro propone una modifica costituzionale: l’istituzione di una Bicamerale speciale con poteri deliberanti durante lo Stato di emergenza, deliberato da apposita dichiarazione a maggioranza qualificata.

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    Emilia Pattacapo servizio

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: storia dei partiti, teoria politica, diritto parlamentare, diritto costituzionale, sistemi elettorali

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