caro benzina

Continua la protesta dei gilet gialli in Francia. Il bilancio sale a 400 feriti

Gilet gialli contro Macron, un morto e centinaia feriti


3' di lettura

Sono scesi in piazza sabato e tornati a protestare domenica contro l’aumento delle accise sui carburanti contenuto nella Finanziaria 2019 di Macron paralizzando il Paese. È salita oltre le previsioni la mobilitazione dei “giubbini gialli”, movimento nato sui social network che poi ha organizzato manifestazioni in strada, contro il caro-benzina in particolare il diesel ache entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio: più di 2.000 i blocchi stradali, con 300mila partecipanti, secondo le cifre fornite dal ministero dell'Interno.

Continuano i blocchi e scende al 25% la popolarità di Macron
Nella notte 3.500 gilet gialli sono rimasti in azione. Stamattina i blocchi sono già 150 sulle autostrade. Particolarmente prese di mira dalla protesta le autostrade A10 e A7, nel centro del Paese. La mobilitazione resta forte nelle regioni, soprattutto nel nord, dove è in corso un'”operazione-lumaca” sulla A1, l'autostrada che da Parigi porta in Belgio. Nel Pas-de-Calais, i dimostranti hanno occupato i caselli autostradali lasciando passare gratuitamente le auto.

Raggiunta dalle proteste anche Disneyland , il parco divertimenti a una trentina di chilometri da Parigi, dove si sono insediati attorno alle barriere di ingresso. I manifestanti, sorvegliati dalla polizia, bloccano sette dei nove accessi e fanno entrare i visitatori dagli altri due, gratuitamente.

Emmanuel Macron perde altri 4 punti a novembre nei sondaggi di popolarità. Secondo una ricerca Ifop, pubblicata dal Journal du Dimanche, tocca il suo minimo assoluto con il 25% di popolarità.

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Il governo: nessun passo indietro sulla tassa del carburante
Il ministro della Transizione ecologica, François de Rugy, in un'intervista a Le Parisien, conferma l'entrata in vigore della tassa sul carburante dal 1 gennaio, destinata, nelle intenzioni del governo, a ridurre gli effetti del cambiamento climatico. “Siamo stati eletti per risolvere i problemi che ci eravamo lasciati alle spalle e continueremo a farlo senza sosta. Bisogna assolutamente uscire da questa trappola delle auto, del petrolio e del diesel in cui ci siamo rinchiusi da troppo tempo”, ha aggiunto il ministro. Sulla protesta in tutta la Francia, da cui è partita anche la richiesta di dimissioni al presidente Emmanuel Macron, de Rugy ha detto: “C'è un'attesa molto forte di risultati, che è molto difficile da soddisfare in 18 mesi. E non è certo capitolando davanti alle difficoltà che riusciremo a farlo”.

Il bilancio di sabato
Sabato ci sono stati anche incidenti. Il bilancio è un morto, (una manifestante di 63 anni investita da un’autombile a un blocco stradale a Pont-de-Beauvoisin in Savoia) 409 i feriti, di cui 14 gravi, 282 gli arresti. Tensione anche a Parigi dove la polizia ha arrestato un uomo mentre i manifestanti sfilavano sugli Champs-Elysees, chiusi al traffico.

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Con la piazza piena la polizia aveva cercato di respingere le persone in direzione della Senna per impedire che si avvicinassero alla presidenza. La manifestazione non era stata autorizzata dalla prefettura. Dai video postati da alcuni “gilet gialli” su Twitter, emerge che gruppi di manifestanti avevano formato una catena umana per impedire che i casseurs infiltrati nella protesta potessero attaccare la polizia e scatenare incidenti.

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Caos anche al traforo del Monte Bianco
Sabato ci sono stati lanciati gas lacrimogeni a poche centinaia di metri dal traforo del Monte Bianco, tra la Francia e l'Italia, per sgomberare alcune decine di manifestanti che bloccavano completamente l'accesso al tunnel. A seguito dei tafferugli sul lato francese del traforo Monte Bianco, era stato disposto il temporaneo blocco del transito dei mezzi pesanti nel tunnel. Regolare il transito delle auto.

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