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Contratti bancari: ABI apre al riconoscimento di inflazione e produttività

Per le banche si è trattato di un incontro franco, utile per un accordo entro fine anno. Il 18 ottobre è previsto un Comitato escutivo Abi in cui si parlarà anche di contratto. I sindacati chiedono di accelerare i tempi

di Cristina Casadei

5' di lettura

Sul principio del recupero dell’inflazione e del contributo dei lavoratori al raggiungimento della redditività record delle banche per il triennio 2022-2024, Abi non ha avanzato obiezioni, nell’incontro con i sindacati (Fabi, First, Fisac, Uilca, Unisin) per il rinnovo del contratto dei bancari. Dalle parole ai numeri, però, il salto è ancora lungo e bisognerà vedere come il principio verrà tradotto in cifre. I sindacati continuano a insistere sulla loro richiesta di aumento di 435 euro per il livello medio di riferimento, su cui c’è il via libera del ceo del gruppo Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. Dopo che il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, ha rinnovato la richiesta davanti al Comitato affari sindacali e del lavoro di Abi di alzare la mano a chi non fosse chiaramente d’accordo, non è arrivata nessuna alzata di mano. Per ora. Va però detto che la piattaforma rivendicativa dei sindacati contiene quasi 200 richieste e che ognuna ha un impatto economico che va aggiunto all’aumento. E la sostenibiltà finale del rinnovo dovrà tenerne conto.

Per Abi confronto franco utile per accordo entro fine anno

Il presidente del Comitato affari sindacali e del lavoro di Abi, Ilaria Maria Dalla Riva ha rappresentato le considerazioni e proposte delle banche, con le relative motivazioni sui diversi capitoli della piattaforma unitaria dei sindacati. In particolare si è soffermata su tutti i macro temi: area contrattuale, procedure di confronto sindacale e sistema di relazioni sindacali, contrattazione di secondo livello, impegni per l’occupazione, tutele, parte economica, formazione, sviluppo professionale e di carriera, valutazione professionale, orari di lavoro e flessibilità, welfare e diritti. Nelle risposte punto per punto ci sono stati dei sì, dei no e qualche silenzio. Come sul ripristino della base di calcolo completa del Tfr. L’incontro per Abi «è stata l’occasione per un confronto franco sulle reciproche posizioni, utile a sviluppare una trattativa finalizzata a raggiungere l’accordo entro fine anno», spiega una nota dell’Associazione. La tempistica non sarà un fattore di secondo piano, come dice Sileoni: «Il contratto è scaduto a fine 2022 e il 2023, in termini di riconoscimenti economici, non sarà regalato alle banche. Se non chiudiamo il contratto nazionale in tempi brevi, lo dico chiaramente, vi aspetta una forte mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori che uscirà pesantemente anche da questo tavolo, entrando a gamba tesa, ma con forti motivazioni politiche, nella società, nella politica e in ogni altro settore extra bancario. Non aspettatevi sconti di nessun genere». Una prospettiva di cui molti istituti, secondo fonti bancarie, farebbero a meno, preferendo uno sviluppo positivo del negoziato per poter poi tutti lavorare con serenità e raggiungere gli obiettivi dei rispettivi piani industriali.

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Gli utili record

Gli utili delle banche italiane, secondo quanto stima la Fabi, nel triennio 2022-2024 potrebbero essere compresi verosimilmente tra i 75 e i 90 miliardi. Peraltro le modifiche sulla tassa per gli extraprofitti delle banche rispetto al provvedimento dello scorso 7 agosto, per il sindacato hanno fatto cadere un eventuale alibi per chiedere di ridimensionare l’aumento economico, vista la possibilità di non pagarla, a patto che le banche investano due volte e mezzo il valore che avrebbero dovuto pagare in operazioni di rafforzamento del loro patrimonio. Una prospettiva che porterebbe anche alla riduzione del rischio di credit crunch per il futuro.

