semplificazioni

Contraddittorio Fisco-contribuente, principio giusto ma il rischio è la dilazione

di Angelo Cremonese

(Vittorio La Verde / AGF)

1' di lettura

Il sistema fiscale italiano continua ad essere afflitto da un grado di complessità troppo elevato. Vanno quindi accolti con interesse i tentativi di riforma, come quello della proposta di legge per la semplificazione fiscali.

Va però valutata con cautela la norma che prevede l’introduzione del contraddittorio tra contribuente e ufficio finanziario come fase endoprocedimentale obbligatoria in tutti i percorsi di controllo fiscale. Questo momento di confronto dovrebbe essere attuato in via preventiva rispetto alla formazione dell’atto impositivo.

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Una disposizione con queste finalità andrebbe nella direzione dei princìpi espressi nello Statuto dei diritti del contribuente, potrebbe aggiungere elementi di prova alle tesi su cui è fondato il recupero a tassazione e definirebbe in maniera più puntuale il percorso attraverso il quale l’Amministrazione tributaria individua l’obbligazione tributaria in capo al contribuente. Andrebbero tuttavia considerati anche i rischi che la fase del contraddittorio possa far slittare i tempi dell’emissione dell’atto impositivo oltre i termini di prescrizione, tenuto conto del cronico arretrato con cui lavorano gli Uffici accertatori, ovvero, per evitare il problema, ampliare a favore del Fisco i già ampi termini per l’accertamento.

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