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Continua a crescere l’industria italiana del cartone ondulato

di Marco Morino


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3' di lettura

I fabbricanti di cartone ondulato possono essere moderatamente soddisfatti. Nel 2016 la produzione nazionale complessiva - in superficie - ha sfiorato i 6,6 miliardi di metri quadrati (in peso 3,7 milioni di tonnellate), con una crescita dell’1,8% sul 2015. Il cartone ondulato è uno dei materiali da imballaggio più sostenibili in circolazione, duttile, resistente ed estremamente versatile. Caratteristiche che ne fanno il packaging ideale per la protezione e il trasporto dei prodotti.

A conferma della buona salute del settore, il fatturato delle aziende che lo compongono ammonta a circa 3,8 miliardi di euro. A dispetto di un contesto economico nazionale non sempre roseo, l'industria del cartone ondulato si mantiene dunque stabile e in forze, garantendo occupazione a circa 15 mila addetti. «Con il bilancio 2016 si chiude il quarto risultato positivo consecutivo negli ultimi anni - dichiara il presidente Amelio Cecchini, presidente di Gifco (Gruppo italiano fabbricanti di cartone ondulato) –. La crescita produttiva è una conferma di come il nostro sia un comparto in salute, veicolo fondamentale per l’industria italiana, con un ruolo fondamentale nella valorizzazione dell'export e nella competitività del prodotto made in Italy».

«I segnali positivi non si arrestano – continua il presidente di Gifco - nel primo trimestre 2017, infatti, la produzione in metri quadri è cresciuta del 3,8% rispetto ai primi tre mesi del 2016». L’Italia si conferma il principale produttore di cartone ondulato a livello europeo, dopo la Germania.

La mappa produttiva

Gifco, da parte sua, associa 70 stabilimenti che producono cartone ondulato e 353 scatolifici. In Italia, quasi la metà della produzione nazionale di cartone ondulato si concentra tra Lombardia (che con una quota del 23,7% si conferma nel 2016 la regione più produttiva), Emilia-Romagna e Marche (che insieme rappresentano il 22,9% della produzione nazionale). Seguono come aree produttive il Triveneto (17,2% di quota di mercato), Toscana (14,1%), Sud e Isole (8,9%), Lazio-Umbria-Abruzzo (7,2%) e in coda Piemonte-Liguria-Valle d'Aosta (5,9%).

I settori di impiego

Guardando ai settori di sbocco, l’alimentare (ortofrutta, prodotti freschi e lavorati, bevande, pesci, carni e polli) risulta ancora la destinazione primaria di questo materiale, con una quota di mercato in crescita che si attesta al 58,3%. Il restante 41,7% delle scatole in circolazione nel 2016 è stato utilizzato dai comparti non food, dagli elettrodomestici all'edilizia, dall'industria metalmeccanica a quella farmaceutica, dall'arredamento, all'igiene, al cosmesi e la pulizia per la casa. Da segnalare, nello sviluppo del comparto del cartone ondulato, il peso sempre più rilevante delle vendite online. «L’e-commerce è un settore fondamentale per lo sviluppo della nostra filiera, laddove il cartone ondulato è il packaging per eccellenza per le spedizioni dei beni acquistati online», sottolinea il presidente di Gifco.

Rispetto per l’ambiente

Il cartone ondulato è il materiale da imballaggio naturale ed eco-sostenibile per eccellenza. Negli anni l’impegno dei produttori associati a Gifco si è concentrato progressivamente verso la riduzione dell'impiego di materie prime: il peso medio del cartone ondulato è oggi di 566 grammi per metro quadro, quando nel 2000 era di 605 grammi.

Questo comparto può vantare anche un altro importante pregio: essere un attore fondamentale nel circolo virtuoso del riciclo di carta e cartone. Oggi l’80% degli imballaggi prodotti dalle aziende associate a Gifco è realizzato con carta riciclata. A loro volta gli imballaggi giunti a fine vita sono riciclabili nella loro totalità: grazie al lavoro di Comieco, il consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica, ogni anno in Italia l’89% degli imballaggi di carta e cartone vengono avviati a recupero, l’80% a riciclo.

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