corruzione privata

Contratti “irregolari” con Roma Multiservizi, l’ad non denuncia

di Ivan Cimmarusti

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2' di lettura

La mancata querela di due presunte corruzioni private in Roma Multiservizi Spa, società controllata dal Campidoglio, rischia di imbarazzare la Giunta della sindaca di Roma Virginia Raggi. Perché l'ad Rossana Trenti, pur essendo stata portata a conoscenza dalla Guardia di finanza di irregolarità nell'affidamento di due servizi esterni del valore di circa 700mila euro, «non ha intenzione - si legge negli atti - di sporgere querela per l'infedeltà patrimoniale che ha danneggiato il patrimonio sociale».

L’archiviazione
Per questo motivo il procuratore aggiunto capitolino Giuseppe Cascini ha dovuto formalizzare la richiesta di archiviazione per Claudia Giuliani, ex ad di Roma Multiservizi spa. L'ex manager della Giunta di Gianni Alemanno è stata indagata per due diversi contratti di servizi erogati in favore della sorella Marzia Giuliani, responsabile legale della società Veneta Servizi. L'ipotesi preliminare era che dietro questi contratti ci fosse una falsa fatturazione. In realtà le indagini hanno dimostrato che nei fatti il lavoro previsto era stato regolarmente svolto. Tuttavia - è l'idea dei pm di Roma - dietro questi affidamenti ci sarebbe una corruzione privata, reato perseguibile solo a querela della parte offesa, ossia Multiservizi spa, dunque l'attuale ad Rossana Trenti.

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I due incarichi alla sorella dell’ex Ad
Ma andiamo con ordine. L'indagine riguarda due incarichi alla società Veneta Servizi: un subappalto per l'installazione di cartellonistica pubblicitaria del costo di 78mila euro ma rivenduta a Roma Multiservizi per 190mila; la gestione dei corsi di formazione dei dipendenti per un valore di 525mila euro per tre anni. Secondo le indagini della Guardia di finanza, come riportate in una informativa del 20 giugno scorso, in entrambi i casi «le prestazioni lavorative» sono state «riscontrate dalle dichiarazioni rese a sommarie informazioni da Carolina Tulli, responsabile ufficio del personale, e in sede di interrogatorio dalla Trenti».

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La mancata denuncia
Seppure informata delle sospette irregolarità nell'affidamento dei due incarichi, «l'amministratore della società ha riferito alla Guardia di finaza che non ha intenzione di sporgere querela per l'infedelità patrimoniale che ha di fatto danneggiato con un esoso esborso il patrimonio ociale, con la conseguenza che di fatto l'unico reato allo stato ipotizzabile, vale a dire l'infedelità patrimoniale (corruzione privata, ndr) risulta di fatto improcedibile» se non a querela.

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