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Conto alla rovescia per il documento unico: tutte le tappe per arrivarci

di Maurizio Caprino

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(LAPRESSE)


3' di lettura

Dopo quasi un mese dalla sua approvazione definitiva da parte del Consiglio dei ministri, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo sul documento unico dei veicoli (il n. 98/2017), che attua la riforma Madia della pubblica amministrazione per la parte relativa a Motorizzazione e Pra. Effetti immediati non ce ne saranno. Non solo perché il Dlgs entrerà in vigore solo 30 giorni dopo la sua pubblicazione, cioè il 24 luglio: il testo prevede una serie di adempimenti attuativi scaglionati nel tempo. Eccone il calendario.

Il 24 luglio ci sarà solo una conseguenza pratica: la vigilanza sulle attività del Pra passerà dalla Presidenza del Consiglio (che resterà invece competente sull’Aci, ente gestore del Pra) al ministero delle Infrastrutture e trasporti. Un passaggio che dovrà comunque essere chiarito nei dettagli, anche perché il Dlgs dispone che restano ferme «le competenze del ministero della Giustizia e dell’autorità giudiziaria previste dalle disposizioni vigenti».

Entro il 22 settembre, invece, il ministero delle Infrastrutture dovrà emanare due decreti attuativi:

- uno che fissi le modalità con cui il futuro documento unico (che non sarà altro che una versione “ampliata” della carta di circolazione) riporterà i dati relativi alla proprietà e alla disponibilità del veicolo (per esempio, ipoteche e fermi amministrativi, oggi contenuti nel certificato di proprietà, che sarà abolito);

- uno che stabilisca forma e contenuto del modulo da presentare per chiedere il rilascio del documento unico.

Il 20 gennaio 2018 scadrà il termine entro cui andranno emanati i due Dpr che dovranno coordinare le novità previste dal Dlgs 98/2017 con gli attuali regolamenti sui quali hanno impatto (il Dpr 495/1992 sul Codice della strada e il Dpr 358/2000 sullo Sportello telematico dell’automobilista).

Entro il 30 aprile 2018 i ministeri di Infrastrutture, Economia e Giustizia dovranno emanare il decreto che fissa la nuova tariffa da pagare per ottenere il documento unico. L’importo sarà non superiore alla somma delle tariffe attualmente previste per carta di circolazione e certificato di proprietà. Verosimilmente sarà fissato in modo da essere pari al massimo, vanificando così i risparmi di cui parla la riforma Madia su questo punto (articolo 8, comma 1, lettera d).

Il 1° luglio 2018 si presenta come la data più importante, perché entreranno in vigore le modifiche al Codice della strada legate al Dlgs: non solo il documento unico (che sarà rilasciato da quella data a chi acquista un veicolo, mentre sui mezzi già circolanti resteranno validi la carta di circolazione e il certificato di proprietà attuali, fino alla prima pratica che ne richiederà l’aggiornamento), ma per esempio anche le nuove modalità di radiazione dal Pra (tra cui quella d’ufficio per chi non paga il bollo auto per tre anni di seguito e l’obbligo di revisione prima di esportare un veicolo).

Il 24 luglio 2018 scadrà il termine di un anno previsto per principio generale per modificare un Dlgs. Normalmente questo termine può bastare per capire i correttivi da adottare in base all’esperienza nell’applicazione delle nuove norme, ma in questo caso ciò appare difficile: la reale attuazione delle novità sarà entrata a regime da appena 24 giorni.

Sempre il 24 luglio 2018 il ministero delle Infrastrutture dovrà presentare al Parlamento una relazione sugli effetti del Dlgs 98/2017, in particolare sui risparmi eventualmente conseguiti per l’utenza (in modo tale che si possa eventualmente tagliare la tariffa unica rispettando almeno in questo la riforma Madia) e sugli effetti sull’organizzazione dell’Aci. Alla luce di questo, si deciderà se mettere mano all’unica opzione che il Dlgs 98/2017 consente espressamente per conseguire risparmi davvero significativi: costituire un archivio unico, al posto degli attuali Pra (gestito dall’Aci) e Anagrafe nazionale veicoli (gestito dalla Motorizzazione, organo del ministero dei Trasporti). Le modalità organizzative andranno definite entro il 24 luglio 2019.

A lungo andare, risparmi potrebbero arrivare dalla tendenza non scritta nel Dlgs 98/2017 ma in atto ormai da anni: svuotamento degli uffici della Motorizzazione (organici dimezzati negli ultimi 15 anni, dato il blocco degli avvicendamenti di chi va in pensione), facendo affluire il pubblico agli sportelli del Pra. Bisognerà comunque garantire alla Motorizzazione un reintegro almeno parziale dell’organico degli ingegneri, assottigliato anch’esso come quello del personale prettamente amministrativo. Bisognerà anche vedere se il ministero dell’Economia garantirà un livello della tariffa e un suo riversamento tali da consentire all’Aci di autofinanziarsi come fa da decenni.

In ogni caso, l’unica scadenza prevista dal Dlgs 98/2017 come perentoria è quella del 30 aprile 2018 per fissare la tariffa unica. Tutte le altre sono solo ordinatorie, quindi di fatto sono solo indicative. E la vaghezza del Dlgs su certi punti importanti, unita agli interessi in gioco e ai cambi di governo prevedibili di qui al 2019, potrà far sì che più di un termine non venga rispettato.

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