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Continua la crescita della pasta Solo Sardo: accordi con la Gdo e lo sbarco in Olanda

di Davide Madeddu

La filiera. La pasta prodotta con grano sardo al “cento per cento”

3' di lettura

L’idea di produrre pasta e pane con grano cento per cento sardo ha funzionato. E i primi due anni della coop, nata per valorizzare il grano coltivato in Sardegna, hanno viaggiato all’insegna della crescita, nonostante la crisi dettata dall’emergenza pandemica. A portare avanti questa sfida, che mette assieme 23 cerealicoltori sardi e Coldiretti Sardegna è Isola Sarda, cooperativa costituita nel 2019 e oggi presente con i suoi prodotti nei supermercati dell’isola e in alcuni centri dell’Olanda. «Il progetto nasce perché come Coldiretti cercavamo di fare qualcosa per valorizzare il grano sardo, verso cui c’era quasi una totale sfiducia – racconta Marco Locci, presidente di Isola Sarda e vice direttore di Coldiretti –. Abbiamo deciso di seguire una strada che potesse mettere assieme qualità e sostenibilità con in più il fattore chilometro zero».

Primo passo concreto, dopo una serie di interlocuzioni e uno studio del mercato e sulla qualità della materia prima, un incontro con 23 produttori e l’adesione a quella che poteva sembrare una scommessa, a 15 giorni dalla mietitura. «Siamo partiti a costo zero – racconta –. Nel senso che nessuno ha messo denaro. Unico investimento, 50 quintali di grano, del valore di circa mille euro». Quindi il passaggio al mulino per la consegna del grano in conto lavorazione. «Quanto abbiamo fatto questo passaggio la coop era in fase di costituzione, ma siamo riusciti ad andare avanti». Quindi la costituzione dell’azienda e l’avvio del programma che mette assieme produttori sparsi in diversi centri dell’isola: Medio Campidano, Marmilla, Nurra e Sedini. Primo step per la commercializzazione, le piazze di Campagna amica di Coldiretti. Il primo successo per la pasta “Solo sardo” perché prodotta con materia prima «al cento per cento della Sardegna». Anzi, come rimarcano alla cooperativa, quasi a chilometro zero, dato che tra i campi e i silos dove viene portato il grano la distanza non supera neppure i cento chilometri. «È tutta produzione locale – aggiunge il presidente – valorizzando al massimo la nostra filiera». Neppure il Covid e la chiusura dei mercatini ha messo in crisi l’attività della coop che, nonostante le restrizioni è riuscita a pareggiare i conti anche durante l’anno del lockdown. Con l’allargamento delle maglie e la ripresa delle diverse attività produttive è arrivato il rilancio della produzione e della vendita. E l’ingresso nelle diverse catene della Gdo dell’isola. «Abbiamo stretto alcuni accordi in diversi centri – argomenta ancora – e questo ci permette di andare avanti valorizzando il prodotto che punta molto sulla qualità. Basti pensare che da cento chili di grano produciamo solo 50 chili di pasta trafilata al bronzo e senza ceneri». Attualmente la produzione di grano che i soci conferiscono è di circa 1.500 quintali da cui si ricavano 750 quintali di pasta, in diversi formati. Non solo, nel panorama di prodotti ci sono anche altre specialità, come il pane carasau. «Abbiamo chiuso un rapporto di collaborazione con un panificio per la produzione di questo pane e di altre specialità – aggiunge ancora Locci – e contiamo di crescere ancora». L’avvio della coop e l'inizio della produzione “segna”anche una svolta nel settore che riguarda la coltivazione e la produzione.

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Le scommesse per la cooperativa, con sede legale a Cagliari, non si fermano al solo mercato sardo. L’azienda, attraverso i programmi di internazionalizzazione attualmente attivi, ha in campo una serie di iniziative all'estero. «Abbiamo fatto qualche fornitura in Olanda attraverso la rete dei cuochi – aggiunge Locci - e ora puntiamo sui progetti di internazionalizzazione. Non a caso nelle etichette stiamo prevedendo anche la traduzione nelle varie lingue».

All'orizzonte poi una ulteriore crescita e valorizzazione del processo di filiera, con altri passaggi. «Il potenziale è elevato si sta pensando anche ad altri passaggi. Un progetto in divenire che potrebbe ampliare volumi è quello di fare un’Op del grano. Una struttura che ci permetterebbe di valorizzare ulteriormente materia prima e prodotti. Il tutto finalizzato a massimizzare il rapporto mutualistico con il socio e ridare il valore al prodotto in Sardegna».

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