Il ripristino dell’intera base di calcolo del Tfr

La prossima tappa adesso è il Comitato esecutivo di Abi previsto per il 18 ottobre dopo il quale il Casl tornerà a incontrarsi con i sindacati. Il negoziato continuerà poi con la presentazione da parte di Abi di un documento in cui saranno riassunte le prime risposte sui macrotemi della piattaforma. Nel complesso ne manca ancora una su cui il Casl non si è espresso con chiarezza e cioè la base di calcolo del Tfr. I sindacati chiedono infatti che venga ripristinata la piena base di calcolo, che era stata ridotta nei precedenti accordi.

Le questioni extracontrattuali: assunzioni e fringe benefit

Ci sono poi altre due questioni extracontrattuali di cui si parlerà nel prossimo incontro. La prima riguarda le assunzioni attraverso il Foc che dovevano essere fatte dopo gli accordi sindacali firmati nei gruppi: secondo la Fabi ne mancano all’appello ancora 3.500. La seconda, invece, riguarda i fringe benefit su cui i sindacati sostengono che nella trattativa col Governo sulla tassa sugli extraprofitti gli istituti hanno perso l’occasione per discutere una correzione della norma che penalizza pesantemente i lavoratori bancari. I sindacati chiedono alle banche che in assenza di una modifica normativa si cominci a lavorare su una soluzione di sistema perché il tema riguarda oltre 70mila lavoratori.

Le reazioni dei sindacati

I sindacati si preparano al secondo round con rivendicazioni molto nette. «Il ripristino della base di calcolo piena per il Tfr e la richiesta della parte economica, con un aumento medio mensile di 435 euro, sono due argomenti separati che hanno delle motivazioni politiche e tecniche completamente inattaccabili. Le banche non hanno argomenti per dire “no” rispetto a quanto preteso da tutte le organizzazioni sindacali. E con la modifica del governo alla tassa sugli extraprofitti del settore bancario, è caduto l’ultimo, debolissimo alibi degli istituti di credito per contrastare le nostre rivendicazioni», afferma Sileoni. «La richiesta di aumento salariale contenuta nella piattaforma unitaria è assolutamente giustificata e le banche non possono non accettarla. È necessario rispettare la scadenza triennale e prevedere che la tranche più significativa dell’aumento venga erogata da subito», dice il segretario generale First Cisl Riccardo Colombani ed «è assurda – prosegue Colombani – qualsiasi ipotesi di proroga del congelamento della base imponibile per il calcolo del Tfr, una misura di carattere emergenziale, adottata in passato per affrontare una fase di crisi del sistema bancario. Vanno rimosse anche le resistenze alla rivalutazione degli scatti di anzianità, fermi dal 2010». Positiva, secondo Colombani, «anche l’apertura dell’Abi all’introduzione di forme di partecipazione alla gestione delle imprese, che vanno realizzate attraverso la contrattazione nelle banche come richiesto nella piattaforma unitaria».

Risposte ancora insufficienti, no a logica di taglio costi

Susy Esposito, segretario generale della Fisac Cgil, afferma che «ancora non ci siamo. È stato un incontro evasivo e inconcludente. Appare evidente almeno per ora una visione strategica sul futuro del settore da parte di Abi. Non è pensabile condurre questa trattativa muovendosi solo nella logica di riduzione dei costi». Anche il segretario della Uilca, Fulvio Furlan, respinge questo tipo di visione e chiede che «si esca dai tatticismi e che al più presto la trattativa entri in una logica favorevole a chiudere il rinnovo in modo positivo e in tempi brevi. In questo contesto chiediamo anche interventi che favoriscano la soluzione della iniqua tassazione dei Fringe Benefit subita dai bancari e della crescita delle rate di mutuo a tasso variabile». Per Emilio Contrasto, segretario generale di Unisin-Confsal «le posizioni sono decisamente distanti e la trattativa è in salita. Nonostante l’impegno a trovare soluzioni in tempi stretti, le proposte dell’Abi non consentono assolutamente di poter ben sperare su una positiva e veloce conclusione del percorso di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro scaduto lo scorso 31 dicembre. Innanzitutto dovrà essere confermata la centralità del Contratto Nazionale, che è e dovrà restare il punto di riferimento della contrattazione sia nazionale che aziendale per la migliore tutela di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori del settore».

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