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Contrabbando tabacchi, rischio aumento con l’inflazione e la guerra Russia-Ucraina

Pubblicato il report 2021 Intellegit/Università di Trento e Bat Italia. Traffico illecito l’anno scorso in calo del 38%

di Marco Ludovico

Tabacco, contrabbando sotto il 3% del totale ma sta tornando a crescere

3' di lettura

Il contrabbando di tabacchi in Italia l’anno scorso ha avuto un calo del 38% rispetto al 2020. Ma c’è poco da esultare. Certo, l’Italia è al 27° posto nella classifica europea: l’incidenza delll’illecito sul totale del consumo è del 2,2%. In Francia la percentuale sale al 29%, in Grecia al 24%. Soffiano però impetuosi i venti dell’inflazione. Il conflitto Russia-Ucraina e la crisi energetica ricompongono la geografia dei traffici criminali mai assopiti. Senza dimenticare l’espansione inarrestabile e sconfinata del mercato digitale illegale, concentrato soprattutto sui prodotti di nuova generazione. Prospettive intrise di rischi e minacce. Molte già concrete.

Il Report

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Il ruolo dei Paesi dell’Est

Intellegit, start-up sulla sicurezza dell’università di Trento, con il contributo di Bat (British american tobacco) Italia, ha pubblicato il quinto report annuale sul settore curato come sempre da Andrea Di Nicola, professore di criminologia e direttore del Centro di scienze della sicurezza e della criminalità. Sul contrabbando di sigarette anche per il 2021 Udine (33,8%) e Trieste (21,5%) sono ai primi posti e confermano la loro crescente importanza strategica nei flussi di sigarette non domestiche provenienti dall’Est Europa e dai Balcani, regione da cui originano il 33% dei flussi illeciti, di cui il 16,9% solo dalla Slovenia, principale paese di provenienza. In forte calo i flussi da Ucraina e Bielorussia.

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Il mercato delle «illicit whites»

Oltre la metà dei sequestri (56,6%) nel nostro Paese appartiene alla categoria delle illicit whites, marchi prodotti lecitamente in Paesi extra Ue e destinati invece soprattutto al mercato illecito nei Paesi dell’Unione europea. La produzione di tali sigarette è concentrata nell’Est europeo per il prezzo inferiore del pacchetto e la minor qualità del tabacco utilizzato. Nel consumo di illicit whites Casoria (Na) è la prima città in classifica; in cima si trovano per la prima volta anche città del Nord Italia, Modena al terzo posto, Savona e Rimini al sesto e ottavo posto. Le percentuali di consumo vanno dal 50% (Casoria) al 33% (Savona e Rimini).

L’illegalità fiorente sul web

I prodotti di nuova generazione nell’ultimo triennio hanno conquistato quasi il 10% del mercato delle sigarette tradizionali. Le vendite viaggiano online sempre più di corsa. Così il loro traffico illecito si è sviluppato soprattutto sul web. La maggior parte del commercio via web di liquidi da inalazione, stick Thp e dispositivi Thp, è straniera. Nel 2021 sono stati analizzati 71 siti web illegali di rivenditori di liquidi da inalazione, un terzo italiani (24) e due terzi stranieri (47). I Paesi di maggior provenienza sono Russia per i liquidi da inalazione, ancora Russia e Stati Uniti per gli stick Thp e Regno Unito per i dispositivi Thp.

Gli scenari criminali

«Nei primi mesi del 2022 sono state sequestrate 649 tonnellate di tabacchi lavorati esteri e denunciate 1.165 persone, di cui 155 tratte in arresto», afferma Giuseppe Arbore, capo del III reparto del comando generale della Guardia di fInanza guidata da Giuseppe Zafarana. In ballo ci sono «ramificate organizzazioni criminali, dotate di grandi quantità di risorse finanziarie, mezzi e uomini, che ottengono enormi profitti in danno del bilancio dello Stato e dell’Unione europea, degli operatori onesti e della salute dei consumatori», sottolinea Arbore. L’azione di contrasto deve svilupparsi con tutti i riferimenti internazionali: «Europol, Interpol, Olaf e Organizzazione Mondiale delle Dogane» ma anche «a partire dal mese di giugno del 2021». ricorda il generale. «un ulteriore impulso alle attività di indagine è stato fornito dalla Procura europea».

Bertolini (Bat): «Orgogliosi di collaborare con le istituzioni»

Alessandro Bertolini, vicepresidente di Bat Italia e responsabile affari legali e relazioni esterne per il Sud Europa, mette in evidenza come «prosegua la proficua collaborazione tra le istituzioni, le forze dell’ordine e gli enti di ricerca per monitorare il fenomeno del contrabbando di sigarette e prodotti di nuova generazione in Italia». I dati del contrabbando sono in calo: «Il report conferma il trend positivo per l’Italia, sul contrabbando siamo ai minimi storici. Grazie alla prevenzione e il contrasto delle forze dell’ordine, ma anche a politiche fiscali equilibrate nel nostro Paese che mantengono prezzi bassi sul mercato legale. In altri Paesi i prezzi alti nel mercato legale portano il contrabbando a crescere a doppia cifra». Tuttavia «non bisogna abbassare la guardia: la crisi economica e la guerra in Ucraina potrebbero spingere i consumatori a rivolgersi nuovamente al mercato illecito per accedere a prezzi più bassi». Bertolini rileva come «abbiamo deciso di coinvolgere i tabaccai: è emerso che una corretta informazione dei consumatori potrebbe contribuire ad arginare il fenomeno». Lotta al contrabbando, nessuno è escluso.

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