Oggetti del desiderio

Continua la leggenda dell'orologio sportivo più famoso al mondo: un nuovo capitolo della saga

La storia del Submariner comincia da lontano, da quando la casa della corona creò il suo primo modello impermeabile. Vi dice niente il nome Mercedes Gleitze?

di Paco Guarnaccia

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La nuotatrice britannica Mercedes Gleitze.

3' di lettura

L'Oyster Perpetual Submariner di Rolex è tornato ed era un ritorno attesissimo dagli appassionati anche perché quando si parla di Submariner, si parla dell'orologio sportivo più famoso di sempre.

Per capire come la casa della corona è arrivata a realizzarlo (per poi coltivarne il mito negli anni), bisogna andare all'inizio del 900, quando al fondatore di Rolex, Hans Wildorf, apparve subito chiaro quale avrebbe dovuto essere il passo decisivo per portare l'orologeria nella modernità: creare modelli impermeabili. Ecco che gli anni 20 del secolo scorso furono un susseguirsi di conquiste. Su tutte l'introduzione della cassa Oyster del 1926 capace, come l'ostrica di cui prende il nome, di chiudersi ermeticamente, grazie a un sistema brevettato fondato su una trinità di componenti (lunetta, corona e fondello) ben avvitati alla carrure. Wildorf si distinse non solo per la sua visione in termini di prodotto, ma anche come genio del marketing. E infatti, quale modo migliore per promuovere la sua rivoluzionaria creazione se non quello di legarla a uno degli eventi più sensazionali dell'epoca?

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L'occasione che si presentò fu l'annunciato tentativo di attraversamento a nuoto del canale della Manica da parte di Mercedes Gleitze, una 27enne nata a Brighton che aspirava a diventare la prima inglese a compiere quell'impresa. A lei venne dato in dotazione un Oyster. Il 7 ottobre del 1927 la Gleitze riuscì nel suo intento (qualche anno più tardi fu anche la prima al mondo ad attraversare e a nuoto lo Stretto di Gibilterra). Un successo anche di Rolex, il cui orologio non smise mai di funzionare durante le bracciate poderose della nuotatrice e che, con la conquista dell'impermeabilità testata sul campo e sotto gli occhi del mondo, portò l'orologeria nella modernità.

Nel 1953 l'azienda mise un altro tassello fondamentale nella creazione del mito, presentando Submariner, un orologio che non prometteva solo una “normale” impermeabilità, ma addirittura alzava l'asticella talmente in alto da assicurare una resistenza fino alla profondità di 100 metri. E non solo. Perché a questa nuova prestazione aggiunse una serie di caratteristiche tecniche ed estetiche, come la lunetta girevole graduata per permettere di calcolare i tempi d'immersione e un quadrante dalla leggibilità immediata, che fecero di Submariner uno strumento professionale subacqueo a 360° e la pietra di paragone per questa categoria di orologi. Con l'evoluzione della tecnologia, negli anni sono state introdotte molte migliorie e modifiche che hanno permesso a Subamariner di aumentare le sue performance: nel 1969 venne introdotta la versione con datario a finestrella e nel 1979 la sua impermeabilità raggiunse i 300 metri.

Fino ad arrivare ai quattro modelli lanciati quest'anno, che mantengono le caratteristiche distintive della collezione, ma con novità tecniche ed estetiche: alcune condivise in tutte le versioni. La dimensioni della cassa Oyster, ad esempio, è passata dai 40 mm ai 41 mm di diametro.

Il nuovo Submariner con cassa in acciaio Oystersteel di 41mm di diametro, impermeabile fino 300 metri di profondità. Prezzo: 7.750 euro.

La cassa ha un'impermeabilità di 300 metri, grazie a un fondello avvitato usando uno strumento esclusivo di Rolex che permette, solo a chi è autorizzato, di aprirla, e alla corona Triplock che è dotata di un sistema che attesta una resistenza ai liquidi tre volte più alta del normale. Il primo modello tra i nuovi Submariner ricorda l'orologio che ha dato inizio a questa legacy leggendaria, con cassa e bracciale in acciaio Oystersteel, quadrante nero senza datario e il disco della lunetta sempre nero. Ma il suo movimento automatico è totalmente inedito. Si tratta del calibro 3230 completamente realizzato in-house che può contare su uno scappamento di proprietà di Rolex chiamato Chronergy (una speciale lega in nichel e fosforo), grazie al quale non risente in nessun modo dei campi magnetici che quindi non ne pregiudicano la marcia. Di questo stesso componente è dotato anche il recente calibro 3225, anch'esso automatico e di manifattura, che per la prima volta anima i Submariner, ma le tre versioni Date. Entrambi i movimenti hanno 70 ore di riserva di carica e si fregiano della certificazione di Cronometro Superlativo. Restando ai Submariner Date, la prima declinazione ha cassa e bracciale in acciaio Oystersteel e lunetta con disco verde, la seconda è in acciaio Oystersteel e oro giallo Rolesor con disco blu con inserti in oro e, infine, la terza è in oro bianco con disco blu.

Su tutti i Submariner, il disco graduato della caratteristica lunetta monoblocco è in una ceramica di ultima generazione, realizzata direttamente dalla maison, chiamata Cerachrom e il quadrante è, come da tradizione, ad alta leggibilità. Anche in condizione di oscurità, merito del materiale luminescente inserito su lancette, indici (e sullo zero della scala graduata sulla lunetta) che al buio crea un effetto luce di colore blu. La Corona ha sempre il suo Re.

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