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Contratti d’oro nel baseball Usa, ma le buste paga più ricche sono nell’Nba

di Paolo Paronetto


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3' di lettura

Un contratto che vale il fatturato di una media impresa. Quattrocentoventisei (426) milioni e rotti di dollari: è lo stipendio stratosferico con cui i Los Angeles Angels si sono assicurati i servigi dell’esterno centro Mike Trout fino al 2030. A rendere un po’ meno spaventosa la cifra è la durata dell’accordo: 12 anni, scadenza nella norma per il baseball professionistico americano, ma assolutamente fuori scala per i parametri delle altre leghe maggiori.

Quello di Trout è il contratto più ricco dello sport Usa e supera ampiamente il secondo in classifica, firmato pochi giorni prima da Bryce Harper con i Philadelphia Phillies per 330 milioni di dollari in 13 anni. Per la Mlb (Major league baseball) quella appena conclusa è stata in ogni caso un'offseason storica, considerando anche l'accordo da top 5 di tutti i tempi siglato in febbraio da Manny Machado: 300 milioni in 10 anni con i San Diego Padres.

Nell'Nba gli stipendi più ricchi per media annua
Il discorso cambia, però, se si guarda non al valore complessivo dei contratti, ma alle medie annue. Da questo punto di vista a prendere il centro della scena è il basket Nba , che negli ultimi anni, grazie a una crescente popolarità e alla conseguente impennata del valore dei diritti televisivi, ha elargito stipendi sempre più cospicui, distanziando gli altri campionati. Il paperone dello sport Usa è così Russell Westbrook degli Oklahoma City Thunder, che guadagna 41 milioni di dollari all’anno (205 milioni in 5 anni, record Nba), seguito da Stephen Curry dei Golden State Warriors (40,2 milioni) e da James Harden, a cui gli Houston Rockets versano oltre 38 milioni ogni 12 mesi. Cifre che si confrontano con i 35,5 milioni annui di Trout, i 25,4 di Harper e i 30 milioni di Machado.

Verso un'estate di fuochi artificiali
Si tratta, per le stelle Nba, di contratti non recentissimi: l’ultima offseason non è stata particolarmente movimentata se si escludono le rilevanti eccezioni dei deal firmati da Paul George con i Thunder (137 milioni in 4 anni, vale a dire 34,25 milioni l’anno) e da Lebron James con i Los Angeles Lakers (circa 150 milioni in 4 anni, più o meno 38 milioni l’anno). La lega di basket professionistico si prepara tuttavia ai fuochi artificiali in programma per l’estate di quest’anno, quando scadranno i contratti di numerose superstar, a partire da Kevin Durant, Kawhi Leonard e Kyrie Irving. E chissà che qualche record non venga nuovamente aggiornato.

Il primato Nba è comunque confermato dai dati aggregati, che prendono in considerazione i salari di tutti i giocatori, dalle superstar agli esordienti al primo ingaggio: lo stipendio medio annuo è infatti di 7,8 milioni, il più alto al mondo. Tra le leghe professionistiche americane seguono in ordine il baseball Mlb(4,5 milioni), il football Nfl (2,9 milioni) e l'hockey su ghiaccio della Nhl (2,8 milioni). Per un termine di paragone, la media della nostra Serie A di calcio è di 2 milioni.

Gli accordi d'oro di football e hockey
Certo anche nella palla ovale e nell'hockey Usa non mancano i paperoni: basti pensare ai 33,5 milioni l'anno (134 milioni in 4 anni, record Nfl) che i Green Bay Packers pagano al quarterback Aaron Rodgers o agli 11 milioni di John Tavares dei Toronto Maple Leafs, il giocatore più pagato dell'Nhl. Limitandoci ai contratti rinnovati nell'ultima finestra di mercato, nell'Nfl spiccano gli accordi firmati da Nick Foles (88 milioni per 4 anni con i Jacksonville Jaguars), Earl Thomas (55 milioni in 4 anni con i Baltimore Ravens) e Trey Flowers (90 milioni in 5 anni con i Detroit Lions). Flowers, in particolare, è diventato così il quinto giocatore difensivo più pagato della lega con un salario di 18 milioni l'anno, superato soltanto da quelli di Khalil Mack (23,5 milioni l'anno), Aaron Donald (22,5), DeMarcus Lawrence (20,6) e Von Miller (19). Meno ricchi finanziariamente, ma molto intriganti per le potenzialità dei giocatori (entrambi reduci da anni difficili con i Pittsburg Steelers), sono poi i nuovi contratti del running back La'Veon Bell (52,5 milioni per 4 anni con i New York Jets) e del ricevitore Antonio Brown (circa 50 milioni in 3 anni con gli Oakland Raiders).

Passando infine alla Nhl, il punto esclamativo della scorsa offseason è stato sicuramente il contratto di Tavares, che complessivamente vale 77 milioni in 7 anni, seguito da quello del compagno di squadra William Nylander (45 milioni in 6 anni) e dal rinnovo del portiere dei Winnipeg Jets, Connor Hellebuyck (37 milioni in 6 anni). Un mercato che ha senza dubbio confermato la volontà di Toronto di mettere insieme una squadra capace di vincere subito e che invece messo nei guai alcuni team, a partire dai New York Islanders, che Tavares ha lasciato dopo 5 anni da capitano.

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