ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùMorti bianche

Continua la strage sul lavoro: altre quattro vittime

Quattro persone hanno perso la vita in altrettanti incidenti avvenuti in Sardegna, Trentino, Emilia-Romagna e Piemonte

di Davide Madeddu

(ANSA)

2' di lettura

Ancora morti bianche. Tre persone, un giovane di 23 anni, uno di 39 e un operaio di 60 hanno perso la vita in altrettanti incidenti avvenuti in Sardegna, Trentino ed Emilia-Romagna. In serata si è poi contata una quarta vittima, un giovane alla periferia di Torino.

Giovane di 23 anni

A Sorso, in provincia di Sassari, a perdere la vita nel deposito di un’impresa edile è stato un giovane di 23 anni. L’operaio, secondo una prima ricostruzione, era impegnato a caricare dei ponteggi su un camioncino quando alcuni tubi gli sono finiti addosso colpendolo alla testa. I soccorsi sono stati inutili. Sul posto anche gli ispettori dello Spresal della Asl di Sassari.

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Operai di 39 e 60 anni

A Trento a perdere la vita un operaio di origine albanese di 39 anni. In questo caso e secondo una prima ricostruzione l’operaio sarebbe stato colpito alla test dal crollo di un solaio. A perdere la vita in un altro incidente sul lavoro a Cesena, in Emilia-Romagna, un operaio di un’impresa di autotrasporti con sede ad Avellino. Secondo una prima ricostruzione della polizia l’uomo sarebbe stato travolto da alcuni bidoni che stava scaricando. La corsa verso l'ospedale è stata vana, l’uomo è morto durante il trasporto al trauma center.

Giovane di 17 anni

Infine in serata un diciassettenne è morto schiacciato da un muletto nell'azienda di famiglia di fonderia e pressofusione che produce bancali a Nole, comune di quasi 7mila abitanti della Città metropolitana di Torino. Secondo le prime ricostruzioni il ragazzo stava guidando il mezzo quando, al fondo di una piccola discesa, quest'ultimo si è impuntato e rovesciato. Purtroppo il ragazzo è rimasto sotto il mezzo. Inutile l’intervento del 118, sul posto con vigili del fuoco, carabinieri e Spresal dell’Asl To4.

Le reazioni

Non si è fatta attendere la presa di posizione delle organizzazioni sindacali che hanno rimarcato la necessità di ripristinare la cultura della sicurezza negli ambienti di lavoro. Per Erika Collu, segretario regionale della Fillea Sardegna «è sconcertante che nel 2022 un operaio di 23 anni possa perdere la vita dentro un cantiere. Attendiamo chiarezza su quanto successo, consapevoli che c’è sempre un nesso tra i fatti che portano a incidenti mortali e infortuni e il rispetto o meno di tutta la catena di regole, norme e prescrizioni che servono a garantire la sicurezza».

Dura la presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil del cesenatese affidata a una nota: «Ancora una volta come sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil del territorio cesenate - osservano in una nota congiunta - siamo costretti a vivere un’altra tragedia. Ancora una volta si è verificato l’evento che nessuno di noi vorrebbe accadesse: morire svolgendo uno dei diritti fondamentali della nostra carta costituzionale, che è il lavoro».

Un dato preoccupante

A manifestare preoccupazione è la presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei deputati Romina Mura: «Il fenomeno delle morti bianche non accenna a rallentare - denuncia - e anzi i numeri di quest’anno già ci prospettano un aggravamento. Credo che i lavoratori, soprattutto quelli più giovani e forse più inesperti o meno tutelati, stiano pagando un prezzo assurdo in termini di vite ma anche di infortuni. Questa non è la ripresa che si può , questo non è un “danno collaterale” accettabile».


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