Televisione

Contratti pirata e truffe web: il mercato gira su Telegram

Le inserzioni online sono centinaia e promettono accesso alla piattaforma Dazn a prezzi irrisori: fino a 2,5 euro al mese, cioè oltre dieci volte meno l’abbonamento reale (che costa 29,99 euro, per i nuovi abbonati)

di Biagio Simonetta

Dazn, Vezzali: calcio ha autonomia su diritti tv, ma monitoriamo

2' di lettura

Addirittura alcuni canali usano nomi ufficiali, come Dazn Italia. Tanto nella giungla di Telegram, da qualche tempo piattaforma preferita da ogni cybercriminale, è consentito più o meno tutto. E allora è proprio lì che esplode il mondo illegale degli abbonamenti a servizi on demand. Dazn, dicevamo. Ma anche Netflix, Spotify, Disney+ e tutto il macrocosmo di app che compongono il mondo dei contenuti digitali. È chiaro che Dazn, con tutte le gare di Serie A in diretta, è diventato oggetto del desiderio. E la mania di risparmiare qualche euro, cercando un abbonamento in modo illegale, è cresciuta considerevolmente.

Oggi le inserzioni che si trovano online sono centinaia, e promettono accesso alla piattaforma a prezzi irrisori: fino a 2,5 euro al mese, cioè oltre dieci volte meno l’abbonamento reale (che costa 29,99 euro, per i nuovi abbonati). C’è un canale Telegram che conta oltre 30mila iscritti, e i gestori si descrivono come «esperti in questo campo da anni nella vendita di accounts Dazn e tanto altro». E promettono non solo account a 10 euro al mese, ma anche qualche regalo: «Ogni tanto – è scritto in un messaggio - regaleremo anche un account casuale. Il primo che vi accederà dovrà cambiare la password, da noi impostata, per renderlo personale».

Loading...

Su un altro canale Telegram che conta oltre tremila iscritti, c’è un messaggio in cui il venditore propone un account a 10 euro al mese, con tanto di post promozionale. Per il pagamento chiede un buono Paysafecard o un buono Amazon, che rimangono alternative valide (e presumibilmente più sicure) ai metodi di pagamento digitale tradizionale. L’autore del post scrive, senza troppa remora, «a pagamento avvenuto vi mando le credenziali (mail e password) da inserire su app Dazn ufficiale». Il tutto su un’app accessibile a tutti, raggiungibile in pochissimi passaggi.

Che poi dopo il pagamento si riceva o meno l’account pattuito (quindi una mail e una password), è tutto da vedere. Perché l’impressione è che si tratti di vere e proprie truffe. Soprattutto da quando Dazn ha eliminato, di fatto, l’opzione del mese di prova gratuito. Fino a qualche tempo fa, infatti, molti criminali informatici sfruttavano questa opzione, e con dei software in grado di generare numeri di carte di credito, vendevano abbonamenti mensili ottenuti grazie al mese di prova. Passato il mese, gli account svanivano. Oppure il venditore inviava nuove credenziali valide, dopo aver eluso il sistema con nuovi numeri di carta di credito chiaramente falsi.

Questo processo, come detto, è stato interrotto con la scelta di Dazn di abolire il mese di prova gratuito, a partire dall’inizio di questa stagione calcistica. Anche per questo è molto probabile, oggi, che le inserzioni sugli abbonamenti a Dazn a basso costo siano essenzialmente truffe. Perché vendere un servizio del genere a meno del suo costo di mercato sarebbe un’attività in perdita per chiunque. Ciononostante, le inserzioni sono centinaia, e lasciano presumere che su questo mercato delle truffe si facciano buoni affari.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti