HOW TO SPEND IT

Continuare a investire nella bellezza

In edicola con Il Sole24Ore lo speciale moda femminile «A passion for fashion» di “How to spend it”, il mensile dedicato al lusso

di Nicoletta Polla-Mattiot

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In edicola con Il Sole24Ore lo speciale moda femminile «A passion for fashion» di “How to spend it”, il mensile dedicato al lusso


2' di lettura

E' quando i tempi sono più duri che si vede la tenuta dei propri sogni e la volontà di nutrirli d'immaginazione e progettualità. Con questo spirito, da venerdì 13 marzo, è in edicola How to Spend it, «A passion for fashion».

Un numero per riempirsi gli occhi di bellezza, come antidoto al pessimismo e come concreto elogio del fare, ciascuno nel suo campo, ciascuno la sua parte: produrre, coltivare, ideare, investire in talento e cultura, aprire orizzonti di attesa che vadano oltre l'emergenza e accarezzino speranze solide e possibili.

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Lo facciamo con alcuni protagonisti speciali: Erin O' Connor, una delle migliori modelle di sempre, interprete del servizio di copertina, e un'altra super top degli ultimi vent'anni, Malgosia Bela. E poi l'attrice Rooney Mara, Piero Piazzi, l'uomo che ha scoperto e lanciato Marpessa, Linda, Carla, Mariacarla e le facce della fashion industry internazionale di ieri e di oggi.

Business e bellezza nell'intervista ad Adrian Cheng, erede della catena di gioiellerie più grandi del mondo e fondatore di K11 Group. “Ho scelto di farlo nascere in quella che considero la Silicon Valley della creatività ad Hong Kong”, racconta. “Tutti abbiamo un'eredità da cui partire, l'innovazione non è mai una pagina bianca, è sempre un'evoluzione”.

Business, bellezza e sistema italiano nelle parole di Alessandra Gritti, una delle quattro manager più pagate del nostro Paese, che trasmette un messaggio positivo e sfidante: “I miei capelli bianchi fanno la differenza, perché ne ho viste tante e posso considerare le situazioni – le migliori come le peggiori – da angolature non scontate”, dice.

L'Italia ha una risorsa unica e importante per ripartire e per guardare al futuro con ottimismo, nonostante tutto: gli italiani. “Dobbiamo imparare a fare sistema” e puntare su manager con competenze altissime. Nel nostro Paese non mancano: spesso a capo di grandi brand internazionali ci sono proprio vertici italiani. Persone che fanno la differenza. “La chiave vincente è individuare per ciascun business l'uomo o la donna giusta”.

L'economia – racconta questo numero How to Spend it, A Passion for Fashion - si nutre di bellezza e umanità.

Se sono le persone, la loro inventiva e il loro comportamento a costruire valore, tanto più in questo momento vale la pena di scommettere sul saper fare: che sia un manufatto pregiato (lavorato a mano da un sarto, una magliaia, un orafo, una cravattaia, un cestaio o uno dei tanti altri artigiani celebrati da Dolce e Gabbana), che sia un progetto artistico d'eccellenza (come la collezione di marmi di Alessandro Torlonia, restaurati con il contributo di Bulgari) o ancora, che sia il progetto di una nuova filiera produttiva, ecologica e sostenibile (come l'idea di Chorustyle di una capsule collection in cashmere totalmente riciclato).

L'industria della moda è un ottimo terreno di ricerca e sperimentazione. Come spiega Erin O' Connor, “visto che tratta di bellezza, di persone e della complessità delle forme, con un approccio fantastico che trascende tutto quello che è la normalità, ha un peso enorme nella formazione dell'immaginario e di modelli di riferimento. Noi siamo un megafono: dobbiamo assumerci la responsabilità dell'influenza che esercitiamo”.

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