Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Contratti e trasparenza: le multe degli ultimi 5 anni dell'antitrust

Risale allo scorso 3 agosto una maximulta di 5 milioni a Trenitalia per aver “nascosto” ai clienti i biglietti più economici

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Risale allo scorso 3 agosto una maximulta di 5 milioni a Trenitalia per aver “nascosto” ai clienti i biglietti più economici


3' di lettura

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato il 9 ottobre 13 procedimenti istruttori nei confronti delle società Enel Energia, Optima, Green Network, Illumia, Wekiwi, Sentra, Olimpia-Gruppo Sinergy, Gasway, Dolomiti Energia, E.On, Axpo, Audax, Argos riguardanti la mancanza di trasparenza nell'indicazione delle condizioni economiche di fornitura di energia elettrica e gas sul mercato libero.

Faro Antitrust su 4 compagnie per voli cancellati

È solo l’ultima di una serie di istruttorie avviate negli ultimi mesi dall’Antitrust. Lo scorso settembre, ad esempio, dopo analoghi procedimenti nei confronti di Alitalia e Volote, altre 4 compagnie aeree (Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling) sono finite nel mirino dell'Authority per la vendita di viaggi poi cancellati a causa del Covid, pur essendo programmati per un periodo in cui non erano più vigenti i limiti di circolazione imposti dai provvedimenti governativi. In particolare, secondo l'Antitrust, adducendo come motivo della cancellazione l'emergenza per la pandemia, BluePanorama, Easyjet, Ryanair e Vueling hanno offerto, in alternativa allo spostamento del volo, soltanto l'erogazione di un voucher anziché il rimborso del prezzo del biglietto già pagato, in possibile violazione dei diritti dei passeggeri. Inoltre, le compagnie aeree non avrebbero informato i consumatori sui diritti loro spettanti in caso di cancellazione.

5 milioni di multa a Poste per raccomandate ingannevoli

Lo scorso 15 settembre l'Antitrust ha inflitto a Poste Italiane una sanzione di 5 milioni di euro, il massimo consentito dalla legge, «per aver adottato una pratica commerciale scorretta in violazione del Codice del Consumo, consistente nella promozione, risultata ingannevole, di caratteristiche del servizio di recapito delle raccomandate e del servizio di Ritiro Digitale delle raccomandate». Stigmatizzata tra l’altro la «mancata consegna» di raccomandate lasciando un avviso di giacenza «nella cassetta postale anche quando sarebbe stato possibile consegnarla nelle mani del destinatario».

Avviata istruttoria su Google, Apple, Dropbox

Risalgono al 7 settembre sei istruttorie nei confronti di alcuni dei principali operatori a livello globale dei servizi di cloud computing. I soggetti coinvolti sono Google (per il servizio Google Drive), Apple (per il servizio iCloud) e Dropbox, ciascuno interessato sia da un procedimento per presunte pratiche commerciali scorrette e/o violazioni della Direttiva sui diritti dei consumatori sia da uno per presunte clausole vessatorie incluse nelle condizioni contrattuali.

Multa a Trenitalia per ticket economici «nascosti»

Il 3 agosto è arrivata una maximulta dell'Antitrust a Trenitalia per aver “nascosto” ai clienti i biglietti più economici. Il Garante della concorrenza ha infatti comminato la massima sanzione prevista di 5 milioni di euro per aver escluso dai propri sistemi di prenotazione alcune soluzioni sui treni regionali, «generalmente più economiche», offrendo ai clienti del sito, della app e delle biglietterie automatiche solo quelle più costose come le Frecce. Secondo l'Authority l’insieme di opzioni di viaggio proposte su questi canali ha omesso «numerose soluzioni con treni regionali, pur trattandosi di alternative sostituibili a quelle invece mostrate, alterando in questo modo la scelta del consumatore».

Tlc, 228 mln multa per fatturazione a 28 giorni

Risale allo scorso 31 gennaio invece la sanzione per complessivi 228 milioni di euro a Fastweb, TIM, Vodafone e Wind Tre dopo l’accertamento di «un'intesa anticoncorrenziale relativa al repricing» vale a dire alle modifiche tariffarie effettuate nel ritorno alla fatturazione mensile. In particolare, le indagini svolte hanno accertato che i quattro operatori telefonici hanno coordinato le proprie strategie commerciali relative al passaggio dalla fatturazione basata su quattro settimane (in sostanza i 28 giorni) a quella mensile in seguito imposta dalla legge, con il mantenimento dell'aumento percentuale dell'8,6%. Un coordinamento che, a giudizio dell'Antitrust, «era sotteso a mantenere il prezzo incrementato, vanificando il confronto commerciale e la mobilità dei clienti». Si arriva così alle sanzioni, di diversa entità per le quattro società, sostanzialmente in base al fatturato: a Tim è stata quindi comminata una multa di circa 114 milioni di euro, a Vodafone di circa 60 milioni, a Wind Tre di circa 39 milioni e a Fastweb di 14,7 milioni.

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