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Contraffazione, oltre metà dei giovani Ue ha acquistato falsi nell’ultimo anno

Secondo l’ultima rilevazione di Euipo, solo l’acquisto intenzionale di falsi ha riguardato il 37% degli europei tra 15 e 24 anni. In Italia, l’acquisto volontario ha riguardato il 27% dei giovani, mentre il 24% ha effettuato l’accesso a contenuti piratati consapevolmente

di Laura Cavestri

(bepsphoto - stock.adobe.com)

3' di lettura

Più tempo a casa, restrizioni allo shopping e più intrattenimento sotto il proprio tetto. Anche la pandemia ha dato una spinta all’acquisto (più o meno intenzionale) di prodotti falsi e audio/video pirata. Secondo l’ultima rilevazione di Euipo (l’Agenzia Ue per la tutela della proprietà intellettuale), negli ultimi 12 mesi, oltre la metà (52 %) dei giovani intervistati (15-24 anni) ha acquistato online almeno un prodotto contraffatto, intenzionalmente o accidentalmente, e un terzo (33%) ha effettuato l’accesso a contenuti illegali online. In Italia il 27% dei giovani (10 punti in meno rispetto alle media Ue) ha acquistato intenzionalmente un prodotto contraffatto e il 24 % ha effettuato l’accesso a contenuti piratati in modo consapevole. I prodotti? Il fake vede in cima abbigliamento e accessori (12%), seguiti da calzature e dispositivi elettronici (rispettivamente al 9%) e prodotti per l’igiene (7 per cento).

Acquisto di prodotti contraffatti

L’edizione 2022 della scheda di valutazione sui giovani e la proprietà intellettuale tiene conto sia dell’acquisto di beni “fake” che di contenuti “pirata”. In linea con il contesto post-pandemia, la nuova indagine ha confermato che il 37% dei giovani ha acquistato intenzionalmente uno o più prodotti contraffatti, il che rappresenta un aumento significativo rispetto ai risultati precedenti (14% nel 2019). La cifra varia notevolmente da un paese all'altro: la percentuale più alta si registra in Grecia (62%) e la più bassa nella Repubblica Ceca (24 per cento).
I prodotti contraffatti che i giovani europei acquistano intenzionalmente più spesso sono abbigliamento e accessori (17%), seguiti da calzature (14%), dispositivi elettronici (13%) e prodotti per l’igiene, cosmetici, prodotti per la cura della persona e profumi (12%). Ma i giovani acquistano prodotti contraffatti anche a causa di indicazioni fuorvianti: l’acquisto non intenzionale di prodotti contraffatti si attesta altresì al 37%, e gli intervistati hanno dichiarato di avere difficoltà a distinguere i prodotti autentici da quelli contraffatti.

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Pirateria online

Per quanto riguarda i contenuti digitali, l’accesso da fonti legali sta guadagnando terreno tra le generazioni più giovani. Il 60% afferma di non aver utilizzato, riprodotto, scaricato o fruito in streaming di contenuti da fonti illegali nell’ultimo anno rispetto al 51% nel 2019 e al 40 % nel 2016, confermando così la tendenza in atto alla legalità.

Tuttavia, la pirateria intenzionale rimane stabile, con il 21 % dei giovani consumatori (uno su cinque) che ammette di aver effettuato l’accesso a contenuti piratati consapevolmente negli ultimi 12 mesi. Una percentuale significativa di giovani è stata indotta ad accedere a contenuti piratati da indicazioni fuorvianti. Il 12% ha effettuato l’accesso accidentalmente. Il principale tipo di contenuti piratati era costituito da film (61%) e serie televisive (52%), seguiti da musica (36%), utilizzando principalmente siti web, app e canali di social media dedicati.

«In un momento in cui il commercio elettronico e il consumo digitale registrano una crescita significativa – ha dichiarato il direttore esecutivo dell’Euipo, Christian Archambeau – l’aumento di acquisti intenzionali e involontari di prodotti contraffatti costituisce una tendenza preoccupante. La pirateria non diminuisce, anche se i giovani consumatori preferiscono sempre più contenuti provenienti da fonti legali. Mentre il prezzo e la disponibilità continuano a essere le ragioni principali per cui si acquistano prodotti contraffatti e si accede a contenuti piratati intenzionalmente, le influenze sociali, come il comportamento di familiari, amici o persone di propria conoscenza, stanno guadagnando terreno in modo significativo.Tra gli altri fattori si annoverano il disinteresse riguardo alla legittimità o meno del prodotto (o della fonte del contenuto), la mancata percezione di qualsivoglia differenza tra i prodotti originali e quelli contraffatti nonché la facilità di reperire od ordinare prodotti contraffatti online. Un intervistato su 10 ha fatto riferimento a consigli da parte di influencer o persone famose».


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