GUIDA RAPIDA / 2

Contratto ok con informazioni chiare su durata e condizioni

L'assunzione scatta dopo avere concordato tutti gli elementi essenziali per poter dar vita ad un rapporto di lavoro come orario, retribuzione, ferie e altro

di Alessandro Rota Porta, Marlena Triberti


3' di lettura

Viene definito con il termine “lavoratore domestico” colui che presta la sua opera e la sua attività lavorativa esclusivamente per le necessità e il funzionamento della vita familiare del datore di lavoro, sia con qualifica specifica (ad esempio, infermiere generico, autista, chef) sia con mansioni per lo più generiche.

Rientrano in questa categoria colf, assistenti familiari, ma anche lavoratori che prestano la propria opera presso comunità religiose (conventi e seminari), convivenze militari (caserme e comandi) o presso comunità senza fine di lucro come ricoveri ed orfanotrofi caratterizzati per avere un fine esclusivamente assistenziale, qualunque sia il numero dei componenti.

Il lavoro domestico, regolato dal contratto collettivo nazionale del settore, può essere svolto attraverso diverse modalità: a servizio intero, come nel caso delle badanti, se il lavoratore usufruisce del vitto e dell’alloggio del proprio datore di lavoro; a mezzo servizio, se ha una durata di almeno 4 ore al giorno o 24 ore settimanali presso lo stesso nucleo familiare; ad ore, se presta i propri servizi in famiglia con una durata inferiore alle 24 ore settimanali.

Aspetti gestionali

Passando agli aspetti gestionali, il datore di lavoro ha l’onere di svolgere tutti gli adempimenti connessi all’assunzione del lavoratore comunitario ed extracomunitario: l’assunzione del lavoratore può essere effettuata dal datore di lavoro, dopo avere concordato con quest’ultimo tutti gli elementi essenziali per poter dar vita ad un rapporto di lavoro, come l’orario, la retribuzione, le ferie e così via.

    Però, prima di poter stipulare un contratto di lavoro domestico, il lavoratore deve produrre e presentare determinati documenti: infatti, è necessario che sia in possesso di carta d’identità o altro documento equivalente in corso di validità, tessera sanitaria aggiornata, codice fiscale ed eventuali diplomi o attestazioni professionali specifiche.

    Nel caso di lavoratore extracomunitario, occorre il possesso di un permesso di soggiorno valido per lo svolgimento di un’attività lavorativa.

    E’ anche consentito assumere un minorenne (nel limite minimo dei 16 anni di età) con l’impegno del medesimo a presentare, oltre ai documenti già sopra menzionati, anche il certificato di idoneità al lavoro ottenuto previa visita di un medico competente e la dichiarazione dei genitori o di chi, in alternativa, ha il diritto della patria potestà.

    Il contratto

    Dopo aver acquisito tutti i documenti citati, tra le parti dovrà essere stipulato un contratto all’interno del quale vanno essere inserite una serie di informazioni essenziali: la data di inizio e di cessazione del rapporto di lavoro se si trattasse di contratto a tempo determinato; la durata dell’eventuale periodo di prova; l’esistenza o meno della convivenza; la categoria di inquadramento e il livello di anzianità; la durata dell’orario di lavoro e come esso sarà distribuito nel tempo e la collocazione del riposo; la retribuzione pattuita; il periodo per il godimento delle ferie; il luogo in cui verrà svolta l’attività lavorativa e i temporanei spostamenti nonché l’eventuale tenuta da lavoro che dovrà essere fornita.Una volta completato il contratto, dovrà essere presentata la comunicazione obbligatoria di assunzione all’Inps: questa va effettuata entro le 24 ore del giorno precedente all’instaurazione del rapporto di lavoro, anche se fosse un giorno festivo. L’annullamento dell’assunzione è consentito entro i 5 giorni successivi dalla data indicata come inizio; superato tale termine si potrà comunicare solo la cessazione.

    L’obbligo di comunicazione sussiste non solo per le procedure di assunzione ma anche per le proroghe, le trasformazioni e le cessazioni. Vanno, altresì, comunicate le variazioni di elementi che costituiscono il rapporto di lavoro come quella riferita al numero delle ore di lavoro, alle ferie e all’importo della retribuzione, tutti elementi che incidono e influenzano il calcolo dei contributi.

    Tipologia di rapporto

    Per quanto concerne la tipologia di rapporto, il contratto di lavoro domestico è generalmente un contratto a tempo indeterminato ma è concessa l’apposizione di un termine alla durata.

    A titolo di esempio, il contratto collettivo nazionale prevede la stipula del contratto a tempo determinato quando l’oggetto della prestazione lavorativa è un servizio già definito e predeterminato nel tempo; per la sostituzione di personale che sospende il rapporto per motivi familiari, o perché in ferie, in malattia o in infortunio; per assistere persone non autosufficienti che si trovano ricoverate presso case di riposo e ospedali. Ricorrendo questo tipo di causali è anche consentito per i datori di lavoro di avvalersi della somministrazione a tempo determinato.

    Infine, è il caso di sottolineare che per la fattispecie contrattuale a tempo determinato, la forma scritta non è necessaria se il rapporto di lavoro non ha una durata superiore ai 12 giorni di calendario.

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