Previdenza

Contributi dei professionisti, le casse anticipano l’esonero: ecco i requisiti

Previsti sconti fino a 3mila euro per il 2021: in attesa del decreto con le regole, molti enti privatizzati hanno già rinviato i versamenti

di Antonello Cherchi e Valeria Uva

Covid, per gli autonomi contributi a fondo perduto e sgravi

4' di lettura

L’anno bianco dei contributi previdenziali per i professionisti, di fatto, è già cominciato. Anche se il decreto che dovrebbe indicare regole e procedure per ottenere un esonero parziale dai versamenti 2021 non è ancora arrivato, molte Casse di previdenza, per venire incontro agli iscritti, hanno deciso un temporaneo rinvio delle prime scadenze contributive rinunciando agli incassi. A prevedere l’esonero dai contributi 2021 come ulteriore sostegno post Covid è la legge di Bilancio 2021 (articolo 1, comma 20, legge 178/2020) . L’esonero, appunto, sarà parziale (si stima un massimo di 3mila euro a persona) e riguarderà i soli contributi soggettivi di quest’anno.

I requisti e la platea

Sono tre i requisiti per l’accesso da parte dei professionisti ordinistici:

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1) un reddito complessivo non superiore a 50mila euro nel 2019;

2) un calo del fatturato o dei corrispettivi 2020 non inferiore al 33% rispetto al 2019;

3) essere in regola con i precedenti versamenti.

A centrarli tutti potrebbero essere 300mila tra gli iscritti alle Casse.

Rinvii lunghi o corti

Ha optato per un maxi rinvio la Cassa forense. Il Cda dell’ente, infatti, ha deliberato di spostare al 31 dicembre 2021 il termine ultimo per il pagamento dei contributi minimi 2021. Avvertendo però che: «Chi ritenesse di non rientrare nei parametri previsti dalla legge potrà già procedere al versamento dei contributi minimi 2021». Non devono pagare alcunché fino al 16 settembre i consulenti del lavoro.

Anche per via del protrarsi dell’emergenza l’Enpacl ha annullato la rata di giugno e ha spalmato i versamenti 2021 in sei rate da settembre a febbraio prossimi per tutti gli iscritti (a prescindere dal reddito).

Rinvii più brevi, ma sempre per tutti, per commercialisti (da aprile a giugno), veterinari (un mese in più fino a giugno) e per medici e dentisti. Per questi ultimi però è già possibile “prenotare” l’esonero: in altre parole chi ritiene di rientrare nei parametri può già fare domanda a Enpam. Stessa procedura per gli psicologi e per i veterinari.

Percorsi differenti anche per i biologi. Due mesi in più, fino al 30 giugno, per versare la prima rata per chi sa già di non avere diritto all’esonero. Chi “aspira” allo sconto può attendere fino al 30 luglio.

Ingegneri e architetti possono entro il 31 luglio richiedere a Inarcassa la deroga al pagamento del contributo soggettivo minimo se ritengono di rientrare nell’esonero.

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No alle proroghe

Hanno già cominciato a versare le rate 2021 i ragionieri e gli iscritti all’ente pluricategoriale Epap (attuari, chimici, dottori agronomi e forestali, geologi). Per gli altri non sono intervenute proroghe anche perché i versamenti sono più in avanti nell’anno.

Le criticità

La bozza di decreto attuativo presenta diverse criticità. L’ aspetto più delicato riguarda i contributi esonerati. Il Dm parla di «contributi complessivi di competenza del 2021 e in scadenza entro il 31 dicembre 2021». Per le Casse non è chiaro se l’esonero riguardi solo i contributi di competenza del 2021 o tutti quelli da versare sempre quest’anno (quindi anche eventuali conguagli 2020). Per alcuni una differenza non da poco. Ad esempio, gli psicologi versano i contributi sui redditi conseguiti in un anno tutti nell’anno successivo. Rischiano quindi, come ha paventato l’Enpap, di perdere completamente lo sgravio se dovesse prevalere un’interpretazione letterale restrittiva. Da chiarire anche come calcolare il reddito nel caso di esercizio della professione in forma societaria, frequente, tra gli altri, per i farmacisti di Enpaf.

Più in generale la Cassa dei ragionieri prevede difficoltà nell’applicazione pratica «visto che le quote di competenza si sapranno a fine anno quando le rate saranno tutte o quasi scadute». I 2,5 miliardi a disposizione, anche per gli iscritti Inps, potrebbero non bastare e costringere a una rimodulazione in corsa.

I giovani professionisti

A sollevare perplessità sono anche i giovani professionisti, potenziali destinatari dello sconto per via di redditi più bassi. Per Matteo De Lise, presidente dell’Unione giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, «occorre capire se quando si parla della soglia di reddito complessivo si intende il fatturato o l’utile. Nel primo caso il bacino dei potenziali beneficiari si restringe enormemente». Peraltro i commercialisti gia beneficiano dell’esenzione totale dalla contribuzione minima per i primi tre anni di iscrizione alla Cassa.

Discorso analogo per gli avvocati: «Pur apprezzando il tentativo di alleviare il peso della contribuzione, la misura per i giovani avvocati incide in modo poco significativo, perché per i primi otto anni di iscrizione i contributi minimi sono dimezzati », afferma Antonio De Angelis, presidente di Aiga (Associazione giovani avvocati). A preoccupare è anche il requisito della regolarità contributiva. «Molti giovani consulenti del lavoro hanno aderito alla regolarizzazione di Enpacl che è stata prorogata al 31 maggio - spiega Fabrizio Bontempo, presidente dell’associazione nazionale dei giovani di categoria - anche per approfittare di questo esonero».

Mauro Iacumin, consigliere del sindacato Inarsind (architetti e ingegneri) chiede certezze sulla maturazione degli interessi sul montante «che deve decorrere dalla data ordinaria dei versamenti e non da quella di effettivo rimborso dello Stato alle Casse, per evitare buchi pensionistici».

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