Casa in affitto: l’abc dei contratti lunghi in 9 mosse

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Contratto a canone concordato

(emblema)

In alternativa alle modalità del contratto “libero”, il comma 3 dell'articolo 2 della legge 431/1998 prevede la possibilità di stipulare contratti cosiddetti “concordati”, nel rispetto delle condizioni contrattuali previste in specifici accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni maggiormente rappresentative della proprietà edilizia e dei conduttori, depositati presso ogni Comune dell'area territorialmente interessata. Sono contratti caratterizzati dalla peculiarità che la determinazione del canone non è demandata alle parti, ma viene stabilita sulla base di norme di legge e di accordi territoriali stipulate dalle organizzazioni dei proprietari e degli inquilini. La durata di tali contratti non può essere inferiore a 3 anni, scaduti i quali sono prorogati di altri 2 alle medesime condizioni, qualora il locatore non invii al conduttore una comunicazione con espressa indicazione dei motivi, tra quelli indicati dall'articolo 3 della legge 431/98, per cui non intende fare proseguire il rapporto di locazione.

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