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Continua il rilancio della Nobento: cresce la rete degli store

Pianificato un investimento di 50 milioni: ad Alghero un nuovo stabilimento

di Davide Madeddu

Pianificato un investimento di 50 milioni: ad Alghero un nuovo stabilimento


2' di lettura

Innovazione e fattore umano. Ma anche gioco di squadra e investimenti per il futuro che nell’arco di un triennio puntano ad arrivare a 50 milioni di euro. Sono questi gli ingredienti fondamentali. «La crisi è superata e quest’anno, nonostante l’emergenza Covid, il bilancio si chiuderà con 20 milioni di fatturato e un primo utile dopo cinque anni di buio». A parlare è Andrea Alessandrini, l’amministratore delegato della Nobento, azienda di serramenti rilevata e rilanciata cinque anni fa nella zona industriale di Alghero.

Dalla sede dell’impresa che conta poco più di 160 lavoratori diretti e un indotto di circa 200 addetti traccia un bilancio dell’attività, e guarda al futuro con ottimismo, nonostante l’emergenza sanitaria. «Se penso che nel 2015 l'azienda era quasi pronta a portare i libri in tribunale e vedo i risultati di oggi, posso dire che abbiamo vinto la sfida e quest'anno si svolta - dice -. Stiamo inaugurando i Nobento store che non sono negozi in franchising, ma attività che restano sempre del proprietario solo che avranno la possibilità di giovarsi del supporto di Nobento». Compreso il sistema per la pubblicizzazione attraverso programmi di geolocalizzazione, i social e gli altri mezzi di comunicazione.

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Intanto gli spazi aperti, distribuiti in tutta Italia, saranno 30 mentre «entro la fine dell’anno saranno 50». Tutti collegati in rete e tutti all'interno di un sistema digitalizzato. «Ogni store ha a disposizione un totem dove vengono aggiornate in tempo reale le produzioni della Nobento - argomenta ancora - e tutto viene guidato da un’unica sede». E proprio la digitalizzazione ha contribuito alla crescita dell’azienda anche durante il periodo del lockdown. «Attraverso una serie di videoconferenze siamo riusciti a chiudere gli accordi sugli store».

C’è poi la svolta green legata all’accordo che il manager ha ribattezzato «Sardegna Turchia». «Abbiamo siglato un’intesa con una multinazionale turca che ha duemila dipendenti - dice - che ci fornisce il materiale per costruire serramenti a basso impatto ambientale dato che sono composti per il 30% di pvc e il 70% resina e legno riciclato». Il riferimento è all’accordo con la multinazionale turca Adopen, colosso nell’estrusione del Pvc e nei materiali ad alte prestazioni e basso patto ambientale. Nell’immediato vi è l’opzione 110% e un accordo con un’azienda di Bolzano per la cessione del credito.

Forte di una squadra di dipendenti che vive la fabbrica come una grande famiglia, («Recentemente i lavoratori sono rimasti sino a mezzanotte per rimediare ai danni provocati dal maltempo» racconta) il gruppo guarda al futuro con un piano di investimenti che per il prossimo triennio punta a mettere in campo 50 milioni. L’obiettivo è quello di realizzare la «cittadella dei serramenti». «Attualmente siamo in uno spazio di 10mila metri quadrati - prosegue ancora - e il progetto che intendiamo portare avanti prevede un investimento per uno spazio di 25 mila metri quadrati».

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