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Contratto, aumenti e arretrati in busta con la variazione al bilancio 2022

Possibile la delibera di giunta da ratificare in consiglio entro la fine dell'anno

di Anna Guiducci, Patrizia Ruffini

(fullempty - stock.adobe.com)

2' di lettura

Dopo il via libera all’ipotesi di contratto degli enti locali da parte del consiglio dei ministri di mercoledì scorso manca solo il passaggio alla Corte dei conti per la sottoscrizione definitiva che potrebbe avvenire, dichiara il presidente Aran, nella prima decade di novembre.

È tempo dunque di programmare la variazione da apportare al bilancio 2022/24.

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Secondo il principio della competenza finanziaria potenziata, gli enti sono costretti annualmente ad accantonare le risorse finalizzate a coprire gli oneri contrattuali arretrati, da prevedere negli appositi capitoli di bilancio e impegnare solo al momento della stipula contrattuale, che misura il perfezionamento della relativa obbligazione giuridica.

Gli stanziamenti, effettuati alla missione 20, programma 3 della parte spesa del bilancio, non consentono di impegnare né di pagare la spesa, il cui importo pertanto confluisce a fine anno nel risultato di amministrazione tra le quote accantonate, da specificare alla riga Altri accantonamenti dell’allegato a/1 al rendiconto.

L’avanzo di amministrazione 2021 può essere applicato alla prima annualità del bilancio di previsione 2022/2024 con deliberazione di consiglio dell’ente locale, sia per la parte che deriva da stanziamenti 2021 sia per quella che origina da annualità precedenti.

Poiché la variazione può essere effettuata fino al 31 dicembre, secondo la disciplina prevista dall’articolo 175, terzo comma, lettera c) del Tuel, non vale dunque il limite temporale del 30 novembre.

Sulla variazione occorre acquisire il parere dell’organo di revisione. Per ragioni di urgenza potrà essere adottata una variazione mediante deliberazione di giunta con i poteri del consiglio, da sottoporre a ratifica entro 60 giorni e in ogni caso entro il 31 dicembre.

Nella parte spesa occorre iscrivere l’importo da erogare nel rispetto della classificazione per missione, programmi e piano dei conti.

Per gli enti che avessero stanziato somme nella missione 20, si pone in ogni caso l'esigenza di “spalmare” gli importi nel rispetto della classificazione della spesa. L’utilizzo del fondo può essere effettuato con atto di giunta fino al 31 dicembre.

Per gli arretrati relativi agli anni precedenti (2019 e 2020) da corrispondere ai dipendenti sono previsti i codici «U. U.1.01.01.01.001», per il personale a tempo indeterminato, e «U.1.01.01.01.005» per quello a tempo determinato.

Sempre in tema di arretrati, l’articolo 3, quarto comma del Dl 36/2022 ha previsto che, a decorrere dall’anno 2022, la spesa di personale conseguente ai rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro, riferita ad arretrati di competenza delle annualità antecedenti al 2022, non rileva ai fini della verifica del rispetto dei valori soglia fissati dal Dm assunzioni.

Questa norma si applica dunque per la prima volta con riferimento al contratto relativo al triennio 2019/2021 e consente di “sterilizzare” la spesa per arretrati riferiti agli anni precedenti per i quali si sono peraltro costituiti fondi accantonati nel risultato di amministrazione.

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